giustiziaLa sentenza della corte di cassazione riguarda un caso che ha portato al decesso di un bambino, l'anestesista aveva deciso di prendere una giugulare, facendo 7 tentativi aveva provocato un emotorace bilaterale.

L'analisi della cassazione ha capovolto quella che era stata un'assoluzione, hanno preso in esame anche il diario infermieristico, le linee guida e la possibilità di usare l'accesso intraosseo.

L'episodio è occorso nel 2007 ed è andato in prescrizione da un punto di vista penale, la sentenza riporta in modo dettagliato l'episodio che riassumo:

In sala operatoria l'anestesista, dopo aver provato a reperire un'altra vena, decide di incannulare la giugulare, fa 7 tentativi e poi il bambino decede.

L'analisi della cassazione non aggiunge altre prove, ma rilegge quanto accaduto e già prodotto con prove e perizie per capire se il percorso logico delle motivazioni era corretto.

 

Il ricorso alla cassazione è stato chiesto contro la sentenza di assoluzione perchè il fatto non sussiste.

La sentenza della cassazione ha ribaltato il verdetto e anche se non paga da un punto di vista penale per la prescrizione del reato accaduto nel 2007, viene emesso un verdetto di colpevolezza e rimandato al processo civile per i danni arrecati.

Le motivazioni della sentenza hanno considerato le perizie che hanno valutato alcuni aspetti rilevanti anche per noi infermieri:

-7 tentativi, troppi non giustificabili, hanno alzato la percentuale di rischio,

-disponibile un altro tipo di accesso, si poteva usare l'intraossea,

-non è stato chiesto aiuto ad un collega, avrebbe avuto la possibilità di salvare il bambino,

-non c'era una situazione di urgenza che giustificasse i 7 tentativi,

-condizioni stabili, scritte nel diario infermieristico.

L'analisi della Cassazione prende in esame il caso sia dal punto di vista del decreto Balduzzi che dalla legge Gelli-Bianco, scarica la Sentenza Cassazione 2018 completa offre una bella lettura molto interessante e ritengo possa dare degli spunti di analisi anche da un punto di vista infermieristico e ci da questi suggerimenti semplici che vanno sempre bene:

-NON fare troppi tentativi, se ne sbagli due, chiedere ad un collega, spesso c'è la regola "non c'è due senza tre" e il terzo errore è in agguato,

-conoscere bene una tecnica è giusto, ma averne pronta anche una che sia alternativa,

-NON vergognarsi di chiedere aiuto ad un collega, l'interesse dell'assistito prima dell'orgoglio.

 

Molto interessante anche l'articolo su Quotidiano Sanità che offre una analisi da un punto di vista medico.

La conclusione che ci vedo è drammatica

Oltre 10 anni in tribunale e l'anestesista e la famiglia non sono ancora giunti al termine quasi come se la pena fosse salomonicamente condivisa da entrambi, un anestesista che ha sbagliato e paga ricordando un evento drammatico e paga gli avvocati, la famiglia che deve continuare a vivere l'episodio senza avere giustizia, anzi vedendo una prescrizione e dopo 10 anni avere davanti ancora il procedimento civile.

 

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