"Le procedure disciplinari delle professioni sanitarie" l'autore del libro è il dott.Mauro Di Fresco, infermiere, giurista e docente ci siamo sentiti e vi ripropongo alcune domande che gli ho sottoposto via mail.
Il libro è anche un occasione per sostenere la neo-nata associazione che ha come obiettivo la divulgazione di una cultura legale nella nostra professione, quindi le domande .
-Ciao Mauro consentimi di darti del Tu in queste domande.
Io purtroppo non l'ho ancora acquistato e quindi ti chiedo, questo libro primo nel suo genere Mauro riguardalo con gli occhi di chi non ha idea delle definizioni normative, e del linguaggio legale, come lo troveresti, facile, difficile o completo?...



Un infermiere che non conosce le normative, che non si è mai interessato di diritti e soprattutto della propria professione (e ce ne sono purtroppo) potrebbe ritenere questo libro superfluo e inutile. Ma se gli dovesse capitare, nella sua vita professionale (e capita) di incappare in una vicenda che poi esitasse nel procedimento civile o penale (magari dopo una brutta lettera scritta da un paziente o un'indagine giudiziaria) o nel procedimento disciplinare (una lettera scritta da un medico, da un collega, da una caposala o addirittura anonima, come prevede la riforma Brunetta del 2010), allora pagherebbe il mio libro in oro e ci guadagnerebbe sia economicamente (una sola consulenza legale costa 10 volte il mio libro) che personalmente perché le informazioni contenute nel libro non si trovano in nessun testo, perché non è mai stato scritto.
Ho saputo dalla Maggioli editore che la maggior parte degli acquirenti del libro sono avvocati e magistrati e sapevamo in anticipo che il libro sarebbe andato a ruba tra gli operatori del diritto, proprio perché si trova materiale che finora è andato disperso nel tempo e nello spazio forense senza che nessuno pensasse a riunificarlo e rielaborarlo per un uso pratico. E questo è quello che ho fatto. Inoltre ho integrato le informazioni tecnico-giuridiche con documenti sanitari di fatti realmente accaduti dove ho patrocinato personalmente le vertenze disciplinari ed ho aggiunto la mia esperienza di giurista cavilloso e meticoloso oltre che di sindacalista.
Questo ricco piatto è stato condito con una terminologia sanitaria e non forense per cui risulta perfettamente appetibile e digeribile, in poche parole, intelligibile, tra gli operatori sanitari e meno per gli operatori del diritto. Difatti con la Maggioli abbiamo deciso di inserirlo nella collana “sanità” e non “giuridica”.
Pertanto si tratta di parlare con i colleghi sanitari di diritto, utilizzando parole semplici e comprensibili.
Alcuni infermieri mi hanno scritto di aver iniziato a leggere il libro di pomeriggio e di averlo finito, senza accorgersene, alle due di notte perché è interessante e leggero.
Questo libro accompagnerà i lavoratori della sanità per tutta la loro carriera perché è un manuale pratico che spiega come comportarsi in servizio correttamente per evitare guai e, nel caso di guai, come fare per affrontare il problema con il meglio della difesa per avere un giusto processo, evitando che il procedimento disciplinare si trasformi in una punizione ritorsiva.
Il libro infonderà maggior coraggio e fiducia agli infermieri così che non debbano più aver paura della sanzione disciplinare come mezzo coercitivo della loro libertà di pensiero e vendicativo della loro libertà di scelta e autonomia.

-Io lavoro nel settore privato potrei trarne dei consigli utili?


Certamente! Il titolo del libro è al plurale: “Le procedure disciplinari …”. Difatti non mi sono limitato a trattare la procedura disciplinare nella sanità pubblica ma, e basterebbe vedere l’indice per rendersene immediatamente conto, ho trattato anche la sanità privata (ARIS, AIOP, ecc.), l’università pubblica (policlinici universitari, dove lavoro io) e l’università privata (es. Policlinico Gemelli di Roma, Fatebenefratelli, Bambino Gesù, ecc.).
Leggendo il libro rimarrete stupiti dalle somiglianze e dalle particolari differenze che si riscontrano nei quattro ambiti disciplinari trattati.

-Quando lo hai scritto immagino che hai pensato all'infermiere di reparto, il libro un arma o uno scudo?


Veramente ho pensato per primo a me; un infermiere sospeso sette mesi senza stipendio con due bambini piccolissimi e una moglie (a cui ho dedicato il libro senza la quale non sarebbe stato possibile scriverlo) da mantenere perché mi sono rifiutato di portare una tazza di tè ad una paziente mentre l’OTA, che si è rifiutato, leggeva il giornale mentre io stavo preparando delle flebo particolari al reparto AIDS.
Questa esperienza mi ha insegnato che i sindacati non sempre difendono i lavoratori e che spesso è meglio difendersi da soli; così sotto la spinta di mia moglie e una ritrovata passione che non sapevo di avere, mi sono trovato a studiare scienze giuridiche, giurisprudenza, scienze politiche, un master in diritto pubblico e un master alla Corte Suprema in Diritto Sanitario, biennale di II livello (ce ne fu solo uno per 50 posti in tutta Italia) e così avanti fino alla docenza, al comitato per il mobbing, relatore in diverse riviste giuridiche, ecc..
Il libro è uno scudo contro i soprusi, contro chi vede la disciplinare come un mezzo per imporre la propria volontà contro la legge e il rispetto della dignità degli infermieri.
E’ un’arma per chi vuole mandare un messaggio: “ho il libro che ha scritto Di Fresco, non mi freghi, posso smascherarti, non mi puoi ingannare, non mi fai paura perché conosco la verità, conosco la legge, quella vera non quella che mi propini con le tue chiacchere”.

-Il libro per l'infermiere e lo studente, può essere una traccia per avere delle idee per la tesi?


Già fatto. Le tesi sono state dissertate l’anno scorso dai miei studenti e soprattutto dai magnifici studenti del Corso di Alta Formazione in Infermieristica Legale e Diritto Disciplinare che si è tenuto questa estate alla Sapienza di Roma. Un successone che si trasformerà in master il prossimo anno. Sarebbe bello se gli studenti infermieri conoscessero il codice disciplinare prima di farsi punire quando diventeranno infermieri; anzi sarebbe logico. Ma siamo in Italia, l’infermiere si interessa del diritto disciplinare dopo che è stato sospeso o licenziato, così come si interessa del diritto del lavoro quando scopre, dopo vent’anni di lavoro, di essere stato ingannato sul termine entro cui fruire le ferie. Difatti non è inusuale che colleghi ultracinquantenni inizino a frequentare i miei corsi per vederci chiaro su alcuni aspetti della professione.
E’ una vergogna che si sfornino laureati che non conoscano la differenza tra un indennizzo e un risarcimento o tra la colpa imprudente e la colpa negligente. Ma che dottori?! Dottori in chiacchere inutili?! Quando operano sul paziente non sanno nemmeno che tipo di obblighi hanno nei suoi confronti o che tipo di responsabilità si assumono. Poi si scandalizzano se nelle cause gli infermieri vengono quasi sempre condannati, anche quando non c’entrano niente. La verità è che il giudice trova sempre qualcosa che non avrebbero dovuto fare, eppure un po’ di cultura li avrebbe salvati. Ma la colpa è dell’università e della sua autonomia.

-Tu il libro e un associazione, spiegami cos'è questa idea.


Ci siamo accorti che gli infermieri sono abbandonati. Il collegio pensa alle poltrone, il sindacato pensa alle poltrone, l’associazione avvocatura di diritto infermieristico pensa agli infermieri.
Siamo quattro infermieri preparati, avvelenati, stanchi, in poche parole siamo talebani. Ognuno di noi lavora nei servizi con i malati, in prima linea, nessuno ha una poltrona, nessuno ha fatto carriera, tutti in battaglia tutti i giorni. L’associazione che verrà estesamente pubblicizzata a breve, ieri ha ottenuto il codice fiscale dall’agenzia delle entrate e si ripromette (e ve lo dice uno che è stato sospeso sette mesi e che poi ha ottenuto piena giustizia, e che ha vinto la causa dei buoni pasto, della mezz’ora tecnica, dei ROT, ecc.) di diffondere il diritto sanitario, assistere gli iscritti mediate una rete di avvocatura specializzata in diritto degli infermieri (già attiva a Roma da oltre 10 anni), informare gli iscritti attraverso un portale di diritto sanitario (non esiste al mondo) completo di informazioni forensi idonee a spiegare i diritti degli infermieri con un linguaggio semplice, e tante altre incredibili novità per realizzare non per sperare. Tutto sarà sostenuto con la quota associativa che costerà meno della metà delle quote sindacali.
Vedremo se funzionerà. Secondo me funzionerà perché a Roma sta già funzionando e di vittorie ne abbiamo collezionate molte.


Ti ringrazio tantissimo per il tempo che ci hai dedicato se qualcuno desidera acquistare il libro, in arrivo su Amazon vi arriva a casa anche in un giorno.

 

 

Sul sito Maggioli il libro è disponibile a questo link diretto 

 

Dott. Mauro Di Fresco

Franco Ognibene

 

 

 

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