Quando lavoravo come dipendente avevo un punto fermo la cifra netta sulla busta paga, doveva crescere o essere costante e non mi preoccupavo più di tanto di tutte le voci di spesa.
Nel 2006 sono diventato libero professionista e ho iniziato a ragionare in un'ottica diversa, perchè adesso quello che fatturavo era l'importo lordo e sicuramente tutte quelle voci sarebbero arrivate a farsi sentire, con un nome o un altro.
Leggi tutto: Libera professione, quanto mi costi e quanto ci guadagno, un motivo per...
Il detto "la pubblicità è l'anima del commercio" può essere l'incipit per riflessioni semplici, che proprio perchè semplici si trovano in profonda discrepanza con la situazione degli infermieri liberi professionisti.
Come ogni anno, nella fase ciclica delle stagioni e degli eventi, ci avviciniamo al Primo Maggio, festa del lavoratore in ogni sua forma e natura (o di quelli che ne rimangono tali per definizione), aspettando poi la giornata internazionale dell'infermiere del 12 maggio.
La partita IVA essenzialmente è una sequenza di cifre (codice ateco) indispensabile per esercitare in regime di libera professione.
Il tariffario per infermieri è stato abolito dalla legge nr. 248 del 04.08.2006 noto come decreto Bersani e la Federazione Nazionale e i collegi infermieri hanno recepito l'informazione passata per passaparola e hanno tolto dai siti i tariffari minimi.
In mancanza di lavoro come infermiere l'idea di aprire la partita iva e lavorare come libero professionista è accattivante, ma è davvero vantaggioso e se si, per chi?