Il mondo Infermieristico e quello riabilitativo, spesso si intrecciano, nei vari reparti ospedalieri o a domicilio di pazienti anziani o comunque allettati, e solo un lavoro di equipe, può aiutare e offrire un valido supporto al malato, che è inerme, e ha solo noi come figure di riferimento in grado di dargli un sollievo.

La comparsa di ulcere da decubito o ferite nei pazienti delle rsa è come detto una evenienza frequente in pazienti immobilizzati, debilitati, affetti da polipatologie, nonostante le cure infermieristiche e mediche offerte. ricordiamo che l'immobilità a letto può essere causata da moltissimi fattori come incoscenza, parkinson, anestesia, sedativi, ecc ecc.

Il corpo del nostro paziente subisce, una maggiore pressione in alcune aree corporee determinando un aumento della temperatura locale (ben evidenziabile con la termografia), oltre ad un danno causato da umidità (generalmente liquidi corporei come sudore oppure urina che possono provocare anche infezioni cutanee sopratutto alle zone genitali). Condizioni aggravanti sono sicuramente anemia, infezioni intercorrenti, intossicazioni, disidratazione, malnutrizione,ipoprotinemia,insufficenza cardiaca e polmonare, ipossia e ipercapnia.

Le aree interessate più frequentemente sono quelle povere di tessuto sottocutaneo come talloni, zona sacrale, ischiatica, trocanterica, scapolare, gomito. Basti pensare che una presisone di minima di 15 mmHg applicata per un ora è sufficiente a creare una zona di ischemia con conseguente comparsa di piaga (anche una nottata a volte può bastare per la comparsa di una lesione).

Possiamo distinguere 4 stadi :

1)Eritema o edema con interessamento di epidermide e derma
2)Lesione Cutanea con interessamento o meno del derma e secrezione sierosa
3)danno allo strato adiposo sottocutaneo, soprafasciale Necrosi, Escara,possibile infezione ed essudato purulento
4)Necrosi profonda, sottofasciale ed arriva a muscoli e ossa. Possibili Fistole,e complicanze gravi come osteomielite

Il nursing della piaga cambia naturalmente in base allo stadio, e nel terzo stadio, in presenza di tessuto necrotico, sarà necessario un approccio chirurgico con rimozione dei tessuti infetti. Normalmente si applicano preparati disinfettanti (antibiotici locali o sistemici), ed enzimatici (garze umide).

Per migliorare le condizioni di vascolarizzazione, di microcircolo e per accellerare la duplicazione cellulare, oltre a ridurre l'eccesso di umidità, ai fini di una più rapida cicatrizzazione, si utilizzano diversi tipi di terapie fisiche.

Ricordiamo la magnetoterapia a campi pulsati, e soprattutto la Laserterapia con indubbi effetti positivi.

Infatti sullo stadio 3, si possono usare sorgenti di laser a multidiodi con λ=950nm in modalità pulsata. Questi trattamenti vanno eseguiti con cadenza trisettimanale, con ripetizioni pulsate con una media di 5000 impulsi/sec.

Poichè l'interazione è superficiale, la sorgente ad alta energia deve irradiare con bassa densità di potenza.

Purtroppo tale terapia è estremamente operatore dipendente, in quanto l'effetto fisico del laser è legato a watt, e densità di potenza. Va ricordato che risponde meglio una ferita estesa e più superficiale, piuttosto che una profonda o con disomogenità della superficie.

Naturalmente una condizione generale di idratazione e nutrimento del paziente, risulta essere di fondamentale importanza per il successo terapeutico.

Il laser in definitiva, riduce i tempi di recupero naturali, diminuendo i rischi di incorrere in problematiche successive, oltre a permettere un intervento riabilitativo più tempestivo.

 

David Di Segni
Mdm Fisioterapia
06/68808629
3496469240
www.mdmfisioterapia.it

laser lesione 1

laser lesione 2

laser lesione 3

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