Il timore più grande dell'infermiere che lavora in reparto è l'anziano con deficit alla deambulazione che vuole alzarsi la notte. L'anziano ha intrinsecamente una fragilità ossea e il rischio di frattura è alto, il risultato è l'aumento del tempo di degenza del paziente.
Quando la persona rimane ricoverata a lungo, aumenta il rischio di infezioni ospedaliere e complicanze come le lesioni da pressione.
L'anamnesi del paziente rilevata all'ingresso ci può far capire se è a rischio di caduta, ma non sempre. Lo stesso ricovero che è stato effettuato è una condizione nuova e quindi l'esperienza precedente del paziente o riferita dai familiari può non darci informazioni utili.
Il paziente può essere già disorientato all'ingresso, in reparto facciamo l'anamnesi e con le informazioni date dai parenti e il nostro assistito sarà a rischio caduta. Le domande dei test spesso sono frettolose e non verificate, il motivo che le condizioni cliniche non consentono di verificare direttamente sull'assistito se davvero sa fare quel che dice, spesso sono concomitanti disturbi neurologici.
La conversazione con i familiari potrebbe cercare di comprendere se:
- Viveva da solo/a al domicilio?
- Aveva una badante?
- Riesce a mangiare, vestirsi, andare al bagno?
- Prende dei farmaci?
- Usa calzature adatte?
- Cammina? In autonomia o con ausili?
- Soffre di vertigini e/o capogiri?
Durante il giorno in cui ci sono le attività, l'anziano che assistiamo è occupato e potremmo vedere una persona lucida e vigile pensando che non sia a rischio cadute. Poi passa il medico in visita e gli prescrive dei farmaci che hanno effetti indesiderati come capogiri, debolezza, disorientamento che aumentano il rischio di cadute.
O magari, semplicemente, il paziente che di giorno appare tranquillo, equilibrato, di notte inizia ad agitarsi perchè non riconosce più la stanza in cui è ricoverato e vuole andare a casa.
Oppure, si dimentica che l'infermiere di giorno gli ha posizionato un catetere, sente lo stimolo ad urinare e desidera alzarsi per andare al bagno.
La responsabilità di cambiare la scala di valutazione del rischio di caduta, è mia, cioè dell'infermiere.
Questo non vuol dire per forza allettare il paziente, ma possiamo sfruttare le sue capacità residue e chiedergli semplicemente di chiamarci con il campanello prima di alzarsi per andare al bagno. Richiesta che sappiamo a priori che potrebbe essere inutile e in questo caso è utile fare un giro di notte a guardare come stanno.
Se valuto che il paziente ha un elevato rischio di caduta cosa faccio?
Dipende, se valuto un alto rischio appena lo ricovero:
- Mostro al paziente la camera, i suoi possibili appigli, dov'è il bagno lo aiuterà ad orientarsi.
- Gli faccio vedere il campanello e lo istruisco sull'importanza di chiamarmi se ha bisogno.
- Controllo che abbia calzature adatte con una suola antiscivolo e che avvolgano bene il piede.
- Rimuovo gli eventuali ostacoli dalla stanza in modo così che non rischi di inciampare.
- Se l'andatura è instabile propongo al paziente l'utilizzo di ausili per la deambulazione.
Invece, se è il turno di notte, e il paziente si agita:
- Valuto il grado di agitazione del paziente, e provo a chiedere al paziente il motivo.
- Accendo la luce del bagno e una luce di bassa intensità nella stanza: aumentare l'illuminazione può aiutare il paziente ad orientarsi nello spazio anche di notte.
- Se il paziente è molto agitato, soprattutto se mostra agitazione motoria, contatto il medico di guardia e si decide se alzare le sponde del letto, oppure se somministrare farmaci che aiutano il paziente a riposare.
Un "trucchetto" che mi ha aiutata molto a passare un turno di notte relativamente tranquillo è stato quello di comprendere la causa dell'insonnia nel paziente con deficit neurologici prima dell'arrivo del medico. Il mio assistito con deficit neurologici non comunica come gli altri e a volte è il deficit neurologico che favorisce l'insonnia a volte può essere un bisogno a volte un problema di salute a volte la reazione ad una terapia.
Situazioni molto diverse fra loro che quando non sono note possono comparire nel nostro assistito anche dopo alcuni giorni dall'ingresso in reparto.
Deficit neurologici possono portare ad insonnia e iperattività, le soluzioni in assenza di una sorveglianza portano alla contenzione, che sia farmacologica su prescrizione medica, oppure costringere l'assistito ad essere in una sedia a rotelle così da poter essere sorvegliato a vista.
Il bisogno più semplice che può avere il paziente ricoverato è mangiare, questo si manifesta in modo diverso a seconda dei deficit neurologici presenti, ci sono i digiuni per gli esami, ma anche l'orario dei pasti dove la cena è alle 18:30 potrebbe far si che il paziente non dorma e cerca di alzarsi per passarsi il tempo, spesso è sufficiente una camomilla e dei biscotti.
Quando il nostro assistito ha afasia e defici di qualche tipo fa fatica a manifestare un problema di salute ed emerge l'aggressività e la voglia di alzarsi e scappare da un contesto che non lo capisce. Il dolore è il problema principale, che sia dovuto ad artrosi o ad una febbre che da cefalea, il risultato è un paziente che si vuole alzare e rischia di cadere. La somministrazione di farmaci per dormire in una persona che ha dolore può non essere efficace ed avere un'effetto paradosso.
Il problema di salute più subdolo è l'arteriopatia obliterante, che porta gli arti inferiori ad avere un afflusso di sangue insufficiente, ma quando si è in piedi la pressione arteriosa è favorità, quando si è sdraiati la pressione arteriosa negli arti inferiori non ha la spinta per gravità e il paziente ha una sofferenza costante.
Comprendere perchè il paziente si vuole alzare è di aiuto per una soluzione, la situazione più semplice è l'anziano che ha il pannolone e si alza di notte per fare la pipi, in fondo perchè farsi la pipi addosso se si è in grado di alzarsi, il problema è che questa persona la trovavi in corridoio stanca, perchè semplicemente cercava una porta con scritto bagno, come si attende nei posti pubblici. Ovviamente la soluzione più semplice ed efficace è stata scrivere bagno sulla porta del bagno.
Il problema delle cadute non credo che si risolverà al pari delle LDP, perchè spesso si cerca un colpevole o si pensa a fare tanta documentazione che ha solo uno scopo difensivo in caso di contenzioso legale. Eppure, sarebbe sufficiente pensare ad una struttura che sia "a prova di bambino" e creare i presupposti dove gli infermieri possano confrontarsi e scambiarsi le esperienze fatte e le soluzioni scelte.
