Il disegno di legge professioni infermieristiche aggiorna la formazione universitaria dell'infermiere

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La proposta di legge della Senatrice Boldrini Paola del Partito Democratico che ha realizzato il disegno di legge "Riordino della formazione universitaria delle professioni sanitarie infermieristiche, nonché delle professioni sanitarie tecniche, della riabilitazione, della prevenzione e della professione ostetrica" stravolge completamente l'attuale assetto della formazione e della specializzazione professionale degli infermieri.

Per prima cosa il master di coordinamento fra qualche anno potrebbe diventare carta straccia perchè solo per altri 5 anni sarà un requisito utile per avere il coordinamento.

Cambiamenti nei percorsi formativi dell'Università che ingloberà quasi tutta la formazione specialitica, ma ci dovranno essere cambiamenti anche dell'attuale CCNL Sanità che andrebbe rivisto.

Il disegno di legge ha 3 articoli:

Riguarda tutte le professioni sanitarie, inizio dall'ultimo.

Articolo 3

Essenzialmente delega al Ministero dell'Università e della ricerca di concerto con il Ministero della salute e gli ordini professionali di trovare una soluzione per attuare gli articoli 1 e 2 per tutti gli ordini delle professioni sanitarie.

Articolo 2

Definisce l'istituzione di un tavolo tecnico per monitorare l'attuazione della legge, mi interessa poco.

Articolo 1

Il pezzo forte, entra nello specifico della formazione infermieristica e dovrebbe fare da traccia per tutte le professioni sanitarie.

L'articolo 1 ha 10 commi, che stravolgono l'attuale assetto formativo universitario.

La formazione universitaria su tre livelli:

  1. corso di laurea abilitante in infermieristica e in infermieristica pediatrica, finalizzata all'acquisizione alle competenze previste dai due citati profili professionali;
  2. corso di laurea magistrale in scienze infermieristiche volto all'acquisizione di competenze avanzate negli indirizzi gestionale, educativo-formativo e clinico-specialistico. L'indirizzo clinico-specialistico prevede le seguenti aree specialistiche.
  3. dottorato di ricerca per l'acquisizione di competenze metodologiche per la ricerca scientifica.

Quei tre livelli sono già esistenti quello che viene cambiato è la creazione di sei indirizzi per la magistrale e la creazione di scuole di specializzazione:

  1. area della cure primarie e della sanità pubblica;
  2. area intensiva e dell'emergenza e urgenza;
  3. area medica;
  4. area chirurgica;
  5. area neonatologica e pediatrica;
  6. area della salute mentale e delle dipendenze;

La formazione post laurea cambia ulteriormente, oltre al dottorato di ricerca e ai master di secondo livello si aggiunge come riporta art.1 comma 4 lettera b)

b) scuola di specializzazione per l'ulteriore approfondimento disciplinare, scientifico e metodologico per l'esercizio di attività di alta qualificazione in campi innovativi dell'infermieristica e nelle aree di specializzazione infermieristica

Come verrebbe applicata questa legge?

In parte è scritto nella legge stessa:

5. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, con decreto del Ministero dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministero della salute, sono istituite le scuole di specializzazione e sono altresì disciplinati gli obiettivi formativi, i percorsi didattici nonché i profili specialistici.

6. Il master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento, di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), della legge 1° febbraio 2006, n. 43, previsto quale requisito per l'accesso al ruolo di coordinatore, è sostituito con la specifica laurea magistrale in scienze infermieristiche di cui al comma 3, lettera b), del presente articolo.

7. Nei cinque anni successivi all'entrata in vigore della presente legge, il master di primo livello in management o per le funzioni di coordinamento, di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), della legge n. 43 del 2006, e la laurea magistrale in scienze infermieristiche sono requisiti validi per l'accesso al ruolo di professionista coordinatore.

Il CCNL 2016-2018 trasformava tutti i posti di coordinatore in incarichi rinnovabili, questo comporta che tutti i coordinatori dovranno acquisire la laurea magistrale nei prossimi 5 anni, pena la decadenza dell'incarico.

8. Il possesso della laurea magistrale o specialistica in scienze infermieristiche e ostetriche è equipollente alla laurea magistrale in scienze infermieristiche negli indirizzi gestionale ed educativo-formativo di cui al comma 3 del presente articolo.

Questo comma ci dice che tutti coloro che attualmente hanno la laurea magistrale potranno accedere agli incarichi di coordinatore.

9. È prevista nell'ambito dei corsi universitari delle professioni infermieristiche una specifica collocazione delle discipline professionalizzanti presenti all'interno del settore scientifico-disciplinare med/45-scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche.

Questo comma lascia aperta la strada al futuro, alla possibilità di progettare nuovi corsi.

10. È prevista altresì l'istituzione della facoltà di scienze infermieristiche e dei relativi specifici dipartimenti.

E Booooommmm questa è l'apoteosi, esistono università che hanno facoltà con poche classi, gli studenti di infermieristica al primo anno sono almeno 15.000 e non c'è mai stata una facoltà di infermieristica, questa legge non è un testo lunghissimo, ma è semplice e porta a cambiamenti importantissimi.

Conclusioni

L'Università fornirà quasi tutta la formazione post laurea dato che di fatto ha inglobato i master universitari di I livello negli indirizzi e altri li includerà nelle specialistiche post laurea magistrale.

La scelta di fare una facoltà di scienze infermieristiche consentirà, speriamo, di avere dei professori in pianta stabile, non solo per qualche ora all'anno ed in alcuni casi gratis, ma finalmente professori di infermieristica per lavoro.

Sarà interessante capire come l'Università gestirà l'accesso alla laurea magistrale dato che molti colleghi vorranno aggiornare il loro master di coordinamento.

Il dubbio, si continuerà con il "vecchio" numero chiuso? che di fatto non consentirà l'aggiornamento di tutti gli attuali master in coordinamento o se consentirà l'accesso in sovrannumero a chi ha un incarico di coordinamento, o a chi ha un master o addirittura ad accesso libero.

La legge non specifica poi se la laurea magistrale e il relativo indirizzo consentirà il coordinamento solo dei reparti di quell'area o tutti.

L'osservazione che dopo ci saranno troppi laureati non cambierà nulla dall'esistente, dato che attualmente in tanti hanno corsi post laurea come il master di coordinamento che non hanno comportato di fare il coordinatore.

La crescita professionale personale poi dovrebbe vedere la convergenza con la crescita della professione e questo sarà possibile iniziando a dare punteggi a chi è in grado di fare ricerca con pubblicazioni mentre oggi vale di più la sola anzianità.

Un percorso formativo all'avanguardia che in questi anni più volte mi era capitato di sentirlo dalla presidente Mangiacavalli e che ora potrebbe diventare realtà.

Forse ci saranno dei tentativi di osteggiarla, ma se non passa ora potrebbe restare bloccata a tempo indeterminato.

 

Foto di Arek Socha da Pixabay