COVID-19 cosa non dicono gli ospedali e i pronto soccorsi italiani

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ambulance ge49545cbdOgni giorno da oltre due anni i telegiornali ci bombardano con i dati dei decessi da COVID-19 ma l'obiettivo non è più creare consapevolezza.

Gli ospedali, e i servizi di pronto soccorso e il servizio sanitario continuano ad agire pensando solo al COVID-19 ma non trovano il tempo per occuparsi al meglio del cittadino.

Non lo dicono e non fanno molto di ciò che potrebbe essere utile.

La paura ci può indirizzare a scelte giuste come fare il vaccino, ma può anche portare le persone a creare delle reazioni avverse alle istituzioni, ai servizi sanitari e vediamo nascere i novax violenti.

Leggiamo articoli di persone che non si fanno curare che si recano in ospedale tardi e che giungendo alla diagnosi di tumore avanzato tardi verranno supportati solo dai servizi per il fine vita.

Gli ospedali non lo  dicono ma sono concentrati a gestire la sicurezza dei reparti COVID-19, la sicurezza degli operatori sanitari, quella dei visitatori per fare si che essi stessi non diventino delle bombe batteriologiche.

Gli ospedali e i servizi regionali non hanno fatto niente per il semplice motivo che non se ne sono accorti, ma la gente ha paura degli ospedali e non solo.

Il clima di epidemia, di paura e di morire ad ogni passo è forte; quello i telegionali trasmettono ogni giorno ha devastato tantissime persone, alcune forse nemmeno se ne accorgono, ma se fate jogging da anni e prima salutavi i concittadini, oggi ne vedi molti che si voltano dall'altra parte come automi con gli occhi terrorizzati. 

La paura che arriva a togliere addirittura il saluto è davvero triste.

Ma quando la paura di rivolgersi ai servizi sanitari ti toglie la vita si deve aprire un'emergenza.

Gli ospedali, oggi, aziende sanitarie sono concentrate nella conoscenza dei propri servizi, nella creazione di procedure che siano controllate e verificate per evitare errori, ma non hanno gli strumenti per vedere cosa succede attorno a loro.

Le aziende sanitarie offrono servizi indispensabili e non hanno mai avuto bisogno di capire la percezione che i cittadini hanno di esse e di fatto non c'è mai stato bisogno di uscire dalle loro mura per valutare cosa succede se ci sono dei bisogni nuovi dei cittadini.

Gli ospedali non dicono come funzionano i servizi soprattutto ora che tutto è cambiato.

Il Pronto Soccorso (PS) è il cuore pulsante di un ospedale e non lo dicono, ma si vede che anche il PS segue delle procedure di sicurezza e salvo emergenze immediate ai pazienti si fanno subito i tamponi per vedere se indipendentemente dalla patologia, ci sarà un percorso covid negativo o positivo.

Quando c'è un riscontro di tampone negativo, il paziente viene indirizzato a reparti "puliti" che sono quelli senza pazienti covid positivi, adatto al suo problema di salute e per sicurezza il tampone di controllo verrà fatto regolarmente.

Quando c'è un riscontro positivo il paziente viene inviato ad un reparto covid dove il paziente sarà curato per la patologia di ingresso, ci saranno restrizioni per i visitatori per evitare la diffusione del virus, ma contatti con videochiamate.

I reparti covid sono diversi a seconda dell'intensità dell'assistenza, si va dalla medicina covid, fino a reparti di sub intensiva e terapia intensiva.

Il paziente positivo a quale reparto accederà?

Il paziente positivo può non avere i sintomi del covid-19 e avere i parametri instabili per la sua patologie di ingresso, in questo caso sarà inviato ad una subintensiva o una terapia intensiva.

Il paziente che è positivo, stabile e senza sintomi del COVID-19 sarà in medicina covid e verrà curato per la sua malattia e monitorato per il covid, se negativo viene trasferito in altro reparto o se guarito viene dimesso.

Cosa succede se il paziente nel reparto pulito diventa positivo?

In reparto vengono fatti tamponi di screening ai possibili contatti, mentre il paziente viene trasferito in medicina covid se stabile o in subintensiva o terapia intensiva covid, questo per lasciare il reparto "pulito" senza pazienti positivi.

La gestione della sicurezza per tutti i pazienti non è comunicata a sufficienta, sicurezza che richiede di avere tempistiche maggiori.

Il SSN è al lavoro ma purtroppo il clima di paura sta generando morti senza motivo, i casi eclatanti vengono riportati sui media https://www.romatoday.it/ la giovane mamma a gennaio 2022 va in PS ma non vuole aspettare il triage e se ne va, forse la vaccinazione consigliata dal Ministero della Salute a settembre 2021 avrebbe potuto evitare il peggio https://www.salute.gov.it.

Quante persone oggi si rivolgono al SSN con patologie oncologiche avanzate perchè avevano paura di andare in ospedale, forse pensi che siano casi rari  e che il problema sia lontano, ma poi in paese un tuo concittadino muore perchè da una settimana aveva il braccio sinistro che gli faceva male e non voleva andare in ospedale.

La guerra al coronavirus al COVID-19 non ha visto un fronte comune, anzi il covid ha avuto nei novax degli alleati importanti che non hanno esitato ad attaccare il SSN favorendo il clima di sfiducia e favorendo i decessi non covid.

Recuperare sarà difficile ma le Regioni devono prendere atto che il problema paura e sfiducia nel SSN esiste, altrimenti la gente continuerà a morire inutilmente.