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infermiera suicidaL'infermiera di Aymavilles, una cittadina alpina della Valle D'Aosta, il 16 novembre ha ucciso i figli di 7 e 9 anni con un iniezione letale, poi si è suicidata. Il marito ha fatto la drammatica scoperta ed è stato ricoverato per lo shock.

Alla notizia drammatica si aggiunge la premeditazione e le lettere con la richesta: "dite che è stata una fuga di gas".

Il terribile omicidio è accaduto in casa, l'infermiera, dopo l'iniezione fatta ai figli li ha adagiati sul letto e ha deciso di porre fine alla sua vita.

Il contenuto della lettera lo ha trasmesso RaiNews24 pochi minuti fa, ed ha aggiunto che hanno identificato una premeditazione nel fatto, poichè non erano presenti le confezioni dei farmaci, scatole o fiale, ma solo le siringhe che probabilmente erano state precedentemente preparate in reparto e trafugate.

RaiNews24 del 17 novembre da il comunicato che nelle lettere la mamma ha scritto: 

dite che è una fuga di gas

La ricerca di una complicità per dare un senso di "normalità" ad un evento così drammatico, da profano direi che può evidenziare il senso di una malattia nascosta.

L'infermiere è un professionista che fa assistenza, segue le persone ammalate, le supporta le aiuta ogni giorno ed ogni giorno è vicino a contatto con il rischio di morire.

Spesso leggi di notizie di colleghi che muoiono per diversi motivi, cade l'elicottero, un incidente con l'ambulanza, o mentre si lascia o ci si reca al lavoro. 

L'impegno per prevenire le punture accidentali che potenzialmente possono portare a mallattie mortali costa un impegno di milioni di euro, tra addetti, prodotti, formazione e informazione e non provoca decessi, ma la depressione si e molti. 

Ma morire per un suicidio, si poteva evitare?

Forse si, basta iniziare a considerare l'infermiere un essere umano, come diceva la collega. L'esperienza lavorativa modifica l'infermiere, e lo modifica dentro (LINK), come cambia la persona attraverso l'esperienza di assistenza, vivendo la vicinanza alla sofferenza, e quali effetti hanno sulla fragilità della mente umana è uno spazio ignorato.

Le domande che mi sorgono spontanee sono:

è rilevabile il problema? Certamente, basterebbe che nei motivi di cessazione del rapporto di lavoro fosse rilevato il decesso, ed i dati pubblicati.

è possibile prevenire il problema? Iniziare dall'università, prevedere il coinvolgimento di psicologi e continuare quando una persona è da molto tempo nello stesso reparto.

Forse mi pongo le domande sbagliate, e sicuramente sono i colleghi che hanno un ruolo istituzionale i primi che si dovrebbero porre queste domande, perchè negli ultimi 4 anni una ventina di colleghi si sono suicidati e sono dati ufficiosi, perchè non tutti fanno notizia.(LINK)

Per adesso possiamo solo dedicare una preghiera ai bambini e porre le condoglianze alla famiglia.

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