La domanda è stata posta da una collega al congresso Nazionale ANIARTI al termine del Workshop sul bambino in terapia intensiva. Come infermieri abbiamo dei sentimenti e i bambini per natura sono fatti per avere le nostre attenzioni, quando soffrono l'infermiere soffre. Ha risposto alla domanda l'infermiera tutor Simona Cavalieri.

La risposta mi interessa molto, io mi ricordo ancora durante il tirocinio nell'87 in oncoematologia pediatrica ma cosa è cambiato oggi, c'è più consapevolezza?

La risposta:

L'empatia è un aspetto che incide molto sull'assistenza in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) e l'infermiera/e passa inevitabilmente attraverso delle fasi che possono essere più o meno forti o sfumate e sono:

-si vedono solo le macchine, all'inizio spaventati da tutta quella tecnologia ci si concentra nell'esecuzione della tecnica e si può perdere di vista il bambino,

-si controllano le macchine e l'ego esplode prepotente, c'è una sensazione di onnipotenza,

-poi arriva il paziente critico che ti sbriciola l'ego e ti trovi davanti al bambino e alla famiglia, a questo punto se si  supera l'impatto l'infermiere darà il meglio di sè nell'assistere un bambino e la sua famiglia, 

L'infermiere che fa assistenza in TIN può lavorarci per decenni e può arrivare anche l'ultimo paziente critico, quello che ti fa dire basta e allora molli tutto.

La risposta della collega è una descrizione di quanto si vede che mi ha colpito molto.

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