Offerta lavoro in Germania, Esperti o neolaureati

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La nostra professione dal lato pratico è talmente diversificata che è difficile tracciare delle linee generali, ma non è impossibile.

Una volta laureato l'infermiere inizia il suo percorso lavorativo e professionale che se ieri era semplice ed immediato oggi si presenta più complesso, ramificato e sfumato...

 

Ieri era semplice, fino al 2008, finita la scuola si faceva un concorso e in pochi mesi un lavoro a tempo indeterminato, un lavoro che consentiva di fare un prestito per una macchina, un matrimonio e acquistare una casa in poche parole vivere una vita tranquilla.

Negli anni 80-90 il paziente adulto di 60 anni aveva vissuto la guerra, la fame e aveva una percezione del dolore, dell'attendere e della vita molto diverso da oggi.

Negli anni 90 iniziava la diffusione delle TAC delle nuove diagnostiche per immagini prezione per mirare alla malattia con una precisione inimmaginabile fino a pochi decenni prima.

Ieri fare un master infermieristico era inimmaginabile, chi voleva fare la scuola per dirigente doveva andare a Roma e i titoli avevano nomi tipo DAI, DDSI.

Ieri il lavoro era semplice l'infermiere faceva tutto dal dare lo straccio per terra all'assistere pazienti in rianimazione, bastava fosse incluso nel mansionario, bastava avere un minimo di corso o una buona manualità.

 

Oggi finita l'università c'è il mercato del lavoro con le sue regole o con la sua mancanza di regole.

Il neolaureato nell'immediato può fare esperienza in RSA, coop, libera professione ed iniziano i dubbi.

Dalla teoria alla pratica il passaggio non è semplice, perchè ogni giorno si deve rispondere alla domanda: 

fare ciò che è giusto o fare ciò che è chiesto?

Oggi si assistono persone in cui il concetto di dolore, sacrificio, malattia e morte era assente fino al momento in cui si rivolgono al medico.

Oggi i nostri assistiti nascono alla ricerca di una salute che non riescono più a riconoscere e ad apprezzare se non fino a quando scompare e sono necessarie delle cure, tante le storie spesso molto simili, le persone accedono alla sanità per controlli o per malattie serie e limitanti con risultati più o meno soddisfacenti.

E noi?

Lavoriamo in una delle tante realtà italiane, sia essa tecnologica che utilizza l'informatica, ambienti spaziosi ergonomici e puliti, oppure in realta che ancora usano la carta per tutto dove gli ambienti sono settecenteschi a volte grandi e a volte piccoli.

 

 

 

Ci occupiamo di controllare che tutto vada bene, che le procedure o le prassi siano rispettate e al minimo segnale di variazione attiviamo un livello di assistenza avanzata fino all'ACLS.

Ma il nostro assistito cosa sa di noi?

In sintesi, esattamente niente, apprenderà qualcosa solo se in grado di vedere.

Il paziente non si sente il nostro paziente ma paziente del dott. o del primario perchè è questo che a chiesto pensando che il risultato finale dipenda solo dal singolo professionista che a scelto.

Un illusione, lo sappiamo tutti, ma in fondo cosa ha chiesto il paziente di ripristinare il suo stato di salute, non vuole conoscete tutte le persone che hanno contribuito, quindi faremo ciò che ci viene chiesto nulla più.

Il nostro lavoro cambia, le tecnologie cambiano, ieri il PC era usato per le mail e studiare su internet oggi può raccogliere informazioni in una cartella informatizzata e al meglio rielaborarle per dare un peso alla nostra assistenza e migliorarla.

La nostra formazione professionale di base oggi ha un offerta formativa molto varia grazie ai corsi ECM e arriva a specializzazioni grazie ai master siano essi in aula o online.

Cosa sarà dell'infermiere di domani?

Il percorso finita l'università lavoro sembra terminato, adesso la "gavetta" è un percorso obbligato, ma la crescita professionale dipende dalle capacità personali di progettare e immaginare il proprio futuro... belle parole.

Essenzialmente il cambiamento a causa dei tagli sarà lento se ci saranno dei cambiamenti potrebbero essere repentini e vedere dei progetti con coinvolti degli infermieri dirigenti nei punti chiave, mentre i giovani hanno prospettive di attesa per una carriera che saranno decennali.

L'infermiere che domani farà carriera non sarà quello che ha un corso specialistico o un master, ma che ne ha almeno 3 e non è detto che riesca ad inserirsi in settori specialistici che nessuno conosce.

 

 

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