Obbligo alla formazione ECM c'è una contraddizione in termini, obbligo e formazione non possono essere insieme.

Ci sono delle norme che incentivano l'adozione dei crediti e questa deve essere la chiave di lettura, avere i crediti ECM deve essere vista come un vantaggio per il professionista.

Vi propongo un breve viaggio fra gli articoli sull'ECM che compaiono in diverse leggi.

 

 

PREMESSA, NON SONO UN ESPERTO DI LEGGI E QUINDI VI PROPONGO SOLO UNA LETTURA RAGIONATA CHE SPERO SIA UNA TRACCIA PER FAR RISPETTARE I VOSTRI DIRITTI, LETTURA DA UMILE INFERMIERE NULLA PIU'.

Sicuramente manca qualcosa e qualcosa si sapeva gia, io non sono un esperto di leggi ma l'idea è che sapendo che ci sono articoli dal ccnl o di legge si possano fare le domande giuste.

 

Partiamo dal lontano 1992, il DECRETO LEGISLATIVO 30 dicembre 1992, n.502 all'articolo 16 definisce la formazione continua come indispensabile, all'art.16 ter comma 2 riporta:

2. La formazione continua consiste in attività di qualificazione specifica per i diversi profili professionali, attraverso la partecipazione a corsi, convegni, seminari, organizzati da istituzioni pubbliche o private accreditate ai sensi del presente decreto, nonche' soggiorni di studio e la partecipazione a studi clinici controllati e ad attivita' di ricerca, di sperimentazione e di sviluppo. La formazione continua di cui al comma 1 e' sviluppata sia secondo percorsi formativi autogestiti sia, in misura prevalente, in programmi finalizzati agli, obiettivi prioritari del Piano sanitario nazionale e del Piano sanitario regionale nelle forme e secondo le modalita' indicate dalla Commissione di cui all'art. 16-ter.

Non si parla ancora di obbligo, l'articolo 16 quater (LINK) riporta:

 

Art. 16-quater. Incentivazione della formazione continua

1. La partecipazione alle attivita' di formazione continua costituisce requisito indispensabile per svolgere attivita' professionale in qualita' di dipendente o libero professionista, per conto delle aziende ospedaliere, delle universita', delle unita' sanitarie locali e delle strutture sanitarie private.

Il comma 1 non è complicato per svolgere attività professionale per lavorare uno deve partecipare alle attività di formazione continua, ora quando io presento il curriculum come libero professionista le case di cura serie mi dicono bene mi presenti anche tutti i suoi crediti ECM, altre non ci fanno caso.

Penso che anche per i concorsi sia così, se da un lato c'è una chiara definizione crediti ecm lavoro nei bandi di concorso dovrebbe essere indicata l'obbligatorietà di avere i crediti.

2. I contratti collettivi nazionali di lavoro del personale dipendente e convenzionato individuano specifici elementi di penalizzazione, anche di natura economica, per il personale che nel triennio non ha conseguito il minimo di crediti formativi stabilito dalla Commissione nazionale.

Andiamo a cercare i contratti.

3. Per le strutture sanitarie private l'adempimento, da parte del personale sanitario dipendente o convenzionato che opera nella struttura, dell'obbligo di partecipazione alla formazione continua e il conseguimento dei crediti nel triennio costituiscono requisito essenziale per ottenere e mantenere l'accreditamento da parte del Servizio sanitario nazionale.

Qui si inizia a parlare di obbligo, ma essendoci nel privato più possibilità di trovare datori di lavoro tirchi ne sancisce l'obbligo per la struttura, pena il decadimento dell'accreditamento.

 

Comunque andiamo nell'ambito dei contratti pubblici, il sito di riferimento è l'ARAN (contratti LINK) e guardiamo nel 2004 l'articolo 20 del CCNL normativo 2002 – 2005 economico 2002 – 2003

Che riporta:

 

 

Art. 20 Formazione ed ECM

1. In materia di formazione è tuttora vigente l’art. 29 del CCNL 7 aprile 1999, che prevede la formazione e l’aggiornamento professionale obbligatorio. In tale ambito rientra la formazione continua di cui all’art. 16 bis e segg. del d.lgs. n 502/1992, da svolgersi sulla base delle linee generali di indirizzo dei programmi annuali e pluriennali individuati dalle Regioni e concordati in appositi progetti formativi presso l’azienda o ente ai sensi dell’art. 4, comma 2, punto 5 del CCNL 7 aprile 1999.

2. L’azienda e l’ente garantiscono l’acquisizione dei crediti formativi previsti dalle vigenti disposizioni da parte del personale interessato nell’ambito della formazione obbligatoria. Il personale che vi partecipa è considerato in servizio a tutti gli effetti ed i relativi oneri sono a carico dell’azienda o ente. La relativa disciplina è, in particolare riportata nei commi 6 e seguenti dell’art. 29 del contratto del 1999 come integrata dalle norme derivanti dalla disciplina di sistema adottate a livello regionale.

In quegli anni era appena partito il sistema ECM e questo articolo è solo una dimostrazione di ingenua ignoranza, nessuna azienda può garantire l'acquisizione dei crediti, ma solo il discente che partecipa frequenza e supera i due test finali (apprendimento, e valutazione dell'evento).

3. Dato il carattere tuttora - almeno in parte - sperimentale della formazione continua, le parti concordano che - nel caso di mancato rispetto della garanzia prevista dal comma 2 circa l’ acquisizione nel triennio del minimo di crediti formativi da parte del personale interessato - non trova applicazione la specifica disciplina prevista dall’art. 16 quater del d.lgs 502 del 1992. Ne consegue che, in tali casi, le aziende ed enti non possono intraprendere iniziative unilaterali per la durata del presente contratto.

Io non capisco il comma 3 sopra ignora l'articolo 16 quater che abbiamo visto sopra ma il comma 4 sotto, è una sua applicazione, sono basito.

4. Ove, viceversa la garanzia del comma 2 venga rispettata, il dipendente che senza giustificato motivo non partecipi alla formazione continua e non acquisisca i crediti previsti nel triennio, non potrà partecipare per il triennio successivo alle selezioni interne a qualsiasi titolo previste.

Quindi se un dipendente riceve il mandato di frequentare un corso ECM e non vi partecipa o in generale non acquisisce i crediti ECM non può partecipare alle selezioni interne.

Cosa sono le selezioni interne, passaggi di livello, mobilità mi sembra una cosa molto generica se sanzionatoria.

5. Sono considerate cause di sospensione dell’obbligo di acquisizione dei crediti formativi il periodo di gravidanza e puerperio, le aspettative a qualsiasi titolo usufruite, ivi compresi i distacchi per motivi sindacali. Il triennio riprende a decorrere dal rientro in servizio del dipendente.

Motivo di sospensione dell'obbligo la gravidanza e il periodo di aspettativa, ma anche altre aspettative che comportanto l'astensione dal lavoro, aggiungo io l'aspettativa percui uno non lavora nel pubblico ma apre la partita iva per lavorare nel privato non centra molto.

Attenzione però questo è un ccnl è un contratto, vale fra il dipendente e il datore di lavoro, teniamo presente che come infermieri abbiamo un obbligo della formazione insita nel codice deontologico e ci sono normative anche fra commissione ECM e regioni poi si parla che ci sara una modifica normativa a breve (forse qualche decennio).

6. Al fine di ottimizzare le risorse disponibili per garantire la formazione continua a tutto il personale del ruolo sanitario destinatario dell’art. 16 bis citato al comma 1 e, comunque, la formazione in genere al personale degli altri ruoli, nelle linee di indirizzo sono privilegiate le strategie e le metodologie coerenti con la necessità di implementare l’attività di formazione in ambito aziendale ed interaziendale, favorendo metodi di formazione che facciano ricorso a mezzi multimediali ove non sia possibile assicurarla a livello interno.

Quindi la formazione deve essere pianificata e coerente con gli obiettivi di produzione di salute, insomma in oncologia formazione diversa che da un reparto di infettivi o chirurgia plastica, semplice e lineare.

7. La formazione deve, inoltre, essere coerente con l’obiettivo di migliorare le prestazioni professionali del personale e, quindi, strettamente correlata alle attività di competenza in base ai piani di cui al comma 1. Ove il dipendente prescelga corsi di formazione non rientranti nei piani suddetti ovvero corsi che non corrispondano alle suddette caratteristiche, la formazione - anche quella continua - rientra nell’ambito della formazione facoltativa.

Questo comma parla della possibilità di fare formazione facoltativa e quindi di andare a fare i corsi come si preferisce.

8. Per favorire con ogni possibile strumento il diritto alla formazione e all’aggiornamento professionale del personale, sono utilizzati anche gli istituti di cui agli artt. 22 e 23 del CCNL integrativo del 20 settembre 2001.

9. Per garantire le attività formative, le aziende ed enti utilizzano le risorse già disponibili sulla base della direttiva del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 14 del 1995, relativa alla formazione, nonchè tutte le risorse allo scopo previste da specifiche disposizioni di legge ovvero da particolari normative dell’Unione Europea in conformità a quanto previsto dal Protocollo di intesa sul lavoro pubblico del 12 marzo 1997.

Gli ultimi due articoli parlano di dove andare a prendere i soldi.

Per i colleghi del pubblico ci sono degli aspetti interessanti che si riassumono:

chi si trova in gravidanza o aspettativa è esonerato dai crediti ecm,

come sanzione è prevista la non partecipazione a selezioni interne.

 

Se andiamo a vedere l'articolo 29 del CCNL normativo 1998 – 2001 economico 1998 – 1999 lo trovate nella pagina dopo perchè è noioso c'è tutta la parte organizzativa economica

Un elemento importante è l'aggiornamento facoltativo, l'articolo 21 del ccnl normativo del 1995 riporta:

A domanda del dipendente sono concessi permessi retribuiti per i seguenti casi da documentare debitamente:

– partecipazione a concorsi od esami  – limitatamente ai giorni di svolgimento delle prove – o per aggiornamento professionale facoltativo comunque connesso all’attività di servizio: giorni otto  all’anno;

Sfogliando il ccnl del 1995

art. 36 comma 5 . L’aggiornamento professionale è obbligatorio e facoltativo e riguarda tutto il personale a tempo indeterminato delle aziende od enti del comparto.

 

E anche comma 8 . L’aggiornamento facoltativo comprende documentate iniziative, selezionate dal personale interessato, anche in ambito extra regionale ed effettuate al di fuori dell’orario di lavoro. Il concorso alle spese da parte dell’azienda o ente è, in tal caso, strettamente subordinato all’effettiva connessione delle iniziative con l’attività di servizio.

 

Quindi è possibile frequentare un corso di aggiornamento un convegno o congresso coerente con la mia attività professionale a richiesta, interessante ad esempio se il congresso della federazione era accreditato anche per 1 credito tanti colleghi potevano partecipare, invece gli toccherà andare al solito congresso nel hotel a 5 stelle a sciropparsi cose innovative e lunch di alta cucina.

Per il settore privato ci sono diversi contratti, il contratto AIOP, gli articoli di riferimento sono il 34 e il 35 (LINK) che riportano l'impegno al raggiungimento dei crediti, nel privato non si fa riferimento ad astensioni dall'obbligo ecm per gravidanza.

La formazione continua viene misurata in crediti questa quantità deve essere mantenuta perchè il sapere è un po come l'acqua al sole, svanisce perchè siamo esseri umani e ci scordiamo le nozioni non utilizzate e poi perchè ci sono sempre conoscenze nuove per affrontare necessità nuove, chi entra in un processo di formazione continua non può sentirsi obbligato ma insultato se non viene messo in condizione di avere i crediti.

Come infermieri e come tutte le professioni sanitarie fare formazione continua è insito nel nostro codice deontologico e deve essere una nostra intima convinzione che aggiornandoci confrontandoci con i colleghi acquisiamo conoscenze nuove e diamo un servizio migliore.

Esistono settori specialistici dove l'evoluzione tecnologica e dei saperi cambia da un anno all'altro oggi più di ieri che con le tecnologie informatiche è possibile essere aggiornati in tempo reale a livello globale.

Ma per i più ostici quelli che se non mi puniscono non mi aggiorno, vi riporto un brano dall'articolo LINK:

L'obbligo dell'Ecm non è a carico dell'Azienda. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ribadisce che l'aggiornamento è un dovere preciso e permanente per ogni professionista. avv. Giannantonio Barbieri

L’infermiere fonda il proprio operato su conoscenze validate e aggiorna saperi e competenze attraverso la formazione permanente, la riflessione critica sull’esperienza e la ricerca. Ad affermarlo è in primo luogo l’art. 11 del Codice deontologico degli infermieri: l’aggiornamento dei propri saperi e delle proprie competenze è, prima di tutto, un valore etico e un obbligo di natura deontologica, poi un dovere giuridico......

...............un errore grossolano in ambito di etica clinica non sarebbe più facilmente scusabile, come non sarebbe altrettanto scusabile un errore dovuto a mancanza di saperi.

Partecipare ad un percorso di formazione continua consente al legislatore  che deve decidere di avere un criterio distintivo in più a favore del professionista.

Come abbiamo visto sopra per la partecipazione ai corsi ECM ci dovrebbe essere un controllo delle aziende sanitarie pubbliche e private controllo che risulterebbe assurdo e genererebbe una catena di ricorsi, quindi a breve dovrebbero essere i collegi che chiamano tutti gli iscritti a dare certificazione dei corsi fatti.

Penso che il dilemma sia decidere le sanzioni economiche e cosa comporta un eventuale sospensione dall'attività professionale, ricordo che tutti siamo nel database agenas e quindi con un click si vede tutto.

 

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