Nella busta paga del dipendente pubblico, e quindi di tutti gli infermieri che sono dipendenti pubblici, c'è una trattenuta che non è propriamente una tassa.
Nel mio caso, in busta paga c'è scritto "fondo prev.credito" e mensilmente equivale a qualche euro. A fine anno, nel CUD, vedo che sono poco sopra i 100 euro.
Ma chi raccoglie questi soldi che tutti i dipendenti pubblici versano, e a cosa servono?
La trattenuta che vedo come "fondo prev.credito" è presente per tutti i dipendenti pubblici. Il gestore delle buste paga può usare una sigla diversa, ma in pratica indica l'iscrizione all'INPS, e più precisamente alla Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali. Nel CUD, il totale versato ogni anno lo trovi alla voce 30: "Contributi Gestione credito trattenuti a carico del lavoratore".
Questo contributo, versato da oltre 3,5 milioni di dipendenti pubblici, porta all'INPS centinaia di milioni di euro che dovrebbero essere reinvestiti nel welfare per i dipendenti stessi.
La Gestione Unitaria delle prestazioni creditizie e sociali (Fondo Credito) offre, agli iscritti e ai loro familiari, prestazioni nei seguenti ambiti:
- Mutui e prestiti a tassi agevolati.
- Sostegno a formazione e istruzione, dalla scuola primaria ai master universitari.
- Prevenzione e salute.
- Prestazioni per anziani e persone non autosufficienti.
- Politiche in favore dell’occupazione.
- Ospitalità residenziale.
- Soggiorni studio e soggiorni benessere estivi.
L’adesione a questo fondo è irrevocabile ed è possibile richiedere le prestazioni dopo un anno dall’iscrizione. Dal 12 gennaio 2025, l’adesione può essere esercitata senza alcun vincolo temporale, con l’apertura strutturale dei termini di adesione (circolare INPS 3 marzo 2025, n. 49). Alle prestazioni welfare si accede tramite la partecipazione ai bandi di concorso, ai quali possono aderire tutti gli iscritti al Fondo in possesso dei requisiti richiesti.
La pagina web dell'INPS spiega bene tutti i servizi, ed è da leggere tutta fino in fondo.
Il mutuo ipotecario INPS: un'opportunità da valutare
Quello che credo sia più interessante è il mutuo ipotecario INPS cioè un finanziamento agevolato a lungo termine che si può richiedere per diversi motivi:
- Sostenere le spese di acquisto, costruzione o ampliamento della prima e unica casa di abitazione.
- Acquistare o costruire un box o posto auto destinato a diventare pertinenza della prima e unica casa di abitazione.
- Sostenere le spese per l’iscrizione e la frequenza di corsi di studio per sé stessi o per i componenti del nucleo familiare.
- Chiudere un mutuo già contratto con una banca (la cosiddetta portabilità o surroga).
Questo servizio non necessita di un bando, quindi è possibile fare la domanda direttamente.
La pagina web per simulare un mutuo INPS è molto interessante perché consente di prevedere la rata da pagare nel caso il mutuo venga approvato. Nella sintesi presente sulla pagina web, le spiegazioni tecniche e la possibilità di fare una simulazione indicano un tasso fisso del 2,5%.

Riflessioni sui tassi di interesse e la gestione del fondo
Il tasso proposto dall'INPS è del 2,3%, contro un 2,65-2,8% proposti dai servizi di mutui online. La differenza nel mutuo è di circa 50 euro mensili.
Ora, capisco che forse alcune prestazioni che l'INPS eroga sono a fondo perduto e quindi riducono l'importo del fondo creato da tutti i lavoratori del pubblico impiego, ma il tasso creditizio è alto.
L'INPS sta utilizzando i soldi dei lavoratori e quei soldi gli saranno restituiti con degli interessi. Quindi, nel caso del prospetto, dopo 20 anni l'INPS avrà 50.000 euro in più.
Vorrei osservare che, vista l'utilizzo da parte dell'INPS di soldi dei lavoratori per la gestione creditizia e che quei soldi gli ritornano, il tasso di interessi per la gestione creditizia dovrebbe essere vergognosamente più bassa rispetto ai tassi di interesse delle banche. Se per ogni 200.000 euro di prestito INPS, di 20 anni, ottiene 50.000 euro, direi che non ha rischi perché i soldi non li mette lei e le spese di un dirigente che firma le ha coperte in modo enorme.
Sono iscritti obbligatoriamente i dipendenti con contributi alla Gestione Dipendenti Pubblici.
Dal 12 gennaio 2025 l’adesione può essere esercitata senza alcun vincolo temporale, con l’apertura strutturale dei termini di adesione (circolare INPS 3 marzo 2025, n. 49).
L’adesione è irrevocabile, ed è possibile richiedere le prestazioni dopo un anno dall’iscrizione.
Alle prestazioni welfare si accede tramite la partecipazione ai bandi di concorso, ai quali possono aderire tutti gli iscritti al Fondo in possesso dei requisiti richiesti.
