Il futuro dei CVC: Zwitterioni, Fagi e Biomimetica per la prevenzione delle infezioni
Il catetere venoso centrale (CVC) rappresenta l'archetipo del paradosso biomedico contemporaneo: è, simultaneamente, uno strumento indispensabile per la gestione del paziente critico e uno dei più formidabili vettori di morbilità iatrogena.
Nonostante decenni di ottimizzazione clinica, il fallimento del dispositivo dovuto a infezioni del flusso sanguigno catetere-correlate (CRBSI) e trombosi catetere-correlata (CRT) rimane una costante epidemiologica inaccettabile. La radice di questo fallimento non risiede nella tecnica di inserzione o nella gestione infermieristica, bensì nella natura intrinseca dell'interfaccia materiale-sangue.