L'offerta formativa accreditata è ampia e disomogenea. Un corso ECM può produrre apprendimento trasferibile alla pratica oppure limitarsi a generare crediti.
La differenza non è sempre visibile al momento dell'iscrizione, ma è quasi sempre desumibile da elementi verificabili prima di iscriversi. Di seguito dieci criteri, con il ragionamento che li giustifica e le verifiche concrete da compiere.
Perché la scelta del corso non è una formalità
L'obbligo formativo standard per il triennio 2026-2028 è fissato in 150 crediti, al netto di esoneri, esenzioni e riduzioni. Si tratta di una quantità di tempo professionale rilevante: se anche solo una parte di quel tempo viene investita in attività scelte per comodità o per prezzo, la perdita non è soltanto economica, è di competenza.
A questo si aggiunge una conseguenza giuridica spesso sottovalutata. L'articolo 38-bis del decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, convertito dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233, condiziona l'efficacia delle polizze assicurative previste dall'articolo 10 della legge 8 marzo 2017, n. 24, all'assolvimento di almeno il 70 per cento dell'obbligo formativo individuale dell'ultimo triennio utile. La formazione continua ha quindi smesso di essere un adempimento amministrativo separato dalla responsabilità professionale: ne è diventata un presupposto.
C'è poi una ragione di merito, che viene dalla letteratura. Le revisioni sistematiche mostrano che la formazione continua modifica i comportamenti professionali e, in misura minore, gli esiti per i pazienti, ma con effetti mediamente contenuti e molto variabili tra studi. La revisione Cochrane sugli eventi formativi ha rilevato che gli incontri educativi, da soli o combinati con altri interventi, possono migliorare la pratica professionale, con effetti tendenzialmente piccoli, maggiori quando la partecipazione è elevata e quando si combinano metodi interattivi e didattici, e minori per comportamenti complessi. La sintesi di Cervero e Gaines, che raccoglie le revisioni pubblicate dal 2003, individua le caratteristiche associate a risultati migliori: maggiore interattività, uso di più metodi, esposizioni ripetute nel tempo, durata più lunga e centratura su esiti che i professionisti considerano importanti.
Il punto è questo: se l'effetto medio della formazione continua è modesto ma la variabilità è ampia, allora la qualità del singolo corso non è un dettaglio estetico. È il fattore che decide se quelle ore produrranno un cambiamento nella pratica o soltanto una riga nel proprio profilo Co.Ge.A.P.S. I criteri che seguono servono a spostare la scelta dal caso al metodo.
Il quadro di riferimento aggiornato
Prima dei criteri, quattro elementi di contesto che incidono direttamente sulla selezione dei corsi nel triennio in corso.
Obbligo e riduzioni. L'obbligo standard 2026-2028 è di 150 crediti. Su di esso agiscono riduzioni significative: 30 crediti per chi nel triennio 2023-2025 ne ha maturati tra 121 e 150, 15 crediti per chi ne ha maturati tra 80 e 120, 40 crediti per la costruzione del dossier formativo individuale (30 se di gruppo, non cumulabili), 20 crediti per chi ha soddisfatto il dossier nel triennio precedente. Conoscere il proprio obbligo reale prima di iscriversi evita acquisti inutili.
Trienni sovrapposti. Il termine per completare i crediti del triennio 2023-2025 è stato prorogato al 31 dicembre 2028. Chi è in ritardo può ancora sanare la posizione, ma deve sapere a quale triennio saranno imputati i crediti che sta acquistando.
Nuove tipologie formative. Con la delibera n. 10 del 2026 la Commissione nazionale per la formazione continua ha aggiornato i criteri di assegnazione dei crediti e ridefinito le tipologie di formazione, organizzate in macro-aree che comprendono formazione residenziale, formazione sul campo, formazione a distanza sincrona e asincrona, formazione blended, formazione ibrida e formazione in simulazione, per la quale sono stati fissati requisiti minimi specifici. Cambia quindi anche il vocabolario con cui i provider descrivono la propria offerta.
Obblighi tematici. Per gli infermieri e gli infermieri pediatrici, l'articolo 162 del decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, prevede che i crediti in materia di radioprotezione rappresentino almeno il 10 per cento dei crediti complessivi previsti nel triennio. Perché siano conteggiati, gli eventi devono essere accreditati dal provider nell'obiettivo specifico riferito alla radioprotezione del paziente. Un corso di argomento affine ma accreditato su un obiettivo diverso non assolve l'obbligo.
1.L'accreditamento del provider e dell'evento è verificabile
Il credito ECM non viene rilasciato dal docente né dalla piattaforma: viene rilasciato da un provider accreditato, a livello nazionale o regionale, per un evento a sua volta accreditato e identificato da un codice. Questa è la condizione di esistenza del credito, non un requisito di qualità aggiuntivo.
Che cosa verificare
- L'identificativo del provider e il codice dell'evento, riportati nella scheda del corso e ricercabili nella banca dati pubblica del portale ECM di Agenas.
- La corrispondenza tra chi vende il corso e chi lo accredita: piattaforme commerciali e intermediari non sono necessariamente provider.
- Il periodo di validità dell'accreditamento dell'evento, che non coincide con il periodo in cui il corso resta visibile online.
Segnali di allarme
Assenza del codice evento nella comunicazione commerciale, formule generiche come «corso valido ECM» senza indicazione del provider, promesse di crediti subordinate a condizioni non documentate.
2.I destinatari accreditati e l'obiettivo formativo: due verifiche diverse
Su questo punto occorre una precisazione, perché una parte consistente dell'offerta, soprattutto nella formazione a distanza, è accreditata per tutte le professioni sanitarie. In quei casi il controllo sui destinatari è superato in partenza e non serve a distinguere un corso da un altro. La voce «destinatari» resta comunque da leggere, ma per tre ragioni distinte, che conviene tenere separate.
Prima verifica: l'ammissibilità formale
Non tutta l'offerta è multiprofessionale. Congressi e corsi promossi da società scientifiche, percorsi su tecniche specialistiche e molti eventi residenziali sono accreditati per elenchi ristretti di professioni e, all'interno della professione medica, per discipline determinate. Quando l'elenco è ristretto, la verifica è decisiva: se la professione di infermiere o di infermiere pediatrico non compare, la partecipazione è possibile ma i crediti non vengono attribuiti. Il controllo richiede pochi secondi sulla scheda dell'evento e non è recuperabile a posteriori.
Seconda verifica: l'obiettivo formativo, quando esistono obblighi tematici
L'obiettivo formativo non è un'etichetta descrittiva: è il campo che il provider seleziona in fase di accreditamento e che determina come quei crediti saranno letti dal sistema. La conseguenza pratica riguarda gli obblighi tematici. Per la radioprotezione del paziente, ad esempio, gli eventi devono essere accreditati sull'obiettivo specifico previsto: un corso di argomento vicino, accreditato per tutte le professioni ma su un obiettivo diverso, produce crediti validi ai fini dell'obbligo generale e nulli ai fini di quello tematico. È un errore che si scopre solo alla verifica finale del triennio.
Terza verifica: la pertinenza reale del programma
Qui l'accreditamento non aiuta, ed è il punto in cui la valutazione torna al professionista. Un corso aperto a tutte le professioni sanitarie può essere costruito con cura sui diversi ruoli professionali, oppure attestarsi sul minimo comune denominatore tra profili molto distanti tra loro. La differenza si vede nel programma, non nell'elenco dei destinatari.
La revisione Cochrane sugli eventi formativi, discutendo i fattori che potrebbero spiegare la variabilità degli effetti, riporta tra le ipotesi che gli interventi rivolti a partecipanti della stessa disciplina possano produrre effetti maggiori rispetto a quelli rivolti a più discipline, sulla base della meta-analisi di Mansouri e Lockyer. Si tratta di un'ipotesi, formulata peraltro su popolazioni di medici, non di un risultato consolidato: va usata come criterio di attenzione, non come regola. La formazione interprofessionale ha del resto ragioni proprie, e su temi come la sicurezza delle cure o la comunicazione nel team la compresenza di professioni diverse è parte del metodo, non un limite.
Che cosa verificare
- La presenza della professione tra i destinatari accreditati, controllo rapido ma non trascurabile nei corsi non multiprofessionali.
- L'obiettivo formativo dichiarato, in particolare quello specifico richiesto per gli obblighi tematici.
- Il modo in cui sono formulati gli obiettivi di apprendimento: se descrivono decisioni e azioni riconoscibili nel processo assistenziale, il corso è stato progettato per chi assiste; se restano generici, l'accreditamento multiprofessionale è probabilmente una scelta di mercato.
- La composizione del corpo docente rispetto al tema: su un argomento assistenziale, l'assenza di docenti infermieri è un indicatore di come il contenuto è stato impostato.
- La presenza, nei corsi rivolti a più professioni, di sezioni o casi differenziati per ruolo, che è il modo in cui un provider dimostra di aver preso sul serio la platea a cui si rivolge.
3.La domanda giusta: che cosa voglio mantenere, che cosa voglio innovare
La formazione continua viene spesso impostata come colmatura di lacune. È una lettura difensiva e, per un professionista con esperienza, poco realistica: la maggior parte del tempo formativo di un infermiere esperto non serve a rimediare a un difetto, serve a conservare ciò che funziona e a introdurre ciò che sta cambiando. Cambiare la domanda iniziale cambia i corsi che si scelgono, perché fa emergere tre intenzioni formative distinte, che richiedono formati diversi.
Mantenere
Le competenze critiche a bassa frequenza d'uso decadono se non vengono riesercitate. Sull'advanced life support la revisione sistematica di Yang e colleghi indica che conoscenze e abilità si riducono già tra i sei mesi e l'anno dal corso, e che le abilità decadono più rapidamente delle conoscenze. La revisione sullo spaced learning nella rianimazione suggerisce che la distribuzione delle sessioni nel tempo migliora la performance a un anno, pur con certezza dell'evidenza molto bassa. La conseguenza per la scelta è diretta: per mantenere non serve un argomento nuovo, serve un richiamo periodico e breve con esercitazione pratica. Questo orienta verso provider che offrono retraining e simulazione a intervalli definiti, e non verso il catalogo più ampio.
Consolidare e rendere uniforme
È l'area di ciò che si fa tutti i giorni, dove il problema non è la conoscenza ma la variabilità tra operatori e la distanza tra pratica reale e raccomandazioni. Qui la formazione più efficace è spesso quella che si svolge nel proprio contesto: audit clinico, gruppi di miglioramento, training sul campo, tutte tipologie accreditabili. Un corso a distanza su un argomento noto raramente modifica una prassi consolidata di reparto; un audit sul proprio processo, sì.
Innovare
È l'area di ciò che sta entrando nella pratica: nuove tecnologie, nuovi modelli organizzativi dell'assistenza territoriale, nuovi ambiti di responsabilità, metodologie di ricerca e di valutazione degli esiti. Qui è ragionevole accettare contenuti meno consolidati, ma è indispensabile pretendere che il livello di evidenza sia dichiarato e che si distingua ciò che è raccomandato da ciò che è promettente.
Lo strumento: il dossier formativo
Il dossier formativo è il luogo in cui queste tre intenzioni vengono dichiarate in anticipo e distribuite nel triennio, ed è incentivato in modo consistente: la sua costruzione vale 40 crediti di riduzione nella versione individuale e 30 in quella di gruppo. Il vantaggio principale, però, non è la riduzione dell'obbligo. È che la selezione dei corsi diventa la conseguenza di un piano anziché una reazione alle offerte ricevute per posta elettronica.
Che cosa verificare nel singolo corso
- Se il corso è progettato come primo apprendimento o come richiamo: sono due prodotti diversi e raramente lo stesso corso funziona per entrambi gli scopi.
- Se prevede attività distribuite nel tempo o una sessione unica, elemento associato in letteratura a risultati migliori quando l'obiettivo è la ritenzione.
- Per il consolidamento, se il provider offre formazione sul campo attivabile nel proprio contesto e non solo eventi in catalogo.
- Per l'innovazione, se il programma dichiara lo stato delle evidenze e i limiti di ciò che presenta.
- Se gli obiettivi di apprendimento sono espressi come azioni riconoscibili nella pratica e non come elenco di argomenti.
4.La tipologia formativa e il metodo didattico sono coerenti con l'obiettivo
Le tipologie formative non sono equivalenti. Le conoscenze si acquisiscono anche con la lezione e con la formazione a distanza asincrona; le abilità tecniche e non tecniche richiedono esercitazione, simulazione, affiancamento, discussione di casi. La revisione Cochrane sull'e-learning nei professionisti sanitari abilitati ha concluso che, rispetto alla formazione tradizionale, l'e-learning determina probabilmente differenze piccole o nulle sugli esiti dei pazienti, sui comportamenti e sulle conoscenze, con certezza dell'evidenza bassa: il formato di per sé non è né un vantaggio né un difetto.
Ciò che sembra fare la differenza è il disegno didattico. La meta-analisi di Cook e colleghi sulle varianti di progettazione nella formazione via internet associa a risultati migliori quattro caratteristiche: interattività, esercizi pratici, ripetizione e feedback. Sono elementi visibili nel programma di un corso, se il programma è scritto in modo onesto.
Che cosa verificare
- La presenza di casi clinici, esercitazioni, quesiti intermedi, discussione guidata, e non solo di videolezioni in sequenza.
- Per la formazione in simulazione, l'indicazione del centro utilizzato e la presenza di facilitatori, ora oggetto di requisiti minimi definiti dalla Commissione nazionale.
- Per la formazione sul campo, la descrizione concreta dell'attività: chi affianca, dove, con quale prodotto atteso.
5.Il rapporto tra crediti, ore e impegno reale è plausibile
I crediti sono assegnati secondo algoritmi che legano il numero di crediti alla durata e alla tipologia dell'attività, con possibilità di incremento in presenza di condizioni definite, tra cui la coerenza con tematiche di interesse nazionale o regionale, l'uso di metodologie interattive e un numero contenuto di partecipanti. Un'offerta che promette molti crediti a fronte di poche ore dichiarate merita quindi una verifica, non un'iscrizione immediata.
Che cosa verificare
- La durata dichiarata dell'attività e la sua articolazione oraria.
- I requisiti di partecipazione richiesti per ottenere i crediti, che per la maggior parte delle tipologie comportano la documentazione della presenza per una quota elevata della durata complessiva.
- La coerenza tra il tempo che il corso richiede realmente e quello dichiarato: un corso di venti ore che si completa in due non è un affare, è un indicatore di qualità del prodotto.
6.La qualità scientifica dei contenuti è dimostrabile
L'accreditamento certifica il rispetto di requisiti di processo, non la correttezza scientifica di ogni affermazione contenuta nelle slide. La responsabilità di valutare il merito resta al professionista, che dispone però di indicatori indiretti affidabili.
Che cosa verificare
- L'indicazione del responsabile scientifico e dei docenti, con qualifica e ambito di esperienza verificabili.
- La presenza di una bibliografia e il riferimento esplicito a linee guida, raccomandazioni o revisioni sistematiche, con anno di pubblicazione.
- La data di produzione o di ultimo aggiornamento dei materiali: nella formazione a distanza asincrona un corso può restare in catalogo per anni dopo la sua redazione.
- La distinzione, nei materiali, tra ciò che è raccomandazione supportata da evidenze e ciò che è pratica locale o opinione dell'autore.
Il ragionamento
Un corso che non dichiara le proprie fonti chiede al partecipante un atto di fiducia non verificabile. In un contesto professionale che si richiama alle prove di efficacia, questo è di per sé un difetto di qualità, indipendentemente dalla correttezza dei singoli contenuti.
7.L'indipendenza da interessi commerciali è dichiarata e verificabile
La sponsorizzazione è legittima e sostiene una parte consistente dell'offerta formativa. Il sistema ECM la disciplina proprio perché ne riconosce il rischio: le regole prevedono la trasparenza delle fonti di finanziamento, il divieto per lo sponsor di interferire con i contenuti e con la scelta dei docenti, il divieto di trasmettere allo sponsor l'elenco dei partecipanti, l'obbligo che i pagamenti ai docenti siano effettuati dal provider e la presenza, nel questionario di gradimento, di un item che consenta al discente di segnalare influenze percepite. Il reclutamento diretto dei partecipanti da parte di aziende è inoltre limitato, nel sistema di regole, a una quota dell'obbligo formativo triennale.
Che cosa verificare
- La presenza e l'identità degli sponsor, dichiarate nel programma.
- Il rapporto tra l'argomento del corso e i prodotti dello sponsor: un corso su una tecnologia specifica finanziato da chi la produce non è vietato, ma va letto per quello che è.
- Il linguaggio dei materiali: riferimenti a nomi commerciali al posto dei principi attivi o delle categorie di dispositivi sono un indicatore utile.
- La compilazione consapevole del questionario sulla qualità percepita, che è lo strumento con cui il sistema raccoglie le segnalazioni di condizionamento.
8.La valutazione dell'apprendimento è seria e restituisce un riscontro
Ogni progetto formativo ECM deve comprendere una fase di valutazione dell'apprendimento. La differenza tra un corso e un altro sta nel modo in cui questa fase viene interpretata: come misura del ragionamento clinico o come formalità da superare. Il feedback, come indica la letteratura sul disegno didattico, è tra i pochi elementi associati in modo consistente a esiti di apprendimento migliori.
Che cosa verificare
- Il tipo di quesiti: domande su casi clinici e scelte decisionali, o semplici riconoscimenti di definizioni.
- La restituzione delle risposte corrette con spiegazione, che trasforma il test in un momento formativo.
- Il numero di tentativi consentiti e la soglia di superamento, che devono essere dichiarati prima dell'iscrizione.
- La presenza, nei percorsi più strutturati, di una valutazione dell'impatto sulla pratica e non solo del gradimento.
9.La trasparenza amministrativa e la certezza della rendicontazione
È l'aspetto più trascurato e quello che genera il maggior numero di contenziosi con i provider. I crediti non compaiono nel proprio profilo al termine del corso: il provider trasmette la rendicontazione ad Agenas entro novanta giorni dal termine di validità dell'evento, e solo successivamente i dati confluiscono nella banca dati Co.Ge.A.P.S. Per un corso a distanza attivo fino al 31 dicembre, il termine decorre da quella data e non dal giorno in cui il singolo partecipante ha completato il percorso. Tra conclusione del corso e visibilità del credito possono passare mesi.
Che cosa verificare
- La data di chiusura dell'evento, decisiva se si è vicini a una scadenza del triennio.
- Le modalità e i tempi di rilascio dell'attestato, che riporta una data certa e va conservato.
- L'esistenza di un canale di assistenza del provider per la correzione degli errori di rendicontazione, tipicamente legati al codice fiscale.
- La chiarezza del costo complessivo, comprensivo di eventuali oneri per l'attestato o per la ripetizione della prova.
Il ragionamento
Il credito esiste quando è registrato, non quando è stato conseguito. Verificare periodicamente la propria posizione nella banca dati Co.Ge.A.P.S. è parte della gestione dell'obbligo formativo, anche per i dipendenti pubblici i cui corsi sono erogati dall'azienda in qualità di provider.
10.La sostenibilità: tempi, accessibilità, costo
Un corso che non viene completato non produce alcun credito e sottrae comunque tempo. La sostenibilità va valutata rispetto ai propri turni, agli strumenti disponibili e al periodo di validità dell'evento, non rispetto a un'ipotesi ottimistica di tempo libero.
Che cosa verificare
- Il periodo entro cui il corso deve essere completato e la sua compatibilità con la turnistica.
- I requisiti tecnici della piattaforma e la fruibilità da dispositivo mobile, quando la fruizione avviene in tempi frammentati.
- La possibilità di interrompere e riprendere il percorso senza perdere lo stato di avanzamento.
- Il costo, valutato in rapporto al contenuto e non al solo numero di crediti: la formazione gratuita di qualità esiste, così come esistono corsi costosi e superficiali.
Griglia sintetica di valutazione
La tabella riassume i dieci criteri in altrettante domande di controllo. È pensata per essere applicata prima dell'iscrizione, in pochi minuti.
| N. | Criterio | Domanda di controllo | Dove si verifica |
|---|---|---|---|
| 1 | Accreditamento verificabile | Il provider e l'evento hanno un identificativo consultabile nella banca dati pubblica? | Portale ECM Agenas; sito del provider |
| 2 | Destinatari, obiettivo e pertinenza | Oltre a includere la professione, il programma è costruito su decisioni assistenziali riconoscibili? L'obiettivo copre eventuali obblighi tematici? | Scheda evento; programma; elenco docenti |
| 3 | Intenzione formativa | Questo corso serve a mantenere, a consolidare o a innovare? Il formato è coerente con l'intenzione dichiarata? | Dossier formativo; programma; tipologia dell'evento |
| 4 | Tipologia e metodo didattico | Il metodo è adeguato all'obiettivo (conoscenze, abilità, comportamenti) o è solo esposizione frontale? | Programma dettagliato; descrizione delle attività |
| 5 | Proporzione crediti/impegno | Il numero di crediti è coerente con le ore dichiarate e con l'impegno effettivamente richiesto? | Programma con orari; regole di assegnazione dei crediti |
| 6 | Qualità scientifica | Sono indicati responsabile scientifico, docenti, fonti e data di aggiornamento dei contenuti? | Programma; materiali didattici; bibliografia del corso |
| 7 | Indipendenza | Sponsor e conflitti di interesse sono dichiarati? Il contenuto è riferito a prodotti o a problemi clinici? | Programma; dichiarazioni di conflitto; materiali |
| 8 | Valutazione dell'apprendimento | Il test misura ragionamento clinico e restituisce un riscontro, o serve solo a chiudere la pratica? | Regolamento del corso; prova di verifica |
| 9 | Trasparenza amministrativa | Sono chiari costo, data di chiusura dell'evento, tempi di attestato e di rendicontazione? | Condizioni di iscrizione; assistenza del provider |
| 10 | Sostenibilità e accessibilità | Riesco a completarlo nei tempi previsti, con gli strumenti di cui dispongo? | Requisiti tecnici; periodo di validità; turni di lavoro |
Cinque errori frequenti
- Scegliere in base al numero di crediti. Il credito misura l'impegno stimato, non il valore formativo. Un percorso da 8 crediti pertinente alla propria pratica vale più di 50 crediti dispersivi.
- Rimandare tutto all'ultimo anno del triennio. La concentrazione dei corsi nei mesi finali riduce la possibilità di scegliere, aumenta il rischio di errori di rendicontazione e contrasta con l'evidenza che favorisce esposizioni distribuite nel tempo.
- Ignorare gli obblighi tematici. I crediti in radioprotezione conteggiano solo se l'evento è accreditato sull'obiettivo specifico previsto dalla norma.
- Dare per acquisiti i crediti dei corsi aziendali. Anche quando l'azienda sanitaria è provider, la verifica della registrazione resta un interesse del professionista.
- Non conservare gli attestati. L'attestato è il documento con data certa che consente di ricostruire la propria posizione in caso di mancata o errata rendicontazione.
Conclusioni
Il sistema ECM garantisce requisiti di processo: chi eroga, con quali regole, con quale tracciabilità. Non garantisce che un singolo corso produca apprendimento trasferibile. Quella valutazione spetta al professionista, ed è tecnicamente possibile perché quasi tutti gli elementi rilevanti sono dichiarati prima dell'iscrizione: destinatari, obiettivo, tipologia, durata, docenti, fonti, sponsor, modalità di verifica, tempi amministrativi.
I dieci criteri qui proposti non richiedono competenze specialistiche di progettazione formativa. Richiedono l'abitudine a leggere la scheda di un corso con lo stesso atteggiamento con cui si legge un foglietto illustrativo o una procedura: cercando ciò che è dichiarato e, soprattutto, ciò che non lo è. In un triennio da 150 crediti, questa abitudine è la variabile che il professionista controlla davvero.
Bibliografia
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- Cervero RM, Gaines JK. The impact of CME on physician performance and patient health outcomes: an updated synthesis of systematic reviews. J Contin Educ Health Prof. 2015;35(2):131-138. doi:10.1002/chp.21290.
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- Cook DA, Levinson AJ, Garside S, Dupras DM, Erwin PJ, Montori VM. Instructional design variations in internet-based learning for health professions education: a systematic review and meta-analysis. Acad Med. 2010;85(5):909-922. doi:10.1097/ACM.0b013e3181d6c319. PMID: 20520049.
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- Yeung J, Djärv T, Hsieh MJ, Sawyer T, Lockey A, Finn J, et al. Spaced learning versus massed learning in resuscitation: a systematic review. Resuscitation. 2020;156:61-71. doi:10.1016/j.resuscitation.2020.08.132.
Fonti normative e istituzionali
- Decreto-legge 6 novembre 2021, n. 152, art. 38-bis (Disposizioni in materia di formazione continua in medicina), convertito con modificazioni dalla legge 29 dicembre 2021, n. 233.
- Legge 8 marzo 2017, n. 24, art. 10 (Obbligo di assicurazione).
- Decreto legislativo 31 luglio 2020, n. 101, art. 162, commi 2 e 4 (Formazione in materia di radioprotezione).
- Commissione nazionale per la formazione continua. Delibera n. 1 del 2026, «Obbligo formativo per il triennio 2026-2028». Agenas, 17 marzo 2026. Disponibile su: https://ecm.agenas.it/delibere-cnfc
- Commissione nazionale per la formazione continua. Delibera n. 10 del 2026, «Nuovi criteri per l'assegnazione dei crediti alle attività ECM e nuove tipologie di formazione». Agenas, 25 marzo 2026. Disponibile su: https://ecm.agenas.it/delibere-cnfc
- Agenas. Obbligo formativo triennio 2026-2028. Disponibile su: https://ecm.agenas.it/storage/uploads/allegati/obbligo-formativo-triennio-2026-2028.pdf
- Agenas. Portale ECM: banca dati provider ed eventi accreditati. Disponibile su: https://ecm.agenas.it
- Co.Ge.A.P.S. Consorzio gestione anagrafica professioni sanitarie. Disponibile su: https://www.cogeaps.it
Nota. Le disposizioni sulla formazione continua sono soggette ad aggiornamenti frequenti. Prima di ogni scelta formativa si raccomanda la consultazione diretta del portale ECM di Agenas e della propria posizione nella banca dati Co.Ge.A.P.S.
