Immaginate di essere nel vostro letto, intenti a fare un riposino pomeridiano e, improvvisamente, il telefono inizia a suonare in modo insolito e insistente. Accendete lo schermo: 20 nuovi messaggi sul gruppo Whatsapp del lavoro.
Aprite la chat e leggete il primo messaggio.
Bastano poche parole per chiarire che qualcosa di grave appena accaduto: “È successo un evento drammatico e siamo in fase di emergenza. È richiesta la disponibilità di infermieri formati in Area Critica”.
E fu così che potete scordarvi del vostro riposino per quel pomeriggio.
Ma cosa è appena successo?
Quando un’emergenza diventa una maxi-emergenza
Una Maxi-emergenza, o mass casualty incident (MCI), è una situazione nella quale un gran numero di persone hanno riportato lesioni o danni. (1)
Gli eventi che possono generare una maxi-emergenza sono diversi: traumi di massa, esposizione a radiazioni e agenti chimici, esposizione biologica (pandemie e bioterrorismo) o una combinazione di questi fattori, terremoti, alluvioni, guerre e altre situazioni ad alto impatto sanitario. (2)
Tale condizione richiede una pianificazione preparatoria e misure organizzative speciali perché non può essere gestito con le risorse preospedaliere e ospedaliere esistenti e disponibili o tenute prontamente disponibili. (1)
In Italia, dagli anni '90, gli ospedali sono tenuti ad adottare un piano di emergenza per disastri esterni, noto come Piano di Emergenza per Afflusso Massiccio di Vittime (acronimo PEMAF), al fine di far fronte a un improvviso afflusso di pazienti. (3,4)
Dal caos all’organizzazione
Quando si verifica una maxi-emergenza, l'arrivo improvviso di un elevato numero di persone, spesso con bisogni assistenziali differenti, può rapidamente mettere sotto pressione le risorse disponibili.
Questo contesto richiede un cambiamento temporaneo nel modo di organizzare e utilizzare le risorse disponibili. (2,5)
Il passaggio dal caos all'organizzazione inizia quindi prima ancora che l'evento si verifichi, attraverso la predisposizione di un piano di risposta condiviso, chiaro e conosciuto dagli operatori.
La preparazione rappresenta infatti uno degli elementi fondamentali per una risposta efficace; un piano di emergenza deve definire responsabilità, modalità comunicative, percorso di pazienti, criteri di attivazione delle risorse e strategie per aumentare rapidamente la capacità assistenziale dell'ospedale.
La letteratura sottolinea l'importanza di individuare un team responsabile della pianificazione e sottoporre il sistema ad esercitazioni e simulazioni. (2,6)
Uno dei concetti fondamentali è quello di surge capacity, ovvero la capacità di un sistema sanitario di aumentare la propria capacità assistenziale in risposta ad un incremento improvviso della domanda.
Questa capacità comprende più dimensioni interconnesse: personale, materiali e attrezzature, spazi, infrastrutture e organizzazione dei processi. (5,7)
Il ruolo dell’infermiere
In questo scenario anche il personale infermieristico assume un ruolo determinante.
La disponibilità di professionisti adeguatamente formati, la definizione preventiva dei ruoli e la possibilità di richiamare rapidamente personale aggiuntivo costituiscono elementi essenziali per sostenere l'aumento della domanda assistenziale.
La pianificazione deve quindi prevedere modalità di mobilizzazione del personale e soprattutto una distribuzione delle competenze coerenti con la gravità dei pazienti e le diverse fasi dell'emergenza. (5,8)
Il triage: decidere chi trattare per primo
In questo contesto, il professionista deve conoscere il sistema di triage adottato dalla propria organizzazione e il ruolo che gli è stato assegnato all'interno del percorso di valutazione e gestione dei pazienti.
L'organizzazione del flusso dei pazienti diventa fondamentale in condizioni di maxi-emergenza permettendo di stabilire rapidamente le priorità assistenziali e orientando le risorse verso i pazienti che possono trarre maggiore beneficio da un intervento tempestivo.
La distribuzione dei pazienti tra le diverse strutture sanitarie rappresenta un ulteriore elemento strategico: concentrare tutti i pazienti in un'unica struttura può determinare rapidamente il superamento delle sue capacità assistenziali, mentre un sistema coordinato di distribuzione consente di utilizzare in modo più efficiente le risorse disponibili sul territorio. (9)
Risorse, spazi e personale: la vera sfida
Per quanto riguarda gli spazi, un ospedale deve essere in grado di espandere temporaneamente la propria capacità assistenziale, individuando preventivamente aree alternative da destinare ai pazienti.
Pronto soccorso, sala operatorie, recovery room, reparti e altri ambienti non tradizionalmente dedicati all'assistenza intensiva possono diventare parte della risposta, purché siano disponibili le necessarie dotazioni e infrastrutture. (8)
Ma lo spazio da solo non basta, un posto letto senza un professionista in grado di assistere il paziente non rappresenta una reale capacità assistenziale.
Il personale costituisce infatti una delle risorse più critiche durante una maxi-emergenza: è necessario poter attivare rapidamente personale aggiuntivo, redistribuire le competenze e prevedere modalità di lavoro differenti rispetto alla routine.
La pianificazione dovrebbe quindi includere le liste di reperibilità, strategie di richiamo e organizzazione progressiva del personale in funzione dell'intensità dell'emergenza. (5,8)
Il piano lo conosciamo davvero?
Essere preparati ad una maxi-emergenza non significa soltanto sapere che esiste un PEMAF.
Significa sapere cosa fare quando viene attivato, conoscere le procedure e il proprio ruolo all'interno dell'organizzazione dell'emergenza. (10)
Ma dove si trovano queste informazioni?
Il primo riferimento è il piano di emergenza della propria azienda sanitaria, secondo le modalità di accesso previste dall'organizzazione. È lì che l'infermiere dovrebbe poter individuare le modalità di attivazione del piano, i diversi livelli di risposta, la catena di comando, i punti di raccolta e di presentazione del personale, i percorsi dei pazienti e l'organizzazione delle risorse. (6,10)
Lo stesso vale per il triage: è necessario conoscere quale sistema viene adottato dalla propria organizzazione, che è incaricato di effettuarlo, dove viene svolto e come vengono successivamente indirizzati i pazienti in base alle priorità assistenziali. Queste informazioni dovrebbero essere definite nel piano aziendale e condivise attraverso la formazione e le esercitazioni. (1,10)
E qui emerge un aspetto fondamentale: il piano deve essere già conosciuto, almeno nelle sue funzioni essenziali, e periodicamente ripreso attraverso la formazione e le esercitazioni.
L'esperienza condotta in un ospedale universitario dell'area metropolitana di Milano ha coinvolto 258 professionisti in 7 corsi di formazione.
Al termine della formazione, la percezione delle proprie conoscenze e competenze nella gestione di una maxi emergenza è aumentata.
Gli autori hanno inoltre evidenziato come il MACSIM-PEMAF possa essere utilizzato per testare le risorse e la resilienza dell'ospedale, oltre a valutare la preparazione del personale di rispondere ad una maxi emergenza. (10)
E quando arriva davvero quel messaggio
Torniamo allora a quel pomeriggio.
Il telefono continua a squillare. Il riposino è ormai un ricordo.
Ma questa volta, prima di uscire di casa, sappiamo che dietro quel messaggio non c’è semplicemente la richiesta di “venire a dare una mano”.
C’è un sistema che si attiva.
Ci sono ruoli da assumere, procedure da seguire, pazienti da valutare, priorità da stabilire e professionisti che devono lavorare come una squadra.
Perché in una maxi-emergenza il caos può essere inevitabile.
L’improvvisazione, invece, non deve esserlo.
La differenza tra una risposta disorganizzata e una risposta efficace può iniziare molto prima dell’evento: in un piano scritto, in un’esercitazione, in un corso di formazione e nella conoscenza del proprio ruolo.
Bibliografia e sitografia
- Suda, A. J., Franke, A., Hertwig, M., & Gooßen, K. (2025). Management of mass casualty incidents: a systematic review and clinical practice guideline update. European journal of trauma and emergency surgery : official publication of the European Trauma Society, 51(1), 5. https://doi.org/10.1007/s00068-024-02727-0
- McIsaac, J., & Gentz, B. A. (2020). Preparing for Mass Casualty Events. Anesthesiology clinics, 38(4), 821–837. https://doi.org/10.1016/j.anclin.2020.08.008
- DPR 27/03/1992, GU n°76 del 31/3/92, “Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni per la determinazione dei livelli di assistenza sanitaria di emergenza”.
- Linee Guida n°54, 1998, Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della protezione civile, Servizio Emergenza Sanitaria, “Pianificazione dell'emergenza intraospedaliera a fronte di una maxi-emergenza”.
- Sheikhbardsiri, H., Raeisi, A. R., Nekoei-Moghadam, M., & Rezaei, F. (2017). Surge Capacity of Hospitals in Emergencies and Disasters With a Preparedness Approach: A Systematic Review. Disaster medicine and public health preparedness, 11(5), 612–620. https://doi.org/10.1017/dmp.2016.178
- Gandra d'Almeida, A., & Coopersmith, C. M. (2024). Disaster management - preparation and planning for acute care facilities. Current opinion in critical care, 30(3), 195–201. https://doi.org/10.1097/MCC.0000000000001151
- Hasan, M. K., Nasrullah, S. M., Quattrocchi, A., Arcos González, P., & Castro-Delgado, R. (2023). Hospital surge capacity preparedness in disasters and emergencies: a systematic review. Public health, 225, 12–21. https://doi.org/10.1016/j.puhe.2023.09.017
- Hick, J. L., Christian, M. D., Sprung, C. L., & European Society of Intensive Care Medicine's Task Force for intensive care unit triage during an influenza epidemic or mass disaster (2010). Chapter 2. Surge capacity and infrastructure considerations for mass critical care. Recommendations and standard operating procedures for intensive care unit and hospital preparations for an influenza epidemic or mass disaster. Intensive care medicine, 36 Suppl 1, S11–S20. https://doi.org/10.1007/s00134-010-1761-4
- Shartar, S. E., Moore, B. L., & Wood, L. M. (2017). Developing a Mass Casualty Surge Capacity Protocol for Emergency Medical Services to Use for Patient Distribution. Southern medical journal, 110(12), 792–795. https://doi.org/10.14423/SMJ.0000000000000740
- 10.Castoldi, L., Greco, M., Carlucci, M., Lennquist Montán, K., & Faccincani, R. (2022). Mass Casualty Incident (MCI) training in a metropolitan university hospital: short-term experience with MAss Casualty SIMulation system MACSIM®. European journal of trauma and emergency surgery : official publication of the European Trauma Society, 48(1), 283–291. https://doi.org/10.1007/s00068-020-01541-8
