Care colleghe e cari colleghi, nella nostra pratica clinica quotidiana il Wound Care rappresenta una delle sfide più complesse e affascinanti. Abbandonare l'empirismo e le pratiche basate sul "si è sempre fatto così" è un dovere deontologico e scientifico. Per questo motivo, vi invito a riflettere su un nuovo approccio metodologico. Così come un semaforo, tramite i colori, ferma o fa passare le persone, così il codice colore che vi proporrò servirà a farvi capire cosa mettere, cosa mettere ma con attenzione e cosa non mettere su una lesione.
Questo sistema non è solo una guida visiva, ma un vero e proprio algoritmo decisionale basato sull'evidenza scientifica e sulle caratteristiche biologiche del letto della ferita in quel preciso momento.
Il codice colore: dalla valutazione visiva alla scelta terapeutica
La valutazione del letto della ferita ci permette di identificare lo stato di avanzamento del processo di guarigione e di agire tempestivamente con i presidi più adeguati.
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Lesione nera: necrosi ed escara
Il colore nero indica la presenza di tessuto necrotico, che può presentarsi duro o molle, sotto forma di escara secca o umida. L'obiettivo primario è la rimozione del tessuto non vitale (debridement), ma con rigorose eccezioni scientifiche.
- Se ci troviamo di fronte a un'escara secca e stabile localizzata al tallone, all'occipite o sulle dita, in assenza di segni di infezione, la regola d'oro è non rimuovere.
- In questi casi, la gestione prevede toccature con Amukina med, copertura con garze pulite e un cambio ogni 24 ore per monitorare l'evoluzione.
- Per un'escara secca in zona sacrale, si può valutare il debridement enzimatico con collagenasi (Iruxol).
- Se l'escara presenta segni di infezione (eritema, fluttuazione, secrezioni) o è morbida, è indicato il debridement chirurgico urgente o, in alternativa, un debridement enzimatico.
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Lesione gialla: fibrina e slough
Il tessuto giallo o biancastro, di consistenza filamentosa (slough), richiede una detersione attiva per liberare il letto della ferita. La scelta della medicazione dipende dalla gestione dei fluidi:
- In presenza di basso essudato, si deve promuovere un debridement autolitico mantenendo l'ambiente umido tramite Idrogel o placche in Idrocolloide, con cambi ogni 2-4 giorni. L'idrogel reidrata e ammorbidisce il tessuto;
- in presenza di medio/alto essudato, è necessario utilizzare Alginati o Schiume di poliuretano, sostituendoli ogni 2-3 giorni per gestire correttamente i fluidi in eccesso;
- è possibile ricorrere al debridement enzimatico utilizzando prodotti a base di acido ialuronico (Bionect) per favorire la rimozione della fibrina.
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Lesione verde: infezione o colonizzazione critica
Il semaforo verde in questo caso ci impone di "fermare" il processo batterico. Vedremo essudato purulento, eritema, edema e percepiremo dolore e cattivo odore.
- La presenza di almeno due segni di infezione locale impone l'antisepsi.
- È indicata la detersione con Clorexidina 0,05% o Amukina med, lasciando agire secondo la scheda tecnica e risciacquando accuratamente con soluzione fisiologica.
- Come medicazione primaria, occorre intervenire con prodotti antimicrobici: Alginati con argento, Idrofibra con argento (es. Aquacel AG), Schiume con argento, o sulfadiazina d'argento associata a garze a bassa aderenza.
- L'argento non ha un uso indefinito: va sospeso quando l'infezione è controllata e la lesione va rivalutata dopo 2 settimane.
- La medicazione secondaria deve essere traspirante (garze o pad superassorbenti); sono severamente vietate le medicazioni occlusive su lesioni infette.
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Lesione rossa: tessuto di granulazione
Il semaforo è quasi verde per la guarigione. Il tessuto si presenta sano, rosso o rosa, lucido e umido, con il tipico aspetto "a bottoncini". L'obiettivo clinico è mantenere l'ambiente umido termoregolato e proteggere il tessuto neoformato.
- Con basso/medio essudato, si opta per Idrocolloidi (sostituzione ogni 2-3 giorni) o schiume in poliuretano sottili (sostituzione ogni 3-4 giorni).
- Con alto essudato, si deve far fronte ai volumi di liquidi tramite Alginati o Schiume di poliuretano, sostituendoli ogni 2-3 giorni.
- In questa fase è categoricamente sconsigliato l'uso di argento, antibiotici topici routinari, eosina o cortisone.
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Lesione rosa: riepitelizzazione
L'ultimo stadio si manifesta con cute rosa translucida e nuovo epitelio. La parola d'ordine è protezione dalle forze di taglio e dalla frizione.
- Si utilizzano film in poliuretano o idrocolloidi extrasottili, da lasciare in sede per 7-8 giorni per garantire isolamento e protezione meccanica.
- È essenziale l'idratazione costante tramite l'uso di prodotti emollienti, evitando rigorosamente massaggi vigorosi che potrebbero distruggere il neo-epitelio estremamente fragile.
Tabelle riassuntive: codice colore e medicazioni secondarie
Di seguito la tabella riepilogativa, da tenere sempre a mente o nel carrello delle medicazioni come riferimento rapido:
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Codice colore della lesione |
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Verde - Infezione |
Colonizzazione critica o infezione batterica |
Detersione: Clorexidina 0,05% o Amukina Med Primaria: Alginati, medicazioni con argento, o sulfadiazina Secondaria: Garze o pad. NO occlusive |
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Nero - Necrosi |
Tessuto necrotico o escara |
- Se tallone/occipite con escara secca stabile: NON rimuovere - Escara secca: toccature Amukina Med, garza ogni 24h, valutare Iruxol sul sacro - Escara morbida: debridement chirurgico urgente |
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Giallo - Fibrina |
Presenza di fibrina o slough |
Debridement enzimatico: Bionect Debridement autolitico: Idrogel se medio essudato, Idrocolloide se poco essudato |
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Rosso - Granulazione |
Tessuto di granulazione sano |
Basso essudato: Idrocolloidi (ogni 2-3gg) o schiume sottili (3-4gg) Medio: Schiume o idrocolloidi (ogni 3gg) Alto: Alginati o schiume (2-3gg), Idrofibra se necessario |
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Rosa - Riepitelizzazione |
Riepitelizzazione in corso |
Protezione: Film in poliuretano o idrocolloidi extrasottili (7-8gg) Idratazione: prodotti emollienti costanti Manipolazione delicata, evitare frizione |
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Medicazioni secondarie |
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Schiume di poliuretano |
Per bordi macerati ed edematosi. Gestione essudato abbondante |
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Pellicole/Tegaderm |
Per bordi frastagliati. Protezione e monitoraggio visivo |
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Garze e Pad |
Per bordi lineari. Assorbimento standard e protezione base |
La scelta scientifica del presidio: argomentazione e razionale
L'utilizzo di medicazioni avanzate non è mai casuale e risponde a specifici meccanismi d'azione biologici e fisici.
- Idrocolloidi e Idrogel: Sfruttano il principio del debridement autolitico. Questi presidi donano o trattengono umidità permettendo agli enzimi endogeni del paziente (macrofagi e neutrofili) di degradare in maniera selettiva e indolore il tessuto necrotico e la fibrina. L'idrogel va evitato su lesioni altamente essudanti in quanto peggiorerebbe la macerazione.
- Debridement Enzimatico: Utilizza preparati esogeni come la collagenasi (es. Iruxol) associata spesso a cloramfenicolo. Applicato con strato sottile sull'escara, l'enzima attacca attivamente le fibre collagene necrotiche. La medicazione richiede un cambio quotidiano.
- Gestione dei fluidi complessi (Alginati e Idrofibra): Davanti a lesioni emorragiche, profonde e altamente essudanti, il poliuretano semplice può non bastare. L'idrofibra (come Aquacel) garantisce un assorbimento verticale e la conseguente gelificazione del materiale, intrappolando l'essudato e i batteri al suo interno senza spanderli sui bordi perilesionali. L'alginato agisce assorbendo l'essudato e favorendo contemporaneamente l'emostasi.
- L'uso razionale dell'Argento: L'inclusione degli ioni argento (Ag+) all'interno di schiume, idrofibre o alginati serve a rilasciare in modo controllato un agente ad ampio spettro microbicida. Il suo uso deve avvenire solo quando vi è un'infezione clinicamente accertata (almeno 2 segni clinici) o una colonizzazione critica, per evitarne l'abuso, che può generare resistenze o tossicità cellulare, rallentando la guarigione.
Cosa NON fare MAI nella pratica basata sulle evidenze
Dobbiamo sradicare definitivamente alcune cattive abitudini cliniche:
- Non utilizzare mai l'acqua ossigenata, in quanto è citotossica per i fibroblasti e rallenta la riparazione tessutale.
- Evitare l'uso di coloranti come eosina, fucsina e mercurocromo; mascherano il reale colore della lesione (impedendo l'uso del nostro "semaforo"), seccano i tessuti e non offrono benefici antibatterici superiori all'antisepsi moderna.
- Non mescolare mai antisettici diversi.
- Bandire l'uso di ausili a ciambella, i quali provocano un drammatico effetto laccio ischemico peggiorando l'ipossia dei tessuti a rischio.
- Non usare mai creme al cortisone o routine di antibiotici topici su ferite aperte.
Solo comprendendo la fisiologia del letto della ferita e i meccanismi d'azione delle medicazioni avanzate possiamo garantire ai nostri pazienti cure sicure, tempestive ed efficaci, trasformandoci da "esecutori di medicazioni" a veri e propri specialisti del Wound Care.
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