Come fare la tesi di Laurea in Infermieristica, consigli pratici

tesi, stress

La tesi in infermieristica costituisce l'elaborato finale che ogni studente deve realizzare prima di potersi laureare. Esistono diverse tipologie di tesi con uno specifico valore:

  1. tesi compilativa (1-3 punti);
  2. tesi compilativa con approfondimento bibliografico (3-5 punti);
  3. tesi applicativa con preminente finalità didattica/innovativa (5-7 punti );
  4. tesi applicativa con preminente finalità di ricerca scientifica innovativa (5-7 punti).

In questo articolo andremo ad analizzare la tesi compilativa con approfondimento bibliografico, la più utilizzata dagli studenti di infermieristica.

Questa tipologia di tesi richiede apparentemente meno tempo per essere realizzata e soprattutto non necessita di tirocini extra, somministrazione e analisi di questionari mesi prima e l'approvazione del Comitato Etico (per questioni non sanitarie) e del Comitato Scientifico per le questioni sanitarie. 

Le procedure di approvazione spesso hanno tempi dilatati che per gli studenti di infermieristica sono a volte incongruenti con il complesso percorso di studi che li contraddistingue, articolato in periodi di teoria e altri di pratica con aggiunte di laboratori e seminari extra (per approfondire leggi l'articolo "Cosa avrei voluto sapere prima della Laurea in Infermieristica").

Cosa fare nel primo periodo per organizzare il lavoro

Per prima cosa è necessario scegliere l'ambito di interesse della tesi e il Relatore che può essere d'aiuto in quella determinata disciplina.

Il requisito principale che deve avere un Relatore per non creare eccessive ansie è che sia presente. Per saperlo in anticipo è utile chiedere agli studenti degli anni passati le loro esperienze sui comportamenti che hanno avuto i professori, per poi farsi una propria idea. 

A questo punto, i percorsi cambiano, nel caso in cui lo studente ha un preciso ambito che vuole assolutamente approfondire oppure se è aperto a varie possibilità e non sa bene cosa scegliere. 

Mi spiego meglio, se ad esempio lo studente desidera a tutti i costi fare la tesi in ambito pediatrico già dall'inizio del terzo anno converrebbe andare a chiedere ai professori interessanti se possono fargli da Relatore pensando in modo generico all'argomento da poter sviluppare.

Il secondo caso è quando lo studente non ha un'idea ben precisa dell'ambito da approfondire, per cui tenderà ad aspettare fino a dicembre/gennaio per scegliere il Relatore, ma attenzione ad essere troppo cauti perché a un certo punto i professori potrebbero non accettare più studenti, alcuni non ne accettano più di due o tre per riuscirgli a seguire al meglio.

Inizialmente quando ci si sente spaesati può essere utile fare una ricerca su Google degli argomenti che vengono maggiormente trattati dagli studenti di infermieristica nelle tesi per capire cosa ci interessa. 

Se improvvisamente arriva un lampo di genio, una curiosità o leggiamo un argomento di una tesi particolarmente interessante e vorremmo saperne di più, possiamo proporlo al nostro relatore con un'iniziale e "superficiale" chiave di lettura.

La superficialità è ovvio che sia presente a questo punto, essendo che ancora non conosciamo davvero quell'argomento e tutte le sue sfaccettature ma ci ha semplicemente colpito.

Proprio per questo motivo, la chiave di lettura può cambiare nel corso dell'elaborato una volta che verranno approfonditi gli studi.

Come studiare l'argomento

Su questa parte ci dovrebbero essere pochi problemi dato che all'Università non facciamo che imparare a studiare.

Si effettuano i soliti passaggi che ognuno di noi è abituato a fare più o meno bene; si inquadra l'argomento in generale su Google e Google Scholar, si guardano le bibliografie dei siti o degli articoli che prendiamo in esame e si inizia a guardare se ci sono dei manuali teorici che vengono ripetuti spesso che potrebbero contenere informazioni utili e terminologie chiave per comprendere l'intero argomento.

Potrebbero essere delle buone fonti da cui ricevere le informazioni basilari sulle quali poi si potrà effettivamente costruire la propria chiave di lettura e linea di pensiero, ovviamente sempre in accordo con il Relatore.

Anche il relatore può aiutarti sull'indirizzarti da una parte piuttosto che un'altra se sei in difficoltà o con troppe incertezze, però ricordati sempre che l'elaborato è tuo non del relatore e sarai sempre tu che dovrai esporlo davanti a professori, parenti e amici.

Essere convinti di ciò che si sta dicendo è la base per essere tranquilli e fare una bella figura quel giorno.

Quindi, non abbiate paura di dire chiaramente quello che vorreste fare senza tanti timori male che vada cambierete insieme al relatore la rotta e si troverà un accordo.

La struttura della tesi 

La tesi ha una struttura molto precisa in capitoli e sotto capitoli che va capita subito e per farlo ti consiglio di guardare da chi l'ha già fatto prima di te.

Confrontati con altre Tesi

Può sembrare un primo consiglio assurdo, ma è veramente molto utile per capire come strutturare il tuo elaborato.

Non devono essere delle tesi per forza inerenti al tuo argomento, serve solamente per avere un'idea su come strutturare un elaborato che non hai mai fatto e probabilmente nemmeno letto; quindi, è più che legittimo dare un'occhiata.

Questo primo passaggio è importante e non c'entra nulla con il plagio dato che in questa fase si stanno guardando cose come: la struttura dell'indice in capitoli e sotto capitoli, se e come fare la premessa ma soprattutto per sapere come strutturare la ricerca quindi, quali banche date consultare, quanti studi prendere in esame, quanto dilungarsi ecc..

Una volta raccolte le informazioni di base, da dove partire?

Personalmente sono partita dal primo capitolo, introducendo l'argomento, dando le definizioni inerenti all'argomento e le informazioni che mi sembravano importanti da riportare che avevo anticipatamente studiato.

Non pensate subito a strutturare tutto alla perfezione con premessa abstract e introduzione tanto non rimarrà mai uguale e perderete un po' di tempo inutilmente.

Successivamente, si continua indagando gli aspetti epidemiologici e quindi la dimensione e la contestualizzazione del fenomeno che volete studiare.

Nel capitolo 2 e 3 si specificano alcuni aspetti legati al processo del nursing consultando sempre bibliografia e sitografie. Ogni capitolo come vedrete quando andrete a consultare tesi precedenti è a sua volta suddiviso in sotto capitoli per avere un elaborato chiaro e ordinato.

Fare l'indice

Personalmente vi consiglio di fare subito un abbozzo di indice cliccabile che sicuramente andrete a migliorare al termine dell'elaborato ma intanto sarà molto più facile muoversi tra i capitoli e avere una migliore visione del suo sviluppo.

Per fare un indice cliccabile basta andare su YouTube e guadare ad esempio questo video (link). 

La ricerca

Durante il corso di Laurea in Infermieristica oltre al corso di EBN (Evidence Based Nursing) della valenza di 1 CFU il secondo anno, che non sempre viene fatto, e qualche guida fornita dall'Università non abbiamo molte conoscenze e strumenti per imbastire una ricerca di studi adeguata ad una tesi di laurea.

Non abbattetevi se non ricordate molto, è normale, riprendete in mano gli appunti, se li avete, oppure seguite questi consigli pratici che spero vi aiuteranno per sentirvi meno spaesati. 

Come usare PubMed

Di banche dati ce ne sono svariate le migliori sono PubMed, Scopus e Cinahl ma quella sicuramente più performante e carica di contenuti è PubMed, ecco 8 punti fondamentali per usarlo: 

  1. Fate sempre il Login, in tal mondo quando create e cercate una stringa di ricerca la ritroverete salvata nel vostro account con annessi tutti i risultati di ricerca;
  2. Cliccare su "Avanzate", guarda l'immagine sottostante, utile per costruire la tua stringa di ricerca utilizzando gli operatori booleani; (Per saperne di più leggi "Gli operatori booleani nella ricerca bibliografica");
  3. Scrivere tutti gli elementi del PICO con key words possibilmente in inglese;
  4. Fare alcuni esperimenti di stringhe per capire la dimensione della ricerca nel tuo campo;
  5. Visualizzare gli articoli proposti e includerne ed escluderne una parte in base alla pertinenza leggendo il titolo e l'abstract;
  6. Inserire anche i filtri adeguati come: "free full text" e l'arco temporale di pubblicazione per non avere ricerche troppo datate e ad accesso gratuito;
  7. Quando si sceglie un articolo ricordarsi sempre del pulsante a dx "citare" con tutte le informazioni necessarie, per tenere traccia delle bibliografia come vedremo di seguito;
  8. Infine, selezionare i risultati più pertinenti e classificarli in una tabella con titolo, anno, autori, luogo, limiti ecc..)

Ricordarsi di premere su "Citare" per avere il riferimento bibliografico di un articolo pronto con un click.

Tenere traccia della bibliografia 

Anche se potrebbe sembrare l'ultima cosa da fare in assoluto, in realtà, quando si inizierà a imbastire il lavoro sia nella parte di tesi più "teorica", che nella parte pratica di ricerca, bisogna sempre tenere traccia della bibliografia per aiutare oltre che noi stessi anche il nostro relatore nello starci dietro al meglio e più facilmente possibile.

Inoltre, sarà il relatore a dirvi se ha delle preferenze sulla struttura della bibliografia oppure no dato che esistono diversi stili differenti con alcune regole.

Risultati/Discussione/Conclusioni

Queste tre componenti della tesi devono essere tutte presenti e bisogna ricordare, anche se forse scontato, sono cose ben diverse tra loro.

Risultati 

All'interno dei risultati bisogna scrivere riguardo al paragone e al confronto dei vari studi che sono stati scelti. Ribadire qual'era il proprio obbiettivo di ricerca, verificare se è stato soddisfatto, fare il punto e collegare le fila dell'elaborato.

Discussione

In questa sezione, invece, bisogna discutere i risultati riportandoli nel setting assistenziale preso in considerazione. Proponendo se possibile ricerche future, nuove applicazioni o alcune proposte interessanti.

Conclusioni

Infine, nelle conclusioni bisogna tirare le somme del discorso ancorando la parte teorica a quella applicativa di ricerca personale, ampliando così il discorso con riflessioni e opinioni personali.

Remainder

Sicuramente non ho detto tutto nonostante le molte parole, ma spero che almeno qualcosa di utile ci sia.

Volevo solo concludere dicendo che la tesi è un lavoro duro, ma molto soddisfacente e quando finalmente la stamperete e l'avrete per la prima volta tra le mani sarete molto fieri di voi.

Capiterà spesso di sentirsi persi, scoraggiati e stanchi ma apprezzatevi sempre per tutto il lavoro che avete fatto fino a questo momento.

Siete stati davvero bravi, questa Laurea è per pochi e tutt'altro che semplice.

 

Foto di Maura Nicolaita da Pixabay

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