L'Istituto Superiore di Sanità ha pubblicato l'analisi dei casi di infezione da HIV e l'AIDS fino al 2023, mostrando come sono cambiano i modi di diffusione della malattia a livello europeo.

La fonte principale di diffusione della malattia sono i rapporti eterosessuali le differenze a livello europeo e nazionale sono molto forti.

L'HIV sembra essere una malattia dimenticata anche dagli operatori sanitari, così ho chiesto alcune informazioni a mio padre.

Negli anni in cui la malattia è comparsa era molto preoccupato, si parlava molto dei rischi di diventare positivi, di sviluppare la sindrome da immunodeficienza acquisita AIDS e di morire veramente male.

Gli ho chiesto se in fondo lavorando in oncologia non era per così dire "al sicuro", ma in realtà mi ha spiegato che a metà degli anni '90 aveva dei ricoveri per tumori della pelle devastanti, il sarcoma di caposi e ricorda di alcuni casi di tumori al cervello da AIDS.

La situazione poi è mutata e il pressing della formazione sui pazienti HIV e AIDS è andato sciamando, complici le terapie che oggi consento di avere persone con carica virale non rilevabile.

Il Volume 37, n. 11, 2024. Aggiornamento delle nuove diagnosi di infezione da HIV e dei casi di AIDS in Italia al 31 dicembre 2023 ha molte tabelle per esperti del settore che devono pianificare le risorse per l'assistenza sanitaria.

Quello che mi colpisce è che la diffusione della malattia si è spostata ed è più frequente per trasmissione per rapporti eterosessuali.

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Nuove diagnosi di infezione da HIV e casi di AIDS in aumento

La fase iniziale è la positività al virus dell'HIV e i dati presentano un andamento costante sui 3.600 casi/anno con una diminuzione repentina nel 2019 e 2020. Successivamente, negli ultimi anni, l'incidenza delle nuove diagnosi di HIV è tornata a crescere. Nel 2023, sono state registrate 2.349 nuove diagnosi di infezione da HIV, pari a 4,0 nuovi casi per 100.000 residenti.

La trasmissione sessuale rimane la principale via di diffusione del virus, in particolare nei rapporti eterosessuali. Un dato allarmante è l'aumento della quota di persone a cui viene diagnosticata tardivamente l'infezione da HIV, con un sistema immunitario già compromesso.

Questo ritardo diagnostico può comportare un rischio maggiore di sviluppare complicanze e di trasmettere il virus ad altri.

Anche il numero di nuove diagnosi di AIDS è in aumento.

Nel 2023, sono stati notificati 532 nuovi casi di AIDS, pari a un'incidenza di 0,9 casi per 100.000 residenti.

Questo dato è in crescita rispetto al 2022 e conferma la necessità di intensificare gli sforzi per la prevenzione e la diagnosi precoce dell'infezione da HIV.

Un aspetto critico è che una parte significativa delle persone con nuova diagnosi di AIDS scopre di essere HIV positiva solo nei sei mesi precedenti la diagnosi di AIDS, a dimostrazione di quanto sia importante intervenire tempestivamente.

Prevenzione, diagnosi precoce e accesso alle cure: le sfide per il futuro

I dati presentati sottolineano l'importanza del sistema di sorveglianza per l'HIV e l'AIDS in Italia e le conoscenze sulla malattia ci consentono di sapere che il controllo del virus può essere ottenuto con la prevenzione che passa attraverso l'informazione. È fondamentale promuovere la prevenzione, facilitare l'accesso al test HIV e garantire la diagnosi precoce, al fine di ridurre la diffusione del virus e migliorare la qualità di vita delle persone che vivono con l'HIV.

L'aumento delle nuove diagnosi e dei casi di AIDS richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni, degli operatori sanitari e della società civile.

La formazione degli operatori sanitari sul tema presente sul sito AGENAS è imbarazzante perchè quasi inesistente, eppure il virus può essere, oggi come ieri presente in ogni assistito.

Solo attraverso un'azione coordinata e una maggiore consapevolezza sarà possibile affrontare efficacemente questa sfida per la salute pubblica.

Sitografia:

Foto di cottonbro studio

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