provetteCi sono diversi articoli scientifici che affrontano questo aspetto e grazie ad un articolo in vista su infermieristicapediatrica.it ho dato un occhiata a cosa propone la bibliografia scientifica.

L'articolo analizza una ricerca sui bambini dove evitare un foro ha delle conseguenze importanti sulla qualità dell'assistenza percepita.

 Lo studio, pubblicato sul Journal of Pediatric Nursing di settembre-ottobre 2014 (LINK) ed analizza 150 campioni.

 Infermieristicapediatrica.it (LINK) riporta:

La tecnica per eseguire il prelievo ha previsto l’interruzione dell’eventuale infusione, un flush con 5 ml di Soluzione Fisiologica, il prelevamento di 2 ml di scarto e successivamente il prelevamento del vero e proprio campione (3 ml). La procedura si conclude con un flush di 5 ml di SF con una siringa da 10 ml ed il proseguimento dell’infusione interrotta.

I risultati sono interessanti evidenziano che i prelievi sono utili per l'analisi del sangue ed emerge anche che ci sono posizioni come quella dell'avambraccio che sono più performanti come numero di successi.

Il dilemma è antico come si legge su forum nel post di 6 anni fa (LINK).

Il blog Evidenze infermieristiche riporta gli abstract di diversi studi (LINK) e fa una rassegna interessante.

Ma come fareste uno studio per vedere se un prelievo da agocannula è equivalente ad un prelievo venoso standard?

Potremmo fare una cosa semplice due prelievi sulla stessa persona, uno da agocannula e uno dalla vena, il confronto darebbe un risultato inoppugnabile, ma avrebbe senso, ci può bastare il solo risultato dei valori ematici?

Se fare un prelievo venoso da un catetere venoso centrale e non altera i valori ematici perchè dovrebbero alterarsi da un agocannula?

Il problema forse è un altro nel fare il prelievo venoso standard dalla cubitale mediana il tempo che impieghiamo se la vena è buona dipende dal numero di provette da riempire e dalla collaborazione del paziente e senza nessun rischio, forse un livido.

Se utilizziamo un agocannula possiamo ottenere lo stesso numero di provette, il paziente non sente un foro ma il tempo aumenta, è necessario aspirare prima e fare un lavaggio della cannula dopo e se non è fatto bene restano dei residui di sangue ottimo terreno per lo streptococco beta emolitico.

Teniamo presente che fare un prelievo da CVC ha degli standard rigorosi e tempi di lavoro ottimali che devono essere trasferiti sull'agocannula utilizzata.

Mentre quando si fa un prelievo venoso standard ad un adulto in reparto forse i tempi sono più stretti e se dovessimo fare tutti i prelievi dalle agocannule trattandoli come CVC i tempi si allungherebbero come anche il rischio potenziale di errore e di inquinamento della via.

Quindi gli studi dicono delle sciocchezze?

No, ci danno una possibilità in più.

Journal of Pediatric Nursing

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