Pubblicate le nuove raccomandazioni per la gestione dell'arresto cardiaco in ambito extra e intraospedaliero.
Il 26 gennaio 2026 sono state pubblicate nel Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) le nuove linee guida per il Basic Life Support (BLS), sviluppate dall'Italian Resuscitation Council (IRC) in collaborazione con numerose società scientifiche (tra cui ANIARTI, FNOPI, SIIET).
Il documento fornisce indicazioni fondamentali ("Good Practice Statements" - GPS) per uniformare la risposta all'arresto cardiaco (AC) sia in contesti extra-ospedalieri (OHCA) che intra-ospedalieri (IHCA). Di seguito presentiamo una sintesi degli aspetti cruciali per la professione infermieristica.
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Riconoscimento precoce: attenzione al respiro agonico
Il riconoscimento tempestivo rimane la chiave della catena della sopravvivenza. Le linee guida ribadiscono che l'arresto cardiaco deve essere sospettato in chiunque sia incosciente e non risponda alla chiamata o allo scuotimento.
- Il respiro agonico: una respirazione lenta, faticosa, inefficace o ansimante (gasping) deve essere considerata segno di arresto cardiaco.
- Attività simil-convulsiva: se all'esordio si presenta una breve attività simil-convulsiva seguita da incoscienza e apnea/respiro anormale, si deve presumere l'arresto cardiaco e iniziare le manovre.
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RCP di alta qualità: i parametri tecnici
Per il personale sanitario, l'aderenza ai parametri di qualità delle compressioni toraciche è imperativa per garantire la perfusione:
- Sede: metà inferiore dello sterno ("centro del torace").
- Profondità: tra 5 e 6 cm nell'adulto.
- Frequenza: tra 100 e 120 compressioni al minuto.
- Rilascio: consentire il rilascio completo del torace dopo ogni compressione, evitando di "appoggiarsi" sul paziente.
- CCF (Chest Compression Fraction): l'obiettivo è minimizzare le interruzioni, mantenendo le compressioni per oltre il 60% del tempo totale di rianimazione.
Nota sulle superfici: La RCP è più efficace su superfici rigide. Tuttavia, se il paziente è su un letto (superficie morbida), non si deve ritardare l'inizio della RCP per spostarlo; è necessario invece compensare aumentando la profondità delle compressioni o utilizzare la tavola spinale solo se posizionabile in pochi secondi.
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Gestione delle vie aeree e ventilazione
A differenza dei soccorritori laici (a cui è consentita la sola compressione), per i soccorritori addestrati come gli infermieri, le linee guida raccomandano l'esecuzione delle ventilazioni.
- Rapporto: 30 compressioni e 2 ventilazioni (30:2).
- Tecnica: ogni insufflazione deve durare circa 1 secondo, interrompendosi non appena il torace si espande, per evitare l'iperventilazione.
- Interruzioni: il tempo dedicato alle due insufflazioni non deve superare complessivamente i 10 secondi.
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Utilizzo del defibrillatore (DAE)
L'uso precoce del defibrillatore è prioritario.
- Workflow: se è presente più di un soccorritore, le compressioni toraciche non devono essere interrotte durante l'applicazione delle piastre.
- Sicurezza: durante l'analisi del ritmo e l'erogazione dello shock, nessuno deve toccare il paziente. Subito dopo la scarica (o se non indicata), si devono riprendere immediatamente le compressioni senza attendere.
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Ostruzione delle vie aeree da corpo estraneo
L'algoritmo per l'ostruzione totale (tosse inefficace) prevede:
- Chiamata dei soccorsi (se non già effettuata).
- Alternanza di 5 colpi dorsali vigorosi (tra le scapole) e 5 compressioni addominali (Manovra di Heimlich).
- Se il paziente perde coscienza, si inizia immediatamente la RCP.
Punto chiave post-intervento: chiunque abbia ricevuto compressioni addominali o toraciche con successo deve essere sempre valutato da un medico per escludere lesioni interne.
Conclusioni
Queste linee guida rappresentano lo standard di cura attuale in Italia. Per l'infermiere, sia nel contesto dell'emergenza territoriale che in reparto, è fondamentale integrare questi Good Practice Statements nella pratica quotidiana, garantendo manovre rianimatorie di alta qualità e lavorando in sinergia con il dispatcher e gli altri membri del team.
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