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old peoples homeLa cannabis che per anni è stata considerata prettamente per il suo utilizzo "ricreativo", sta vedendo uno sviluppo nel suo utilizzo terapeutico. Un esempio è il Canada.

In Canada, che nel 2018 ha legalizzato l'uso della Cannabis a scopo ricreativo, si è verificato un aumento delle richieste per il trattamento del paziente con Alzheimer.

L'idea prevalente è di trattare i sintomi di agitazione, aggressività, inappetenza e dolore.

Due dei principi attivi della Cannabis sono il THC e il CBD che una volta estratti sono presenti e disponibili sottoforma di un olio, la produzione è galenica, quindi realizzata da farmacie che hanno la possibilità di analizzare la quantità di principio attivo e certificarlo per ml. L'olio sarà poi somministrato in gocce al dosaggio prescritto dal medico ed assunte per os con altri alimenti. 

In Italia la somministrazione è su prescrizione del medico specialista in terapia antalgica per determinate patologie o condizioni dolorose.

Il trattamento di pazienti con demenza ha l'obiettivo di migliorare la qualità di vita del paziente che però ha già un trattamento polifarmacologico e il primo aspetto da comprendere sono le interazioni, ed il secondo quali farmaci non sarà più indispensabile somministrare.

Il Canada è l'apripista della necessità di studi mirati per comprendere se l'olio di cannabis è utile per la demenza infatti, la Società di Alzheimer del Canada ha pubblicato un bell'articolo dal titolo " CLEARING THE AIR ABOUT CANNABIS AND DEMENTIA" ad indicare che si dovrebbe passare da un uso che comprende il fumare, ad un uso terapeutico e controllato, di seguito un passaggio:

Sappiamo che l'agitazione è un cambiamento comune nel comportamento nelle persone con malattia di Alzheimer. E mentre tutti concordano sul fatto che l'agitazione dovrebbe prima essere trattata con approcci non farmacologici, potrebbero essere necessari farmaci per un'agitazione grave che non risponde ad altri approcci. Esistono farmaci che possono trattare questo tipo di comportamento, ma molti di essi hanno effetti collaterali dannosi. In effetti, i farmaci che tendono ad essere i più efficaci a volte possono portare a ictus o persino alla morte.

I cannabinoidi, d'altra parte, interagiscono con il corpo in modo diverso, il che significa che potrebbero essere complessivamente più sicuri e più efficaci per qualcuno che sta vivendo un'agitazione. Alcuni dei loro effetti sono anche pensati per aiutare a ridurre la morte delle cellule cerebrali.

Gli studi clinici mirano sia ad una comprensione dell'effetto sulla qualità della vita sia sull'interazione con altri farmaci di utilizzo noto, all'estero utilizzano molto gli oppioidi e la cannabis si potrebbe presentare come un sostituto più sicuro, ma le possibili interazioni con tutti i farmaci che un paziente anziano assume sono più difficili da comprendere.

Nella realtà italiana arriverà mai la cannabis per la demenza?

L'ingresso di un nuovo farmaco è soggetto a rigorosi controlli e il primo problema è la mancanza di studi clinici che dicano inequivocabilmente che è utile e sicura, non è sufficiente l'esperienza percepita come positiva.

Il costo è alto, attualmente la cannabis è prodotta da farmacie che hanno investito in apparecchiature che realizzato il prodotto, l'olio, consentono di certificarne la concentrazione, questo ha un costo elevato, non c'è una produzione industriale.

La realtà italiana è poi devastata dalle cause, anche davanti ad un paziente con demenza grave allettato che è davanti al suo fine vita il medico è a rischio denuncia da parte dei familiari al minimo sospetto o dubbio che una terapia sia la causa del decesso.

La normativa italiana è forte, ha una legge sul dolore Legge n. 38/2010: "Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore (LINK) e la legge 219 Norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento (LINK) che possono consentire un ampio margine di manovra.

Non so se si sbloccherà l'utilizzo per i pazienti con demenza a domicilio o ricoverati per adesso anche Amazon è ricco di libri (LINK) sull'uso della cannabis che va bene per tutto, anche per il proprio cane, ma sono racconti non sono testi di medicina utili per decidere una terapia o un automedicazione.

L'uso dal lato pratico è semplice, il medico decide le gocce da somministrare per os ed è una terapia semplicissima da somministrare, il problema sono gli studi clinici e visto che si entra negli aspetti che riguardano l'agitazione, l'aggressività, il dolore e l'alimentazione sarebbe auspicabile che valutassero anche il punto di vista dell'assistenza infermieristica che gioverebbe dall'avere pazienti meno violenti ed aggressivi, quindi meno lesioni, meno polmoniti da allettamento ecc..

Per adesso in mancanza di studi è necessario attendere se il Canada o gli Stati Uniti d'America la introdurranno come farmaco sicuro.

Bibliografia 

2019: Medical Cannabis for the Treatment of Dementia: A Review of Clinical Effectiveness and Guidelines

2019: Cannabis and the treatment of dementia Alzheimer Society of Canada

2019: Can Medical Marijuana Help with Dementia? Articolo di approfondimento di una giornalista Abbie Rosner

2017: A Systematic Review of the Effectiveness of Medical Cannabis for Psychiatric, Movement and Neurodegenerative Disorders

Google Scholar https://scholar.google.it/scholar?q=medical+cannabis+dementia

 

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