Gli infermieri in Italia si stanno trovando davanti ad una profonda ristrutturazione del servizio sanitario nazionale, che oramai da anni è un servizio regionale.

La riorganizzazione degli infermieri interviene con dei tagli di personale, tagli di servizi purtroppo ci troviamo davanti a quello che è il compimento del concetto di azienda che deve rispondere alle esigenze di salute in quanto questo è il prodotto che eroghiamo...

 

 

La ristrutturazione delle ASL causerà dei cambiamenti importanti fra cui la crisi l'infermieristica così come la conosciamo.

Nel nostro lavoro produciamo salute contribuiamo ad erogare un prodotto che ha un preciso valore, la salute come prodotto non è nel nursing nel nursing c'è il concetto olistico globale.

Il concetto di salute all inclusive è superato dal concetto di salute come prodotto dove il nostro assistito o cliente decide qual è il suo bisogno e non lo includo io in un modello percui io infermiere so e decido di cosa a bisogno.

Cambiamenti in divenire che si scontreranno con i livelli di assistenza dove tutte le persone che vengono ricoverate si vedono al centro del mondo e quindi essere considerati di bassa necessità... ne vedremo delle belle.

Oggi le aziende sanitarie si stanno riorganizzando per essere più snelle più efficenti e quindi ridurre i costi di produzione, ridurre i costi vuol dire fare di più con lo stesso personale o fare le stesse cose con meno personale.

A metà degli anni 90 si è aumentata la produzione si è fatto di più con le stesso personale e si sono messi a controllare l'occupazione media e per saltarci fuori, un paziente si alzava dal letto e uno era in sala d'attesa un ricovero a letto caldo e se non poteva essere dimesso era un problema.

Negli anni 90 c'era il boom dei fuori regione e metà dei ricoverati erano provenienti da altre regioni e fino all'anno scorso è stato così, o no?

Se i fuori regione vengono contingentati, ci riducono i ricoveri e allora le aziende si organizzano e le equipe chirurgiche si spostano, il Rizzoli ne è un esempio ha aperto sedi in altre regioni.

La nuova ristrutturazione annunciata dall'anno scorso prevede un taglio di posti letto perchè sui pl restanti si può produrre uguale.

Quindi serve meno personale.

Come dipendenti il nostro stipendio è fatto di euri, ferie pagate e straordinari pagati.

Gli euri a fine mese ce li danno, le ferie facciamo quelle estive e poi qualcosa resta ma ci dicono che le faremo, gli staordinari ...che...cosa... un problema.

Il problema degli straordinari è che sono volontarimanete conteggiati male, spesso mescolati alle ore in difetto o in eccedenza che generano i turni o i festivi in recupero, di conseguenza succede che l'infermiere turnista a fine mese si trova regolarmente centinaia di ore che per 1000 dipendenti fa 100.000 ore che visto non le fanno recuperare corrispondono ad una quota non pagata a 25 eur/ora di almeno 2,5 milioni cifre a caso ma ci rende l'idea del perchè un ASL è restia a pagarci e a regolare bene le nostre ore straordinarie.

Il monte ore di ferie e straordinari giacenti era poi motivo per i sindacati per chiedere l'assunzione di personale, che veniva ricollocato senza essere utilizzato per quelle ferie/straordinari e quindi a sua volta il nuovo personale contribuiva ad aumentare il debito che l'ASL ha con gli infermieri.

Tranquillo è solo una favola a braccio.

Nelle ASL dove la ristrutturazione è stata seria il personale recuperato è nell'organico compensativo che copre ferie e malattie e gli infermieri sono in ferie.

Ma nelle ASL che riducono i posti in modo indiscriminato e magari semplicemente non rinnovando contratti con agenzie coop o studi associati c'è una diminuzione netta del personale e il monte ore ferie/straordinari resta invariato.

Ci sono degli infermieri in azione che agiscono per ricordare che tutto questo lede i diritti dei lavoratori.

Il 12 maggio festa dell'infermiere il Nursign up fa notare che non c'è niente da festeggiare dato che manca il rispetto di base dei nostri diritti, LINK.

Ci sono altri sindacati e infermieri in azione, da Lecce a Sassuolo gli infermieri iniziano a denunciare le situazioni che non vanno e che diventano insostenibili.

A Lecce sono gli infermieri che richiamano all'appello i sindacati LINK.

Mentre a Sassuolo i sindacati denunciano la situazione di aumento dei carichi di lavoro mancato fruizione delle ferie e degli straordinari e quindi lunedi 20 maggio ci saranno gli infermieri in stato di agitazione davanti all'ospedale di Sassuolo Spa (LINK).

Le situazioni degli infermieri in Italia sono tante e diverse ma tante storie alla fine hanno tutte qualcosa in comune, un cambiamento in arrivo che dobbiamo affrontare e in questo è necessaria una convergenza di interessi fra il nursing, i collegi e i sindacati.

Ma forse sono poche le realtà in cui gli infermieri si trovano in difficoltà, tu cosa ne pensi?

 

Pin It