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Su La Repubblica di Genova è uscito il 3 gennaio un articolo che è l'ennesima prova di come al di fuori del settore sanitario nessuno ha idea di cosa fa l'infermiere.

Il titolo "Il calvario degli infermieri: "Per salvare il posto di lavoro il corso ci costa 2.500 euro"" sembra esplicativo di un problema serio ma subito dopo è chiaro che non si ha idea di chi e cosa è un infermiere...

Il calvario degli infermieri: "Per salvare il posto di lavoro il corso ci costa 2.500 euro"
Un salasso non indifferente per conseguire la qualifica di "Oss" eoltretutto per 800 posti a disposizione gli iscritti sfiorano quota 2.000...
di ERICA MANNA
Il link all'articolo http://genova.repubblica.it/cronaca/2015/01/03/news/il_calvario_degli_infermieri_per_salvare_il_posto_di_lavoro_il_corso_ci_costa_2_500_euro-104203029/

L'articolo racconta di operatori sanitari probabilmente ausiliari o OTA che devono riqualificarsi come OSS se vogliono lavorare in ambito sanitario.

Il corso da OSS è poi un corso impegnativo per chi lavora che richiede un anno e quindi probabilmente molti lavoratori non hanno mai trovato il tempo di farlo malgrado lavorassero già in ambito sanitario.

Il problema degli operatori è serio però è da circa 10 anni che ci sono i corsi OSS mentre è solo da 60 anni che ci sono i collegi infermieri ma la differenza fra infermiere e altro operatore non è ancora nota.

Forse mi sbaglio ma la giornalista applica quella che è una visione popolare semplicistica, il medico ha il camice tutti gli altri sono infermieri, come se in ospedale ci lavorassero solo infermieri.

La giornalista ignore che in reparto ci sono ausiliari, portantini, OTA, OSS e poi gli infermieri.

Gli infermieri lavorano in reparto, sotto i coordinatori e poi ci sono i dirigenti infermieristici che gestiscono i coordinatori e altri progetti/servizi trasversali importanti.

Cosa farà mai l'infermiere in reparto di così importante, dire organizza, pianifica, gestisce alla gente non dice molto, dal lato pratico l'infermiere controlla tutto e sa benissimo quali sono i rischi che corre il paziente e quindi controlla che tutto sia a posto ed è pronto ad agire se ci sono problemi.

L'infermiere è anche quello cattivo che se ha da fare per tanti pazienti deve dare delle priorità sulla base della gravità del paziente, cosa che spesso non piace, soprattutto nei PS.

L'equazione che dice che esiste un bravo primario o un bravo medico di reparto se e solo se c'è un ottimo team infermieristico, il resto sono chiacchiere.

 

Franco Ognibene

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