lettiL'infermiere che lavora a contatto con il paziente ieri accedeva solo alle informazioni volevano sapesse oggi ha l'opportunità di fare master universitari per specializzarsi, ma tanti di questi corsi non sono considerati un requisito abilitante indispensabile e in tanti, troppi oggi come ieri impariamo ancora sul campo.

La formazione dell'infermiere tipo è effettuata grazie al passaparola e alla disponibilità oppure nelle aziende più avanzate c'è un tutor che ti aiuta ad inserirti...

In generale il paziente entra in reparto il medico lo vede, decide e l'infermiere realizza e crea le condizioni perchè le decisioni cliniche siano attuate.

Lo so abbiamo l'autonomia, facciamo grandi cose, ma non tutti in molti siamo ancora meri esecutori/certificatori ed eseguiamo compiti e mettiamo crocette, però dal lato pratico in autonomia l'infermiere "sorveglia" e monitora il paziente, nel fare questo agisce in autonomia e il bravo infermiere interviene anche prima che il paziente si accorga di avere dei problemi e attiva il medico per le opportune correzioni cliniche.

Lavorando anni nello spesso reparto si fanno inevitabilmente corsi mirati, condivisione di esperienze di casi atipici o dai congressi, ma questo non serve, nel sistema italiano l'esperienza non è formalmente riconosciuta e tantomeno i master sono un criterio richiesto per l'infermiere di sala operatoria, di area critica, di oncologia o sul territorio.

 

Ma quanti sono gli infermieri che non hanno specializzazioni?

In sala operatoria ci sono gli strumentisti e gli infermieri di sala che seguono l'anestesista dalle fasi di sedazione e risveglio del paziente.

In chirurgia l'infermiere segue il decorso clinico del paziente ma le conoscenze dell'infermiere che lavora in chirurgia generale, urologica, cardiochirurgia ecc.. sono uguali?

Non credo.

In Medicina gli infermieri hanno conoscenze molto simili sia esso in ospedale in lungodegenza o in RSA, però oggi ci sono settori che seguono le Stroke unit che uniscono le conoscenze dell'infermiere di reparto con l'infermiere di area critica.

L'oncologia moderna è molto diversa a seconda se tratta gli adulti o i bambini e all'interno l'infermiere deve avere competenze relazionali e tecniche che arrivano a gestire farmaci pericolosi e situaizoni familiari di lutto.

L'infermiere di area critica o di UTI è quello che lavora in un ambiente tecnologicamente avanzato dalle cui conoscenze e capacità di osservazione clinica dipende la vità del paziente, come anche l'infermiere di dialisi che non è solo l'esperto utilizzatore di una macchina ma deve essere attento e capire le differenze fra nelle persone che gli sono state affidate.

L'infermiere che lavora in pediatria sia essa generale o oncologica avrà conoscenze diverse così anche l'infermiere che lavora in UTIN con neonati prematuri ha tutto un mondo di saperi che si possono anche leggere sui libri ma la delicatezza del lavoro richiede obbligatoriamente un affiancamento.

Se usciamo dal reparto ospedaliero, troviamo infermieri che lavorano nei cantieri addetti al recupero come quello della Costa Concordia, infermieri sugli elicotteri, infermieri nei trasporti, infermieri docenti dei corsi ECM, infermieri militari, infermieri nelle carceri, infermieri specialist di prodotti che vanno dall'assistenza in sala operatoria alla formazione post vendita.

Tanti infermieri che applicano per anni conoscenze mirate apprese da corsi di formazione da esperienze uniche e non sono specializzati perchè semplicemente il sistema non lo prevede.

Ma forse va tutto bene così.

 

 

 

Pin It
Accedi per commentare