I dati epidemiologici presentati al Congresso Nazionale della Società Italiana dell’Obesità (SIO) delineano un quadro di severa criticità per la sostenibilità e l'efficacia del Servizio Sanitario Nazionale.
I riscontri del sistema di sorveglianza PASSI dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) indicano che il 43% della popolazione adulta italiana si trova in una condizione di eccesso ponderale: nello specifico, il 32% dei soggetti risulta in sovrappeso, mentre una quota superiore al 10% convive con una diagnosi conclamata di obesità1.
Il quadro epidemiologico e la complessità fisiopatologica
La distribuzione della patologia evidenzia una stretta correlazione con l'avanzare dell'età anagrafica, ponendo l'Italia, nazione caratterizzata dall'età media più alta d'Europa, di fronte a un incremento esponenziale delle comorbilità cardio-nefro-metaboliche2.
L'eccesso ponderale si manifesta attraverso profonde disuguaglianze sociali, economiche e territoriali, concentrandosi nelle fasce di popolazione con minore scolarizzazione e condizioni reddituali precarie2. A livello geografico, emerge una netta spaccatura che penalizza il Mezzogiorno: in Campania, oltre il 50% della popolazione adulta presenta un eccesso ponderale2. Parallelamente, la sorveglianza pediatrica OKkio alla SALUTE documenta che il 29% dei minori è in eccesso di peso, con un 19% in sovrappeso, un 9,8% con obesità e un 2,6% affetto da forme gravi2.
L'eziologia della malattia supera il paradigma riduzionistico del mero squilibrio calorico volontario2. Uno studio multicentrico presentato dalla SIO e coordinato dall'Università della Campania Luigi Vanvitelli ha analizzato un pannello di 79 geni regolatori dell'omeostasi energetica, dimostrando che l'obesità pediatrica poggia frequentemente su basi biologiche complesse2. Oltre la metà del campione esaminato ospita varianti genetiche rare, il 20% presenta mutazioni multiple e in circa un terzo dei casi opera un'interazione oligogenica cumulativa2.
A fronte di questa complessità, il sistema di cura manifesta una grave lacuna di intercettazione precoce: meno della metà degli individui in eccesso ponderale riferisce di aver ricevuto un counseling strutturato da professionisti sanitari, malgrado l'intervento educativo guidato costituisca il principale fattore favorente l'adozione di sani stili di vita2.
La transizione normativa: dalla Legge 149/2025 all'istituzione dell'osservatorio e dei registri
Il quadro giuridico italiano ha registrato una svolta storica con l'approvazione della Legge 3 ottobre 2025, n. 149, recante "Disposizioni per la prevenzione e la cura dell'obesità", che definisce tale condizione quale patologia cronica, progressiva e recidivante3. Il provvedimento stabilisce l'inclusione dei percorsi diagnostici, terapeutici e riabilitativi nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), imponendo al SSN l'obbligo di garantire prestazioni uniformi ed esigibili su scala nazionale3.
Sul piano attuativo, il Decreto Ministeriale del 19 giugno 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 28 luglio 2026, ha istituito l'Osservatorio per lo studio dell'obesità (OSO) presso il Ministero della Salute3. Coordinato dal Dipartimento della prevenzione, della ricerca e delle emergenze sanitarie, l'organismo include rappresentanti delle istituzioni centrali e regionali, dell'ISS, dell'Agenas e di 25 società scientifiche, tra cui la SIO e la Società Italiana Metabolismo Diabete Obesità (SIMDO)3. Il mandato dell'Osservatorio prevede la stesura del Programma nazionale di prevenzione e cura e il monitoraggio dell'omogeneità dei Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali (PDTA) regionali3.
L'architettura di monitoraggio si coordina strettamente con il Registro Nazionale del Diabete, disciplinato dallo schema ministeriale che ha ottenuto il via libera del Garante per la protezione dei dati personali nell'agosto 20263. Il Registro impone alle Regioni di istituire flussi informativi dedicati entro 180 giorni, integrando ricoveri, farmaci, piani terapeutici e visite specialistiche per analizzare l'accesso alle cure e gli esiti di salute reali3. Su questo modello, la SIO sollecita la rapida attivazione di un parallelo Registro Nazionale dell'Obesità e del Sovrappeso per superare la frammentazione informativa e quantificare il bisogno clinico non intercettato2.
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Provvedimento/dispositivo |
Riferimento giuridico |
Finalità strategica |
Ricaduta Operativa Sanitaria |
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Legge 3 ottobre 2025, n. 149 |
GU n. 235 del 09/10/2025 |
Riconoscimento dell'obesità come malattia cronica progressiva e recidivante. |
Inserimento delle prestazioni nei LEA, programmazione di prevenzione primaria e secondaria. |
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Osservatorio per lo Studio dell'Obesità (OSO) |
DM 19/06/2026, GU n. 173 del 28/07/2026 |
Supporto tecnico-scientifico e armonizzazione delle politiche di presa in carico. |
Redazione del Programma Nazionale; verifica dei PDTA territoriali con 25 società scientifiche. |
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Registro Nazionale del Diabete |
Schema DM Ministero Salute (Garante Privacy 06/08/2026) |
Censimento epidemiologico di tutte le forme di diabete e monitoraggio delle complicanze. |
Obbligo regionale di conferimento dati entro 180 giorni; misurazione di esiti clinici e appropriatezza. |
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Istituzione Registro Obesità (in itinere) |
Mandato programmatico OSO / SIO / SIMDO |
Istituzione di una banca dati epidemiologica nazionale per l'eccesso ponderale. |
Superamento dei vincoli di tracciamento; monitoraggio longitudinale dell'equità di cura. |
L'applicazione della Legge 149/2025 incontra tuttavia una barriera critica legata alla rimborsabilità farmacologica2. Gli agonisti recettoriali del GLP-1 e i doppi agonisti GIP/GLP-1 garantiscono benefici sistemici sul piano cardio-nefro-metabolico ma risultano coperti dal SSN prevalentemente se associati a diagnosi di diabete mellito di tipo 22. La loro prescrizione per la sola indicazione dell'obesità ricade quasi esclusivamente sul bilancio economico dei singoli assistiti, generando disparità di accesso che contrastano con il principio costituzionale di universalità delle cure2.
Competenze infermieristiche avanzate nell'assessment e nella gestione clinica
La presa in carico della persona con obesità richiede competenze infermieristiche avanzate nell'assessment fisico, funzionale e metabolico, superando il calcolo isolato del Body Mass Index (BMI)11. Tale indice, pur essendo un riferimento epidemiologico utile, non discrimina la distribuzione topografica del tessuto adiposo né distingue l'ipertrofia adiposa dalla massa muscolare magra, fallendo nell'identificazione dell'obesità sarcopenica12. Nella pratica clinica, l'infermiere rileva la circonferenza vita quale marker primario di adiposità viscerale, correla il parametro alla statura attraverso il rapporto vita-altezza (waist-to-height ratio) e calibra la misurazione pressoria con bracciali di calibro e conformazione geometrica adeguati per evitare sovrastime iatrogene12.
L'indagine infermieristica persegue la diagnosi precoce delle complicanze d'organo tipicamente silenti attraverso protocolli strutturati di sorveglianza11. L'infermiere indaga i segni della steatosi epatica associata a disfunzione metabolica (MASLD), monitora gli indici enzimatici epatici e coordina il follow-up specialistico volto a scongiurare la transizione verso la fibrosi d'organo3. Mediante l'impiego sistematico di scale validate, tra cui il questionario STOP-Bang, rileva la presenza di sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSA), pianificando interventi di supporto e adattamento nei soggetti che necessitano di ventilazione meccanica notturna a pressione positiva continua (CPAP)12. Sul versante micro e macro-vascolare, il monitoraggio include la valutazione periodica della funzionalità renale, lo screening laboratoristico della microalbuminuria e l'ispezione dell'integrità cutanea nelle pieghe sottomammarie, addominali e inguinali, prevenendo sovrainfezioni micotiche e intertrigini3.
Gestione clinica dei farmaci incretinici
La diffusione delle terapie basate sugli analoghi recettoriali del GLP-1 e sui doppi agonisti GIP/GLP-1 esige un'approfondita competenza farmacoterapeutica da parte del personale infermieristico12. Questi composti mimano l'azione incretinica fisiologica stimolando il senso di sazietà a livello centrale e rallentando lo svuotamento gastrico, con rilevanti ricadute protettive sui profili glicemico, renale e cardiovascolare12.
L'infermiere addestra il paziente all'autosomministrazione sottocutanea mediante penne pre-riempite, educa alla conservazione in regime di catena del freddo e guida la titolazione posologica progressiva, elemento cardine per mitigare le reazioni avverse gastrointestinali che minacciano la persistenza terapeutica12.
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Principio Attivo/Classe |
Schema posologico |
Reazioni avverse prevalenti |
Gestione infermieristica e counseling clinico |
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Semaglutide (GLP-1 RA) |
Sottocutanea, monosomministrazione settimanale |
Nausea, vomito, pirosi gastrica, diarrea, stipsi, cefalea transitoria. |
Supervisione della titolazione posologica a intervalli mensili; prescrizione educativa di pasti frazionati ipolipidici; idratazione orale costante (1,5–2 litri/die) per prevenire la disidratazione secondaria a perdite emetiche o diarroiche. |
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Tirzepatide (Doppio agonista GIP/GLP-1) |
Sottocutanea, monosomministrazione settimanale |
Dispepsia, gonfiore addominale, nausea, eruttazioni, astenia, reazioni cutanee locali. |
Istruzioni per un'alimentazione a masticazione lenta; sospensione anticipata del pasto ai primi segnali di pienezza gastrica; monitoraggio attivo di dolori addominali irradiati al dorso per escludere pancreatiti acute; gestione del sito iniettivo. |
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Liraglutide (GLP-1 RA) |
Sottocutanea, monosomministrazione giornaliera |
Disturbi gastrointestinali precoci, reazioni eritematose nel sito iniettivo. |
Addestramento alla corretta rotazione dei quadranti addominali, cosce e braccia; rinforzo dell'orario di somministrazione; counseling dietetico sull'integrazione di fibre idrosolubili per regolarizzare l'alvo. |
Nei percorsi in cui la terapia farmacologica induce un rapido decremento ponderale, l'infermiere vigila sul rischio di deplezione della massa muscolare (lean body mass)12. L'educazione terapeutica integra indicazioni nutrizionali iperproteiche equilibrate ed esercizi fisici contro resistenza strutturati, assicurando che la perdita di peso corrisponda a un miglioramento della composizione corporea e non a una sarcopenia secondaria disfunzionale12.
Educazione terapeutica, colloquio motivazionale e de-stigmatizzazione dell'assistito
L'Educazione Terapeutica del Paziente (TPE), recepita negli standard delle società scientifiche di riferimento quali OSDI e FNOPI, si configura come un processo assistenziale interattivo volto a conferire all'assistito abilità di autogestione (self-management skills)11. L'intervento infermieristico rifiuta l'impostazione prescrittiva unidirezionale, promuovendo una comprensione critica della malattia cronica, la gestione del recupero ponderale ciclico (weight cycling) e la valorizzazione dei comportamenti salutari a lungo termine12.
La de-stigmatizzazione costituisce il presupposto etico e metodologico della cura5. Il pregiudizio sul peso (weight bias) diffuso nei contesti sanitari genera barriere d'accesso drammatiche: la colpevolizzazione del paziente per il proprio stato clinico alimenta vissuti di vergogna e ansia, spingendolo ad abbandonare il follow-up e a ritardare le richieste di assistenza12. L'infermiere adotta sistematicamente il person-first language, anteponendo la persona alla condizione nosologica: espressioni quali "individuo con obesità" sostituiscono etichette stigmatizzanti, riflettendo la medesima dignità riconosciuta a chi convive con altre patologie croniche19.
Nel colloquio clinico, l'infermiere impiega il colloquio motivazionale, disinnescando il cosiddetto "riflesso di correzione" che spinge gli operatori a fornire soluzioni non richieste provocando chiusure psicologiche nell'assistito12. L'esplorazione collaborativa delle motivazioni intrinseche consente di stabilire obiettivi terapeutici realistici e sostenibili, privilegiando una perdita ponderale moderata (5-10% del peso iniziale) mantenuta per almeno due anni, misura clinicamente validata nel dimezzare il rischio di recidiva metabolica12.
L'accoglienza clinica si realizza inoltre mediante l'adeguamento logistico e strutturale degli ambienti sanitari12. L'assistenza bariatrica richiede la dotazione di bilance per carichi pesanti collocate in spazi protetti per garantire la massima riservatezza, sedute prive di braccioli rigidi nelle sale d'attesa, lettini da visita regolabili e conformati ad alte portate, camici chirurgici dedicati e bracciali sfigmomanometrici per arti di diametro superiore alla norma12. Tale cura dell'ambiente elimina l'esperienza traumatica del non sentirsi previsti dal sistema di cura, ripristinando la relazione terapeutica12.
Il Modello Territoriale del DM 77/2022 e l'Infermiere di Famiglia e Comunità
Il rinnovamento dell'assistenza primaria stabilito dal DM 77/2022 e potenziato dalle risorse del PNRR pone le Case della Comunità al centro delle strategie di contrasto alle multicronicità metaboliche20. In queste strutture polifunzionali di prossimità, l'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFeC) opera come perno clinico e organizzativo, assumendo le funzioni di case manager all'interno di équipe multidisciplinari composte da medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, specialisti e assistenti sociali21.
L'IFeC governa il processo di presa in carico attraverso un flusso integrato che connette i diversi livelli assistenziali:
Dall'accesso iniziale presso il Punto Unico di Accesso (PUA) della Casa della Comunità Hub o Spoke, l'infermiere conduce una prima stratificazione del rischio clinico e socio-familiare, integrando i dati di distretto per identificare i nuclei in condizioni di fragilità biologica e materiale20.
All'interno dell'équipe territoriale di base, l'IFeC collabora quotidianamente con il Medico di Medicina Generale e con il Pediatra di Libera Scelta, attuando i bilanci di salute metabolici ed eseguendo la diagnostica strumentale di primo livello garantita dagli standard di prossimità, quali elettrocardiogrammi di controllo, esami point-of-care ed esami di funzionalità respiratoria7.
Nei quadri di severa complessità clinica, l'IFeC garantisce il raccordo diretto con le strutture di secondo e terzo livello, coordinando i flussi informativi verso i Centri di Diabetologia e Nutrizione Clinica, nonché gli accessi ai protocolli pre e post-operatori della chirurgia bariatrica11.
Infine, l'infermiere estende la presa in carico alla sfera extrasanitaria promuovendo la cosiddetta "prescrizione sociale": collabora con le istituzioni scolastiche per progetti di contrasto alla sedentarietà infantile, attiva i percorsi comunali di Attività Fisica Adattata (AFA), coordina gruppi di cammino territoriali e orienta le famiglie verso reti assistenziali alimentari dedicate per soggetti a basso reddito5.
Questo modello proattivo e di prossimità modifica radicalmente l'impatto economico delle cronicità: le evidenze evidenziano che gli interventi di prevenzione primaria e secondaria guidati dal personale infermieristico producono un elevato ritorno di investimento sanitario (return on investment), riducendo ospedalizzazioni incongrue, accessi in emergenza e complicanze invalidanti che incidono pesantemente sul bilancio sanitario complessivo12.
Prospettive evolutive
I dati epidemiologici PASSI e OKkio alla SALUTE confermano che l'eccesso ponderale rappresenta una vera emergenza sistemica per l'Italia, caratterizzata da radici biologiche precoci e marcate sperequazioni sociali1. La riforma introdotta dalla Legge 149/2025 e l'avvio operativo dell'Osservatorio per lo studio dell'obesità e del Registro Nazionale del Diabete offrono la cornice giuridico-istituzionale per sancire il passaggio dalla consapevolezza epidemiologica all'effettiva erogazione dei diritti assistenziali nei LEA.
Per colmare la distanza che separa la norma dalla pratica quotidiana, la sanità pubblica deve garantire l'accesso universale alle opzioni terapeutiche validate, estendendo la rimborsabilità dei trattamenti farmacologici avanzati a tutti gli individui affetti da obesità patologica2. In questo orizzonte evolutivo, la professione infermieristica si colloca quale attore insostituibile: padroneggiando un assessment clinico avanzato, gestendo con sicurezza la terapia incretinica, praticando un'educazione terapeutica motivazionale immune da pregiudizi e coordinando le reti territoriali del DM 77/2022, la figura infermieristica trasforma le Case della Comunità in presidi capaci di restituire dignità, salute ed equità di cura alla persona con obesità12.
Bibliografia
- Quotidiano Sanità: il quotidiano online di informazione sanitaria, https://www.quotidianosanita.it/
- Obesità. Il 43% degli adulti e il 29% dei bambini italiani è in eccesso, https://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/obesit-il-43-degli-adulti-e-il-29-dei-bambini-italiani-in-eccesso-ponderale-sio-ora-cure-diventino-accessibili/
- SIMDO_CS2_2026 (1).docx
- La Legge 3 ottobre 2025, n. 149: il riconoscimento dell'obesità come, https://www.bollettinoadapt.it/la-legge-3-ottobre-2025-n-149-il-riconoscimento-dellobesita-come-malattia-cronica/
- Obesità riconosciuta come malattia cronica: cosa cambia con la, https://www.misterlex.it/doc/obesita-riconoscimento-malattia-cronica/
- Obesità. Istituito l'Osservatorio per lo studio: il decreto pubblicato in, https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/obesita-istituito-losservatorio-per-lo-studio-il-decreto-pubblicato-in-gazzetta-ufficiale/
- CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO, https://www.consiglioveneto.it/documents/34871/1e4b1d38-d18e-68ce-d31e-9b71086d8039
- Obesità: dopo la legge 149 serve l'accesso alle cure - OK-Salute, https://www.ok-salute.it/news/obesita-dopo-la-legge-149-la-sfida-e-garantire-accesso-alle-cure-e-presa-in-carico/
- Scarica il fascicolo completo - JAMD, https://jamd.it/wp-content/uploads/2025/09/AMD_file_unico_3-25_con_copertina1_compressed.pdf
- DM 77. Il risk management nel contesto territoriale - Quotidiano Sanità, https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/dm-il-risk-management-nel-contesto-territoriale/
- Competenze specifiche dell'infermiere in diabetologia - Nurse24.it, https://www.nurse24.it/dossier/diabete/competenze-specifiche-infermiere-diabetologia.html
- Il ruolo dell'infermiere nella prevenzione, screening e gestione dell, https://www.infermieriattivi.it/studenti/patologie/7453-obesita-infantile-una-sfida-sistemica.html
- Farmaci per dimagrire e importanza di affidarsi a medici e infermieri, https://www.assocarenews.it/farmaci-per-dimagrire-e-importanza-di-affidarsi-a-medici-e-infermieri-cosa-sapere-davvero-prima-di-mettersi-in-forma-per-lestate-e-qual-e-il-loro-ruolo-specifico/
- Mounjaro (tirzepatide): come funziona per diabete e peso, https://www.farmaciasoccavo.it/blog/mounjaro-tirzepatide-guida-completa-al-farmaco-innovativo-per-diabete-tipo-2-e-gestione-del-peso
- progetto - confronto clinico paziente giovane affetto da psoriasi - DTSH, https://www.dtsh.it/wp-content/uploads/2026/01/fascicolo-dtsh-opinion-3-25.pdf
- HarDoctor News, il Blog di Carlo Cottone (Marsala) - Okmedicina, https://www.okmedicina.it/paginaMedico.php?user=46557
- OSDI - Operatori Sanitari di Diabetologia Italiani, https://www.osdi.it/?op=associazione
- Gestione del diabete: gli infermieri fanno la differenza, https://www.diabete.com/nella-gestione-del-diabete-gli-infermieri-fanno-la-differenza/
- “Obesity stigma? No, grazie.” Come riconoscere ed evitare lo stigma, https://medicioggi.it/aree-terapeutiche/endo-diabete/obesity-stigma-no-grazie-come-riconoscere-ed-evitare-lo-stigma-sociale-dellobesita/
- Case di comunità H24, Infermiere di famiglia e Farmacie presidio Ssn, https://www.quotidianosanita.it/governo-e-parlamento/la-riforma-della-sanit-territoriale-in-gazzetta-ecco-come-cambier-l-assistenza-extra-ospedaliera-case-di-comunit-h-infermiere-di-famiglia-e-farmacie-presidio-ssn/
- LE ÉQUIPE MULTIPROFESSIONALI E MULTIDISCIPLINARI NELLE, https://storagehub.homnya.net/cmsimage/2026/07/multidisciplinari_nelle_case.pdf
- L'infermiere case manager nella nuova assistenza territoriale, https://trendsanita.it/infermiere-case-manager/
- Legge 3 ottobre 2025 n. 149 - Disposizioni per la prevenzione e la, https://www.omceovenezia.it/notizie/notizie/news/13050-legge-3-ottobre-2025-n-149-disposizioni-per-la-prevenzione-e-la-cura-dellobesita
