Summer Anxiety

Mentre fuori le città si svuotano, i social si riempiono di foto di tramonti sul mare e risate in spiaggia o in vacanza con familiari e amici. Queste immagini di spensieratezza e gioia che l’immaginario collettivo associa alla bella stagione, tuttavia, ci raccontano solo una parte della verità.

Per molte persone, infatti, l'arrivo dell'estate non coincide automaticamente con una sensazione di sollievo, ma al contrario è un qualcosa di più simile a un senso di oppressione difficile da spiegare. 

E così, se da una parte c'è chi attende questi mesi per staccare la spina e divertirsi, dall’altra c’è chi vede l’estate come un lungo percorso a ostacoli fatto di aspettative sproporzionate e un'improvvisa mancanza di punti di riferimento.

Provare disagio quando la società ci impone in qualche modo di provare invece felicità e spensieratezza è un'esperienza più comune di quanto si creda che può essere definita con l’espressione Summer Anxiety.

Cos'è la Summer Anxiety

La Summer Anxiety non è una categoria nosografica ufficiale del DSM, ma un'espressione descrittiva ampiamente condivisa in ambito psicologico e divulgativo che racconta perfettamente le emozioni che una parte delle persone prova durante l’estate.

Ci racconta di un disagio vero; dipinge un quadro reale fatto di stress emotivo e psicofisico che si presenta in modo ricorrente durante questi mesi; ci parla di uno stato d’animo che spesso viene vissuto con vergogna o senso di colpa, proprio perché in aperto contrasto con il mood gioioso che la stagione dovrebbe assumere.

In questo contesto, molte persone possono ritrovarsi a dover fare i conti con diverse pressioni: 

  • l’ansia da confronto e la sensazione costante che gli altri stiano vivendo un'estate più ricca, divertente e appagante della propria
  • la paura di restare esclusi che porta a credere di essere tagliati fuori da eventi, uscite o momenti di socialità significativi
  • il disagio legato all'aspetto fisico e all'esposizione del proprio corpo, accentuato dall'abbigliamento leggero e dalla cultura della cosiddetta "prova costume".

Ma non solo.

Il nesso tra ansia e caldo

Oltre alle dinamiche psicologiche, l'ansia estiva ha basi fisiologiche e biologiche concrete. Il nostro organismo, infatti, risponde alle alte temperature con adattamenti che possono interferire con il sistema nervoso: l'aumento della frequenza cardiaca, la sudorazione più abbondante, i cali di pressione e il senso di affanno sono risposte fisiologiche del tutto normali al calore. 

Tuttavia, il cervello può fraintendere questi segnali. Per chi ha una predisposizione all'ansia, un battito accelerato causato dal caldo viene facilmente interpretato come l'imminenza di un attacco di panico o di un pericolo indefinito, innescando un vero e proprio corto circuito somatico.

Per di più, d’estate l'aumento delle ore di luce solare può incidere sul nostro orologio biologico. L'alterazione dei ritmi circadiani influisce sulla produzione di melatonina (l'ormone del sonno) e di serotonina (il neurotrasmettitore che regola l'umore). Dormire meno o peggio a causa del caldo può ridurre le capacità di regolazione emotiva, rendendo la nostra mente più vulnerabile allo stress.

Proprio al calore e all’aumento delle ore di luce è legato il Disordine Affettivo Stagionale (SAD). Sebbene sia comunemente associato all'inverno, la letteratura scientifica riconosce anche la SAD estiva. 

Si tratta di una forma di depressione stagionale caratterizzata da inappetenza, insonnia e un diffuso senso di malessere, e alimentata anche dal cambio di routine che può trasformarsi per alcune persone in un senso di sradicamento, in un periodo in cui il tempo vuoto rischia di diventare uno spazio in cui i pensieri intrusivi prendono il sopravvento.

Summer Anxiety tra pressione sociale, social e FOMO

L'estate moderna soffre di una grande illusione: l'obbligo di dover vivere un'esperienza memorabile a tutti i costi. 

Se durante il resto dell'anno ci sentiamo protetti e al sicuro nella nostra routine quotidiana, la bella stagione spalanca le porte al confronto continuo, amplificato dai social media dove assistiamo alla vita degli altri. 

L’iperstimolazione e la costante esposizione a vacanze perfette e a corpi scolpiti trasformano i mesi estivi in una sorta di gara a chi la vive meglio, dove la posta in gioco è la nostra autostima. 

La “dittatura del divertimento” e il mito delle vacanze perfette

Esiste una vera e propria norma sociale non scritta che impone il divertimento e la spensieratezza estiva. Non essere entusiasti delle vacanze (pur esistendo prove che affermano che viaggiare ci rende felici), preferire la tranquillità o semplicemente non avere progetti o vacanze in programma per la stagione sono tutte cose che vengono percepite come un fallimento. 

Questa "dittatura del divertimento" trasforma il riposo in un dovere prestazionale, dove anche il relax deve essere documentato e mostrato come prova di una vita felice e appagante.

I social network agiscono come cassa di risonanza in tutto questo, alimentando la FOMO (Fear Of Missing Out) ovvero la paura di perdersi qualcosa. 

Vedere continuamente storie di feste, viaggi ed esperienze divertenti crea un'alterazione della realtà. 

Tendiamo a dimenticare che ciò che viene pubblicato è solo una piccola parte di vita, una selezione minuziosamente curata e priva di momenti morti, imprevisti o banalità quotidiane che possono caratterizzare l’esistenza di chiunque.

Come contrastare la Summer Anxiety

Ma c’è un modo per contrastare la Summer Anxiety, per riprendere in mano il controllo della nostra vita e vivere questa stagione con serenità e nel rispetto dei nostri bisogni, dei nostri desideri e del nostro modo di essere. 

Abolire gli standard estetici e il mito della "prova costume"

Partire dall’abolizione di queste due pressioni sociali principali è l’inizio. Ridimensionarle significa anzitutto smantellare l'idea che serva avere un corpo specifico per "meritarsi" l'estate.

L'espressione "prova costume" risponde a logiche di marketing, non a criteri di salute o benessere. Spostare il focus da come il corpo appare a come il corpo si sente ci permette di ritrovare la nostra libertà.

Ridimensionare le aspettative e accettare la realtà

Il secondo passo è decostruire l'idea che l'estate debba essere straordinaria, sempre e a tutti i costi. Dovremmo imparare ad accettare che ci saranno giornate noiose, faticose o prive di eventi significativi, anche se è estate. 

In fondo, parliamo di una stagione dell'anno proprio come tutte le altre, e il modo in cui la viviamo non determina la qualità della nostra vita.

Ridurre il tempo trascorso sui social

Consumare di continuo contenuti sui social e scrollare senza fine tra foto e video è praticamente come versare benzina sul fuoco. 

Limitare l'uso delle piattaforme digitali durante le vacanze o i fine settimana può aiutarci a ridurre il carburante dell'ansia da confronto. 

Impariamo a spostare l'attenzione sul nostro presente anziché sulle esperienze altrui.

Proteggere i propri ritmi senza sensi di colpa

Mantenere una micro-routine, come orari di sonno regolari, pasti equilibrati, piccole abitudini personali, può aiutarci a garantire quel senso di quotidianità e regolarità che spesso l'estate rischia di dissolvere. 

Non dobbiamo per forza fare le ore piccole se non abbiamo voglia, non dobbiamo stravolgere le nostre abitudini se questo ci fa stare male, e non dobbiamo fare cose che non vogliamo fare solo per vivere l’estate che la società vuole per noi. 

Dare valore al riposo senza spettacolarizzarlo

La mercificazione del tempo libero e il dover mostrare a tutti i costi la propria vita non danno valore al riposo. 

Riposare significa ricaricare le energie, non accumulare contenuti da mostrare agli altri. Trascorrere un pomeriggio a leggere, praticare un hobby in solitudine, guardare la nostra serie TV preferita o non fare assolutamente nulla ha esattamente lo stesso valore di un'escursione o di una festa in spiaggia, se è ciò di cui il nostro corpo e la nostra mente hanno bisogno in quel momento.

Non esiste un modo giusto o obbligatorio di vivere l’estate: esiste solo il modo che rispetta i tempi, le energie, la personalità e la sensibilità di ciascuna persona.

Fonti

 

Foto di Luca Volpe Productions

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