Per la maggior parte delle persone le ferie sono il momento più atteso dell’anno. Arrivano le vacanze e finalmente ci si può riposare, rilassare, dedicare a qualsiasi altra cosa che non sia il lavoro.
C’è però un aspetto potenzialmente negativo in tutto questo, l’unico problema che potremo effettivamente dover affrontare: il ritorno alla quotidianità.
Riprendere la routine, dopo aver vissuto a un ritmo totalmente diverso rispetto al solito e dopo aver riscoperto cose che ci fanno stare bene, non sempre è facile e immediato. Spesso e volentieri le persone si ritrovano a dover trascorrere sin dal giorno post vacanze momenti all’insegna della malinconia, magari anche in balia dell’ansia, dell’irritabilità o ancora dell’insonnia e della stanchezza.
È proprio in queste circostanze che si parla di post-vacation blues, o sindrome da rientro. Vediamo insieme di cosa si tratta, quali sintomi porta con sé questo disturbo e come poter affrontare il rientro senza farci travolgere dalla tristezza.
Cos’è il post-vacation blues o sindrome da rientro
Il post-vacation blues non è una vera e propria patologia. Piuttosto parliamo di una condizione emotiva e psicologica che molte persone sperimentano al termine delle vacanze, e quindi generalmente momentanea.
Le persone che rimangono colpite dalla sindrome da rientro accusano soprattutto un calo dell’umore, legato al passaggio repentino da un periodo di libertà e piacere a uno scandito da doveri e responsabilità.
Tutto ciò avviene più frequentemente di quanto si possa pensare, e pare sia una comune reazione del nostro cervello che faticherebbe ad adattarsi a cambiamenti bruschi.
Quali sono i sintomi
I sintomi del post-vacation blues puoi riconoscerli facilmente. Una volta a casa ci si sente svogliati, nostalgici e meno motivati, e la sola idea di tornare agli impegni quotidiani genera una gran tensione.
Per non parlare poi della difficoltà di concentrazione al lavoro: la mente fatica a rientrare nel mood giusto, e vaga senza una meta precisa. Tutto questo porta inevitabilmente anche a disturbi del sonno e quindi stanchezza fisica e mentale, talmente elevata da far sentire, paradossalmente, più spossati di prima.
Ovviamente non tutte le persone vivono questi sintomi con la stessa intensità, i quali tendono a scomparire nel giro di una o due settimane, quando la routine si ristabilizza.
Perché proviamo tristezza al rientro delle vacanze?
Le cause del post-vacation blues possiamo legarle a quattro fattori:
- ambientali
- neurologici
- emozionali
- sociali.
Il principale è probabilmente quello ambientale. La fine delle vacanze equivale alla brusca interruzione di un contesto gratificante. Durante le ferie, abbiamo già detto, proviamo maggiore libertà, abbiamo più tempo per noi e per dedicarci ad attività piacevoli. Al rientro, tutto questo scompare.
Passiamo all’aspetto neurologico: in vacanza il cervello produce più dopamina e serotonina, neurotrasmettitori che regolano il piacere e l’umore. Una volta tornati, i livelli si abbassano e quella sensazione di benessere inevitabilmente va scemando.
Un altro elemento da non sottovalutare sono poi le emozioni, le aspettative che ciascuno ha. Più le vacanze sono state perfette, più il contrasto con la vita di ogni giorno può sembrare insopportabile.
Infine, c’è il fattore sociale. Il rientro coincide spesso con il ritorno a impegni che richiedono molte energie: lavoro, scuola, famiglia. Tutto ciò aumenta la percezione di pressione e riduce quella di libertà.
Come prevenire il post-vacation blues
Provare tristezza al rientro delle vacanze non è qualcosa di cui bisogna preoccuparsi più di tanto, almeno non se questa sensazione svanisce nel giro di qualche giorno. È infatti comprensibile sognare di vivere in vacanza per sempre, anche se ogni persona è consapevole dell’irraggiungibilità di questo sogno in modo permanente.
Provare la sindrome da rientro è quindi ok. Possiamo però ridurre l’impatto che questo ha su di noi e sulle nostre emozioni una volta a casa.
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Prepariamoci al rientro con anticipo
Una cosa che molte persone fanno è rientrare dalle vacanze il giorno prima di riprendere a lavorare. Questo potrebbe essere un errore perché non dà al cervello il tempo di prepararsi e adattarsi al cambiamento.
L’ideale sarebbe lasciare almeno uno o due giorni cuscinetto tra il viaggio e il ritorno alla quotidianità. Questo tempo può essere usato per disfare le valigie, riordinare casa e recuperare i ritmi del sonno.
Un’altra cosa che può aiutare è anche programmare il rientro in un giorno che non sia il lunedì, nel mezzo della settimana. In questo modo, il ritorno al lavoro sarà più graduale e lo stacco meno netto.
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Riprendiamo la routine gradualmente
Mai pretendere di essere subito produttivi e al top! Nei primi giorni dopo le vacanze dovremmo essere più gentili con noi stessi e concederci il tempo di ricominciare gradualmente. Stabiliamo obiettivi realistici e facciamo le cose un po’ per volta, senza affannarci.
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Continuiamo a ritagliarci momenti per noi
Le vacanze sono finite, ma questo non vuol dire che è finito anche il tempo che possiamo dedicare a noi. L’errore, infatti, è pensare che il relax e i momenti di piacere siano da relegare solo alle ferie. È per questo che poi al ritorno sentiamo quel senso di perdita.
Invece, dovremmo sempre mantenere alcune piccole abitudini che magari abbiamo scoperto in ferie e ci hanno fatto stare bene.
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Ristabiliamo il nostro equilibrio tra lavoro e vita privata
Il rientro è anche un’occasione per riflettere su come bilanciare meglio le nostre giornate. Se il ritorno ci pesa così tanto, forse la nostra routine non era un granché nemmeno prima.
Impariamo a stabilire confini chiari tra lavoro e vita privata, chiudiamo il computer a un’ora precisa, evitiamo di rispondere alle e-mail di sera e dedichiamo spazio ad attività che ci ricaricano. Avere un buon work-life balance è essenziale.
Il rientro non è la fine di qualcosa di bello
Il problema è che spesso viviamo il ritorno alla quotidianità come la fine di qualcosa di bello. In realtà, dovremmo cambiare modo di vedere la cosa. Le vacanze, almeno quelle lunghe, non dovrebbero essere aspettate tutto l’anno come l’unico momento piacevole da vivere in 365 giorni, non dovrebbero restare isolate ed essere ricordate con nostalgia.
Impariamo ad apprezzare le giornate che viviamo ogni giorno e arricchiamole con ciò che ci rende felici.
Se in vacanza abbiamo scoperto che una passeggiata mattutina ci rilassa, che stiamo meglio senza controllare il telefono ogni cinque minuti, che ci piace mangiare uova strapazzate al mattino o qualsiasi altra cosa, continuiamo a farlo!
Il post-vacation blues, in questo senso, potrebbe anche essere un segnale che ci invita a riflettere sul nostro stile di vita. Perché forse non ci serve una vacanza più lunga, ma solo una quotidianità più sana.
