Il biofilm come dice il termine è uno strato sottile di origine biologica, ma nel nostro caso è colonizzato da microrganismi la sua identificazione ha richiesto di superarare barriere concettuali e tecnologiche.

Il primo concetto è il passaggio da immaginare i batteri diffusi come se fossero plancton a batteri diffusi su di ed entro una superficie, poi il secondo concetto è identificarli come tali e non è stato semplice.

Il biofilm non necessarimanete si vede ad occhio nudo ed un analisi microbiologica del biofilm può dare esito negativo e perchè i batteri sono pochi e perchè il laboratorio non si aspetta di dover analizzare microrganismi inclusi in una matrice.

Una volta che identifica il concetto di biofilm nelle ferite croniche iniziano gli studi e questi sono orientati alla conprensione di alcuni principi come:

i meccanismi che impediscono ai microrganismi di essere attaccati dagli antibiotici,

i meccanismi che impediscono ai disinfettanti e agli antibiotici di agire,

i meccanismi con cui il biofilm si crea e difente i batteri inclusi e come questi agiscono contro i leucociti,

i meccanismi per cui il biofilm mantiene la ferita in uno stato di cronicità permanente.

Il biofilm è solo una parte del meccanismo che porta ad una ferita cronica ma una volta che abbiamo una ferita cronica l'identificazione del biofilme la sua rimozione sono passaggi determinanti.

Nella sezione downloads può scaricare l'ultimo documento di consenso condiviso al WUWHS2016 (LINK).

Tratta dal documento GESTIONE DEL BIOFILM (LINK), l'immagine presenta come il biofilm agisce sulla ferita cronica.

ipotesi fisiopatologia lesione cronica

 

Gli sviluppi avendo la consapevolezza della sua esistenza sono arrivati ad un documento di consenso internazionale e portano ad alcune considerazioni verso il biofilm come ad esempio impedirne la formazione e se presente come rimuoverlo.

La presenza del biofilm potrebbe non essere riconosciuta, un analisi di laboratorio potrebbe metterci tempo o dare falsi negativi, al WUWHS2016 di firenze in un angolino era presente uno stand dove i rappresentanti erano inglesi e non parlavano italiano ma il test veloce era talmente semplice e dava una risposta in 10 minuti.

test proteasi

Sapere che la superfice della ferita è colonizzata ci aiuta a decidere se è presente un biofilm.

La rimozione per detersione che spesso viene raccontata con una siringa o un flacone di plastica con ago senza sapere con che pressione stiamo agendo, oggi ci sono delle soluzioni tecnologiche.

debridement

Sappiamo che per una detersione efficace della ferita è necessario che ci sia una determinata pressione di circa 8-13 psi, ma solo una macchina può restituirci in informazione precisa.

In pratica un piccolo compressore con una pressione calibrata bene, a occhio mi sembra ancora ingombrante ma gli sviluppi tecnologici ci porteranno a macchine più piccole, agevoli e più trasportabili.

Gli ultimi documenti di consenso internazionali li trovi su Wounds International (LINK)

 

 

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