La sepsi rappresenta una delle emergenze sanitarie più critiche e complesse del panorama clinico contemporaneo. A livello globale, le stime dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) indicano un'incidenza annua di circa 48,9-50 milioni di casi, con circa 11 milioni di decessi correlati.4 Molti dei pazienti che sopravvivono a un episodio settico vanno incontro a sequele a lungo termine, con un impatto devastante sulla qualità della vita e un elevato tasso di reospedalizzazione.3
Questi numeri impongono una riflessione profonda, per questo ho voluto creare un focus di approfondito con Gemini Pro come alleato: utile per fare sintesi delle ultime evidenze internazionali e offrire agli infermieri una bussola clinica chiara per la gestione di questa emergenza.
Ascolta "Management clinico-assistenziale della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto" su Spreaker.Impatto epidemiologico e rilevanza clinica della sepsi
La sepsi viene definita come una disfunzione d'organo pericolosa per la vita, causata da una risposta disregolata dell'ospite a un'infezione, la sepsi costituisce una condizione patologica tempo-dipendente in cui la rapidità del riconoscimento e l'adeguatezza del trattamento iniziale condizionano direttamente la sopravvivenza del paziente.1
La polmonite si conferma la sorgente infettiva più comune, rappresentando tra il 35,8% e il 41,8% dei casi complessivi.6 Sebbene la maggior parte delle sepsi sia di natura batterica, la sepsi di origine fungina costituisce circa il 20% dei casi ed è associata a un tasso di mortalità drammaticamente elevato, compreso tra il 40% e il 60%.6 Tale valore supera la letalità delle infezioni batteriche o virali standard, attestate intorno al 30%, e si allinea alla mortalità della sepsi nosocomiale causata da patogeni resistenti agli antibiotici.6 Un ulteriore elemento di complessità diagnostica risiede nel fatto che, in circa la metà dei pazienti settici, non viene identificato alcun patogeno definitivo tramite le colture tradizionali.6
In questo scenario, la risposta del sistema sanitario deve strutturarsi attraverso reti cliniche integrate che colleghino l'assistenza primaria, i servizi pre-ospedalieri, i dipartimenti d'emergenza e le terapie intensive.4
Per fronteggiare questa emergenza, la 70ª Assemblea Mondiale della Sanità ha adottato la risoluzione WHA70.7, esortando i paesi membri a migliorare la prevenzione, la diagnosi e il management clinico della sepsi.4 In Europa, l'adozione di piani d'azione nazionali, come il Belgian Sepsis National Action Plan (BE-SNAP) del 2024, dimostra la necessità di un approccio programmatico che unisca la sensibilizzazione pubblica alla definizione di indicatori di qualità clinica.7
In Italia, questo sforzo si traduce nel progetto SIS-NET, finanziato con fondi PNRR emanati dall'Istituto Superiore di Sanità e coordinato dall'Università di Palermo, volto a costituire reti cliniche di monitoraggio epidemiologico e di contrasto alle infezioni severe e alla sepsi.9
L'infermiere, operando in prima linea in tutti i contesti di cura, ricopre un ruolo cardine nel monitoraggio continuo, nella rilevazione precoce dei segni di deterioramento e nell'applicazione tempestiva dei protocolli terapeutici standardizzati.2 La competenza infermieristica nell'utilizzo di scale di valutazione strutturate e nella gestione della fase pre-analitica dei prelievi microbiologici rappresenta il fattore determinante per l'attivazione dei percorsi clinici salvavita.2
Screening, Sistemi di Early Warning e stratificazione del rischio clinico
L'identificazione precoce del paziente con sospetta sepsi rappresenta il presupposto indispensabile per l'avvio della terapia tempo-dipendente.1 Storicamente, i criteri per la sindrome da risposta infiammatoria sistemica (SIRS), basati su alterazioni di temperatura, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria e conta leucocitaria, hanno mostrato un'elevata sensibilità ma una scarsa specificità, conducendo a frequenti falsi positivi e a un sovraccarico dei sistemi di emergenza.6
Con la definizione dei criteri Sepsis-3, l'attenzione si è focalizzata sulla valutazione rapida della disfunzione d'organo.10 Il punteggio quick Sequential Organ Failure Assessment (qSOFA), introdotto come strumento di screening rapido al letto del paziente, ha mostrato tuttavia limiti significativi in termini di sensibilità.13 Studi osservazionali condotti su ampie coorti di pazienti hanno evidenziato come il qSOFA fallisca nell'identificare circa i due terzi dei pazienti settici all'ammissione in Pronto Soccorso, dimostrando una performance predittiva inferiore rispetto ad altri sistemi di triage.13
Per ovviare a questi limiti, le raccomandazioni internazionali e nazionali — incluse le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE NG51) — indicano il National Early Warning Score 2 (NEWS2) come lo strumento gold standard per l'identificazione del deterioramento clinico del paziente con sospetta infezione.15
Il NEWS2 si basa sulla misurazione di sei parametri fisiologici, integrando una valutazione differenziata della saturazione di ossigeno per i pazienti con insufficienza respiratoria ipercapnica nota o sospetta (come nei soggetti affetti da Bronco-Pneumopatia Cronica Ostruttiva - BPCO) e attribuendo un punteggio aggiuntivo in caso di ossigenoterapia in corso.15
L'applicazione clinica del NEWS2 deve guidare l'infermiere nell'attivazione di percorsi di escalation assistenziale precoci.15 Un punteggio globale pari o superiore a 5, in presenza di un'infezione nota o fortemente sospetta, impone l'immediata rivalutazione medica e l'avvio delle indagini diagnostiche per sepsi.15
Questo approccio si allinea con l'impiego di strumenti promossi dall'OMS, come l'Interagency Integrated Triage Tool (IITT) e i protocolli di Basic Emergency Care (BEC), che classificano le presentazioni cliniche compatibili con la sepsi e lo shock settico al massimo livello di priorità (codice rosso/emergenza), richiedendo un intervento immediato per ridurre la mortalità.4
La stratificazione del rischio deve inoltre tenere conto di specifici fattori anamnestici e clinici che aumentano la vulnerabilità del paziente a sviluppare complicanze severe o morte.15 L'algoritmo clinico integrato identifica come soggetti ad alto rischio 15:
- Individui di età pari o superiore a 75 anni 15;
- Pazienti immunocompromessi, oncologici o sottoposti a chemioterapia attiva 7;
- Pazienti con recenti traumi, interventi chirurgici maggiori o procedure ospedaliere invasive 6;
- Soggetti sottoposti a terapia antibiotica recente o in atto 15;
- Portatori di dispositivi medici indwelling, quali accessi vascolari a lungo termine o cateteri urinari permanenti 6;
- Pazienti con documentata colonizzazione o pregressa infezione da microrganismi multiresistenti (MDR) 15;
- Soggetti con storia di tossicodipendenza per via endovenosa.15
L'algoritmo assistenziale "Sepsis Six" e la gestione temporale del paziente
Una volta identificata la sospetta condizione di sepsi, l'azione del team sanitario deve uniformarsi a protocolli operativi standardizzati e rigorosamente temporizzati.3 Lo strumento più accreditato per guidare la fase di rianimazione iniziale è il bundle Sepsis Six, sviluppato dal UK Sepsis Trust e recepito dalle linee guida NICE NG51 come l'insieme di interventi con la più solida base di prove scientifiche per ridurre la mortalità.1
Il Sepsis Six prevede l'esecuzione coordinata di sei interventi — tre di natura diagnostica e tre di natura terapeutica — che l'infermiere deve completare entro 60 minuti dall'identificazione del paziente (la cosiddetta golden hour) 1:
1. Somministrazione di ossigeno ad alto flusso
L'apporto di ossigeno deve essere modulato per garantire un'adeguata ossigenazione tissutale e prevenire il metabolismo anaerobico.20 Il target raccomandato di saturazione arteriosa dell'ossigeno è pari al 94-98% nei pazienti adulti sani, mentre deve essere ridotto all'88-92% nei soggetti a rischio di insufficienza respiratoria ipercapnica, come i pazienti affetti da Bronco-Pneumopatia Cronica Ostruttiva (BPCO).12
2. Esecuzione di emocolture ed esami colturali
Il prelievo di campioni microbiologici rappresenta un passaggio critico di esclusiva responsabilità infermieristica.2 Devono essere eseguiti almeno due set di emocolture (da due siti di prelievo venoso distinti, ciascuno comprendente un flacone per aerobi e uno per anaerobi) prima della somministrazione della terapia antibiotica.12
È fondamentale che l'esecuzione del prelievo non ritardi l'inizio della terapia antibiotica oltre il limite dei 60 minuti.3 Inoltre, devono essere campionati altri potenziali focolai infettivi (urine, escreato, secrezioni da ferite, liquido cerebrospinale) sulla base del sospetto clinico.12
3. Somministrazione di antibiotici a largo spettro per via endovenosa
La tempestività della terapia antibiotica empirica ad ampio spettro è direttamente correlata alla riduzione della mortalità intraospedaliera.6 Ogni ora di ritardo nella somministrazione dell'antibiotico appropriato raddoppia il rischio di progressione verso lo shock settico e il decesso.6 L'infermiere deve garantire la pervietà di un accesso venoso sicuro e la corretta preparazione e infusione del farmaco secondo i protocolli di Antimicrobial Stewardship locali.3
4. Avvio di un'idratazione endovenosa aggressiva
In presenza di ipotensione o di livelli elevati di lattato sierico > o uguale a 4 mml/L è mandatorio avviare una tempestiva rianimazione volemica mediante l'infusione rapida di soluzioni cristalloidi isotoniche alla dose di 30 mL/kg di peso corporeo ideale.6 L'infermiere deve monitorare costantemente la tolleranza al carico idrico per evitare complicanze quali l'edema polmonare acuto, valutando l'efficacia clinica attraverso il monitoraggio della pressione arteriosa media (MAP), che deve essere mantenuta a un valore > o uguale a 65 mmHg.6
5. Misurazione del lattato sierico
Il lattato è un marcatore biochimico cruciale di ipoperfusione tissutale e ipossia cellulare.6 Un valore iniziale > di 2 mml/L richiede una ripetizione del dosaggio entro 2-4 ore per valutare la clearance del lattato in risposta alla terapia idrica e vasopressoria.21 La riduzione dei livelli di lattato rappresenta uno dei principali indicatori di efficacia della rianimazione precoce.21
6. Monitoraggio accurato della diuresi oraria
La riduzione del flusso urinario è un indicatore precoce di ipoperfusione renale e di imminente danno renale acuto (AKI) associato a sepsi.6 Nei pazienti instabili o che richiedono una rianimazione volemica aggressiva, è raccomandato il posizionamento di un catetere vescicale a permanenza per consentire la misurazione oraria della diuresi.6 Il target terapeutico minimo è rappresentato da una diuresi > 0,5 mL/kg/h.6
Se il paziente non risponde alla terapia idrica iniziale con il ripristino della stabilità emodinamica e della perfusione tissutale, si configura lo stato di shock settico.6 In questa fase, l'infermiere deve collaborare prontamente per l'infusione di farmaci vasopressori, tra cui la noradrenalina rappresenta la scelta di prima linea per mantenere la MAP > o uguale 65 mmHg.14
Nei casi di ipoperfusione persistente con disfunzione miocardica documentata, nonostante un adeguato ripristino volemico e l'uso di vasopressori, può essere associato il supporto inotropo con dobutamina.14 Il monitoraggio continuo dei parametri vitali e neurologici, unitamente alla rivalutazione seriale dei lattati, consente all'infermiere di documentare la risposta clinica al trattamento e di prevenire l'insufficienza multiorgano (MODS).4
La Linea Guida Italiana SIAARTI / ISS 2024 e la Diagnostica Rapida
Nel contesto regolatorio e clinico italiano, la gestione della sepsi ha registrato un avanzamento fondamentale con la pubblicazione delle nuove "Linee Guida sul Management della Sepsi e dello Shock Settico nel Paziente Adulto", emanate il 18 luglio 2024 sul portale del Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG) dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS).22 Elaborato dalla Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva (SIAARTI) in collaborazione con le principali società scientifiche nazionali (AMCLI, SIM, SIMEU, SIMIT, SITA e SIF), il documento si propone di implementare aree parzialmente o scarsamente rappresentate all'interno delle linee guida internazionali della Surviving Sepsis Campaign 2021.22
Il nucleo innovativo della linea guida SIAARTI 2024 risiede nella forte valorizzazione della diagnostica microbiologica rapida per abbattere il Turn Around Time (TAT), ovvero il tempo necessario per giungere all'identificazione del patogeno e alla determinazione del relativo profilo di sensibilità agli antibiotici.22
L'obiettivo clinico è ridurre drasticamente l'intervallo temporale in cui il paziente è sottoposto a terapia empirica ad ampio spettro, consentendo una transizione precoce verso una terapia mirata (de-escalation o escalation mirata), riducendo la mortalità, la degenza ospedaliera e i costi associati alla cura dei pazienti critici.9
Le linee guida raccomandano l'introduzione sistematica di test diagnostici rapidi fenotipici e molecolari in aggiunta alle tecniche colturali tradizionali, analizzando robusti dati di letteratura che dimostrano l'efficacia di queste tecnologie nel ridurre il TAT 14:
- Spettrometria di massa MALDI-TOF MS: Consente l'identificazione rapida delle specie microbiche a partire da emocolture positive o dopo incubazione a breve termine.25
- Test rapidi di suscettibilità antimicrobica (AST rapidi): Riducono il tempo necessario per ottenere l'antibiogramma rispetto alle metodiche tradizionali.25
- Metodi di incubazione a breve termine e sistemi integrati: Lo studio di Lin et al. ha dimostrato che l'uso combinato di MALDI-TOF MS e sistemi automatizzati (come il sistema Vitek) riduce il tempo medio di completamento diagnostico da minuti ( giorni) delle metodiche convenzionali a minuti ( giorni) con l'approccio rapido, risparmiando in media minuti ( giorni).25
- Sistemi di analisi ultrarapidi: Ulteriori evidenze dimostrano che sistemi automatizzati di identificazione rapida consentono di ottenere una diagnosi microbiologica definitiva in meno di 35 minuti dall'accertamento della positività del flacone di emocoltura, a fronte delle almeno 36 ore richieste dai metodi colturali standard.25
Per gli infermieri, questa evoluzione tecnologica comporta una responsabilità cruciale nella gestione della fase pre-analitica.2 L'accuratezza nel prelievo delle emocolture, il rigoroso rispetto delle norme di asepsi per evitare contaminazioni da parte di microrganismi commensali della cute (che genererebbero falsi positivi nei test molecolari ultrarapidi) e la tempestività nel trasporto dei campioni al laboratorio rappresentano requisiti indispensabili per non vanificare i vantaggi offerti dalle moderne tecnologie diagnostiche.12
Le nuove linee guida internazionali Aprile 2026 e l'evoluzione del trattamento
La gestione clinica della sepsi ha registrato un ulteriore, importante aggiornamento con la pubblicazione delle nuove linee guida internazionali nell'aprile 2026.18 Questo documento recepisce le evidenze scientifiche maturate negli ultimi anni, introducendo innovazioni significative che modificano i paradigmi di trattamento consolidati e ridefiniscono il ruolo dei professionisti nei diversi contesti di cura.18
Le principali novità introdotte dalle linee guida internazionali del 2026 includono 18:
1. Trattamento antibiotico ultra-precoce e pre-ospedaliero
Viene raccomandato di accelerare al massimo la somministrazione della prima dose di antibiotico, prevedendone l'infusione direttamente in fase pre-ospedaliera, ad esempio a bordo delle ambulanze o dei mezzi di soccorso avanzato del sistema 118, qualora i protocolli locali lo consentano e vi sia un forte sospetto clinico di shock settico.14
2. Diagnostica rapida al Point-of-Care (POCT)
Si promuove l'utilizzo esteso di test diagnostici rapidi eseguiti direttamente al letto del paziente o nei dipartimenti d'emergenza, mirati non solo all'identificazione del microrganismo ma anche alla rilevazione precoce di geni di resistenza batterica ancor prima che siano disponibili i risultati delle colture tradizionali.18
3. Fase di "de-resuscitazione" attiva
Rappresenta uno dei cambiamenti concettuali più rilevanti.18 Sebbene l'idratazione endovenosa rapida con cristalloidi rimanga la pietra miliare del trattamento iniziale per ripristinare la perfusione, le linee guida 2026 sottolineano la necessità di avviare tempestivamente una fase di de-resuscitazione mirata alla rimozione attiva dei liquidi in eccesso una volta superata la fase di shock.18 Questa strategia mira a prevenire le complicanze associate al sovraccarico idrico, quali l'edema interstiziale polmonare e sistemico, il peggioramento dello scambio gassoso e la disfunzione multiorgano indotta da congestione venosa.14
4. Valutazione strutturata dei fattori di rischio individuali
Viene posta grande enfasi sulla personalizzazione del trattamento empirico sulla base del profilo di rischio individuale del paziente.18 Prima di avviare terapie antibiotiche ad ampio spettro estremamente aggressive, l'équipe clinica deve valutare rigorosamente l'effettiva presenza di fattori di rischio per germi multiresistenti (MDR), quali pregresse colonizzazioni, uso prolungato di antibiotici o recenti degenze in reparti ad alta prevalenza di MDR.18 In assenza di tali fattori, è raccomandato un approccio mirato per evitare l'insorgenza di ulteriori resistenze, supportato da una stretta aderenza ai principi dell'antibiotic stewardship.3
Indirizzi regionali e programmazione locale: Il Caso dell'Emilia-Romagna
L'implementazione delle linee guida nazionali e internazionali richiede un recepimento formale da parte delle istituzioni regionali per adattare le raccomandazioni cliniche alle specificità organizzative dei diversi territori.3 La Regione Emilia-Romagna vanta un percorso consolidato di programmazione sanitaria mirato al contrasto della sepsi e delle infezioni correlate all'assistenza, strutturato a partire da progetti pionieristici e aggiornato costantemente alla luce delle più recenti evidenze scientifiche.30
Il punto di riferimento storico della programmazione regionale è rappresentato dal Progetto LaSER (Lotta alla sepsi in Emilia-Romagna), avviato nel 2007 dall'Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale nell'ambito del Programma Ricerca e Innovazione (PRI E-R) e formalizzato con la pubblicazione del Dossier n. 143/2007.31
Curato da esperti di rilievo come Moro, Resi, Peghetti e Melotti, il Progetto LaSER si proponeva di promuovere il trasferimento sistematico nella pratica clinica di quattro interventi di provata efficacia per ridurre la mortalità associata alla sepsi grave e allo shock settico 31:
- Il riconoscimento tempestivo del paziente critico;
- L'esecuzione appropriata della diagnosi microbiologica;
- L'inizio tempestivo della terapia antibiotica empirica;
- L'attuazione precoce della rianimazione emodinamica (Early Goal Directed Therapy).
Il Progetto LaSER ha dimostrato come la standardizzazione dei comportamenti clinici, supportata da programmi di formazione continua e audit clinici, consenta di ottenere una riduzione significativa della mortalità intraospedaliera.31
Negli anni, questo approccio si è evoluto integrandosi con il Piano Regionale di contrasto all'Antimicrobicoresistenza (PrCAR).15 A settembre 2024, il Gruppo di lavoro Antibiotici Territorio della Regione Emilia-Romagna ha pubblicato un documento tecnico di aggiornamento dedicato all'adozione sistematica dello score NEWS2 come strumento uniforme per identificare precocemente la gravità dei pazienti con patologia acuta e sospetta sepsi.15
Il documento definisce un algoritmo di riconoscimento e monitoraggio del paziente adulto, fornendo indicazioni chiare per la gestione assistenziale sia nel contesto territoriale sia in quello ospedaliero.15
Parallelamente, la sicurezza delle cure e la gestione del rischio clinico sono state integrate a livello aziendale attraverso l'adozione di piattaforme tecnologiche unificate.30 A partire dal 2023, le Aziende Sanitarie della regione, tra cui l'AUSL di Modena, utilizzano la piattaforma unica regionale per la segnalazione degli eventi avversi e dei quasi eventi (near miss), consentendo un'analisi sistematica delle criticità e la formulazione di piani di prevenzione mirati.30
Le attività di riduzione del rischio sono descritte nei piani aziendali per la sicurezza delle cure, deliberati annualmente in conformità con la Legge Gelli-Bianco (Legge 24/2017) e con le linee di indirizzo della Direzione Generale Cura della Persona, Salute e Welfare della Regione Emilia-Romagna.30
A testimonianza della rilevanza epidemiologica del fenomeno, i dati di sorveglianza regionale evidenziano variazioni significative nei patogeni emergenti.36 Ad esempio, per Haemophilus influenzae, dopo un trend in calo durato diversi anni a seguito della vaccinazione per il tipo b, si è assistito nell'ultimo biennio a un aumento dei casi di meningite e di sepsi nell'adulto, legato alla diffusione di forme non capsulate e capsulate di tipo e ed f.36
Tuttavia, i dati regionali mostrano anche una netta riduzione delle forme non identificate dal punto di vista microbiologico (scese dal 20,0% al 10,6%), a dimostrazione del significativo potenziamento delle capacità diagnostiche dei laboratori della rete regionale.36
Per sostenere lo sviluppo di queste competenze professionali, la regione ha investito massicciamente nella formazione e-learning dei professionisti sanitari.37 Da febbraio 2024, l'offerta formativa istituzionale si è arricchita con il lancio della nuova Collana FAD PNRR sul governo del rischio infettivo correlato alle attività assistenziali, all'interno della quale il "Corso 6 - Il contrasto alla sepsi" rappresenta lo strumento cardine per allineare le competenze di tutti gli operatori sanitari del territorio alle più recenti raccomandazioni cliniche.37
L'attenzione istituzionale verso la corretta gestione della sepsi si riflette anche nei sistemi di controllo amministrativo e qualitativo delle prestazioni ospedaliere.38 La rendicontazione analitica dei controlli sanitari sulle cartelle cliniche e sulle Schede di Dimissione Ospedaliera (SDO), un'attività obbligatoria richiesta annualmente dal Ministero della Salute e dalla Corte dei Conti, evidenzia come la sepsi rappresenti un indicatore prioritario di appropriatezza e complessità assistenziale.38
Nella seconda rilevazione per l'anno 2024, conclusasi il 5 dicembre 2025 su un totale di oltre 715.000 dimessi nel territorio regionale, sono state sottoposte a controllo qualitativo interno ed esterno ben 148.146 cartelle cliniche (pari al 21% dei ricoveri complessivi).38
All'interno di questi audit, i controlli mirati alla verifica della corretta codifica della diagnosi principale di sepsi hanno rappresentato il 3,0% delle verifiche interne e il 3,1% di quelle esterne.38
Questo rigore ispettivo risponde alla necessità di garantire la congruenza tra la complessità clinica documentata in cartella e la codifica della diagnosi principale di sepsi (SDO 995.91) in sostituzione di codici aspecifici come la febbre (SDO 780.6), che non riflettono il reale assorbimento di risorse assistenziali e la gravità della sindrome sistemica.39
Sintesi assistenziale ed implicazioni professionali per l'infermiere
Il ruolo dell'infermiere nella gestione della sepsi e dello shock settico si colloca al centro di un modello assistenziale multidisciplinare, proattivo e basato sulle migliori evidenze scientifiche disponibili.2 L'evoluzione delle linee guida nazionali ed internazionali, unitamente alle direttive di programmazione regionale, traccia un percorso chiaro per la pratica professionale quotidiana, strutturato intorno a precisi ambiti di competenza e responsabilità 11:
1. Responsabilità nello screening e nella sorveglianza attiva
L'infermiere deve abbandonare approcci empirici o non strutturati per l'identificazione del deterioramento clinico.1 L'utilizzo sistematico dello score NEWS2 rappresenta un dovere professionale in tutti i contesti assistenziali, consentendo di oggettivare la gravità del paziente e di attivare tempestivamente i canali di escalation medica e specialistica.15 La conoscenza dei criteri di vulnerabilità individuale permette di identificare i pazienti "fragili" prima che si instauri uno stato di shock manifesto.15
2. Competenza tecnica e sicurezza nella fase pre-analitica
L'efficacia della rivoluzione diagnostica delineata dalla linea guida SIAARTI 2024, volta all'abbattimento del Turn Around Time attraverso l'uso di tecnologie rapide come il MALDI-TOF MS, dipende interamente dalla qualità della fase pre-analitica gestita dall'infermiere.22
L'esecuzione corretta e sterile dei prelievi emocolturali, effettuata tassativamente prima dell'avvio della terapia antibiotica ed evitando contaminazioni esterne, garantisce l'affidabilità dei test molecolari e consente l'ottimizzazione precoce della terapia, salvando vite e riducendo lo sviluppo di resistenze farmacologiche.3
3. Rigore nell'applicazione temporale dei bundle terapeutici
La gestione della sepsi è regolata dal fattore tempo.1 L'infermiere deve coordinare l'applicazione del bundle Sepsis Six entro la prima ora dal riconoscimento della patologia, garantendo contemporaneamente il monitoraggio emodinamico, la somministrazione sicura dei farmaci e dei fluidi, e la valutazione rigorosa della risposta clinica (diuresi oraria, clearance del lattato, stabilità della pressione arteriosa).1
4. Consapevolezza dei nuovi paradigmi clinici
Il professionista deve integrare nella propria pratica clinica le raccomandazioni delle linee guida internazionali del 2026, partecipando attivamente alla pianificazione della fase di "de-resuscitazione" per evitare le complicanze da sovraccarico idrico nei pazienti stabilizzati, e collaborando strettamente all'applicazione dei principi di stewardship antimicrobica per preservare l'efficacia dei farmaci.3
5. Partecipazione al governo clinico e alla sicurezza delle cure
L'infermiere deve rendersi parte attiva nei programmi di miglioramento della qualità aziendali e regionali, segnalando gli eventi avversi e i quasi eventi attraverso le piattaforme dedicate, partecipando alle attività di audit clinico-assistenziale e mantenendo un costante aggiornamento professionale attraverso i canali formativi istituzionali messi a disposizione dal sistema sanitario.19
In conclusione, il contrasto alla sepsi richiede un'équipe coesa in cui l'infermiere non si limita a un ruolo puramente esecutivo, ma agisce come un professionista intellettuale dotato di autonomia di giudizio, competenza clinica e capacità di leadership, in grado di fare la differenza tra la vita e la morte del paziente critico.2
Bibliografia
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- Sepsis Clinical Care Standard 2022, https://www.safetyandquality.gov.au/sites/default/files/resources/attachments/sepsis_clinical_care_standard_2022.pdf
- Clinical Care for Sepsis - World Health Organization (WHO), https://www.who.int/teams/integrated-health-services/clinical-services-and-systems/clinical-management-of-sepsis
- Guidelines on the Clinical Management of Sepsis - World Health Organization (WHO), https://www.who.int/news/item/30-01-2024-guidelines-on-the-clinical-management-of-sepsis
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- Scientific recommendations for a Belgian Sepsis National Action Plan (Be-SNAP) - Belgium.be, https://overlegorganen.gezondheid.belgie.be/sites/default/files/documents/belgian_sepsis_national_action_plan_be-snap_v1_30052024_f.pdf
- 2030 global agenda for sepsis: Making the next success story in global health - NT Health, https://health.nt.gov.au/media/pdf/sepsis/2030-global-agenda.pdf
- SIAARTI: Sepsi, avviare rapidamente terapia antibiotica mirata per ridurre mortalità, https://www.siaarti.it/news/2159575
- INDICE:, https://tesi.univpm.it/retrieve/99d11c66-22d7-4596-a7fd-522b46b48b89/Tesi_Veronika_Dvorska.pdf
- NEWS 2 per l'identificazione della sepsi in PS: analisi della letteratura - Infermieritalia.com, https://www.infermieritalia.com/2023/10/06/news-2-per-lidentificazione-della-sepsi-in-ps-analisi-della-letteratura/
- Bozza Delibera Sepsi - ARNAS Brotzu, https://www.aobrotzu.it/documenti/9_204_20250224141239.pdf
- La gestione della sepsi nell'adulto in pronto soccorso e medicina d'urgenza in Italia: Le raccomandazioni della consensus Simeu – itjem, https://www.itjem.org/2018/10/22/la-gestione-della-sepsi-nelladulto-in-pronto-soccorso-e-medicina-durgenza-in-italia-le-raccomandazioni-della-consensus-simeu/
- Sepsi nel paziente adulto: le ultime evidenze - Nurse24.it, https://www.nurse24.it/studenti/standard/sepsi-paziente-adulto-ultime-evidenze.html
- NEWS2, Score per identificare precocemente la gravità dei pazienti con patologia acuta - Regione Emilia-Romagna, https://assr.regione.emilia-romagna.it/pubblicazioni/rapporti-documenti/news2/@@download/publicationFile/News2_PrCarER.pdf
- Area Malattie infettive - ISS, https://www.iss.it/-/lg-int-areamalattieinfettive
- Linee guida per il riconoscimento e la gestione della sepsi in setting non intensivi - Evidence, https://www.evidence.it/articoli/pdf/e1000158.pdf
- Sepsi: cosa cambia davvero con le nuove linee guida internazionali 2026, https://www.policlinicogemelli.it/news-eventi/sepsi-cosa-cambia-davvero-con-le-nuove-linee-guida-internazionali-2026/
- Surviving sepsis campaign: linee guida internazionali per la gestione della sepsi e dello shock settico 2021 - ESICM, https://www.esicm.org/wp-content/uploads/2024/08/IT_SSC21_SurvivingSepsisCampain21.pdf
- Le vostre tesi: la gestione infermieristica della sepsi, https://www.infermieristicamente.it/articolo/18462/le-vostre-tesi:-la-gestione-infermieristica-della-sepsi
- Sepsis: Early Recognition and Optimized Treatment - PMC, https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC6304323/
- Linea Guida "Management della sepsi e dello shock settico nel ..., https://www.societasim.it/2024/07/22/linea-guida-management-della-sepsi-e-dello-shock-settico-nel-paziente-adulto/
- Management della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto - ISS, https://www.iss.it/-/management-sepsi-shock-settico-adulti
- Pubblicata la Linea Guida "Management della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto" | SIAARTI, https://www.siaarti.it/news/2089218
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- Linee guida sul management della sepsi e dello shock settico nel paziente adulto - ISS, https://www.iss.it/documents/20126/8657013/LG_343_SIAARTI_gestione-sepsi.pdf/240702cc-528c-d6f7-3054-9249693f6e7c?t=1721287651066
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- Dossier n. 143/2007 - Progetto LaSER. Lotta alla sepsi in Emilia-Romagna, https://assr.regione.emilia-romagna.it/pubblicazioni/dossier/doss143
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- Controlli sanitari interni ed esterni - Regione Emilia-Romagna - Salute, https://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/sanita/sdo/files/presentazione-incontro-16-dicembre-2025-controlli-sanitari-lf-priv.pdf/@@download/file/presentazione%20incontro%2016%20dicembre%202025%20controlli%20sanitari%20LF-Priv.pdf
- Flussi informativi - Regione Emilia-Romagna - Salute, https://salute.regione.emilia-romagna.it/siseps/sanita/sdo/files/incontro-flusso-sdo-focus-riabilitazione-2024_11_28.pdf/@@download/file/Incontro%20flusso%20SDO%20-%20focus%20riabilitazione%202024_11_28.pdf
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