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Le complicanze correlate all'utilizzo di un accesso venoso si possono suddividere in meno di una decina di categorie, secondo il documento Infusion Therapy Standards of Practice, sono 9.

Riconoscere rapidamente che è presente un problema nella terapia infusionale richiede di conoscerne il funzionamento nei dettagli.

Le raccomandazioni dell'INS si adattano molto bene alla pratica clinica, seguono molto il buon senso pratico e sono un ripasso molto utile.

1) Flebiti

C'è un approfondimento mirato nell'articolo LINK perchè è una complicanza frequente.

2) Infiltrazioni e stravaso

46.1 Il clinico deve sorvegliare il sito di emergenza dei cateteri venosi centrali e periferici alla ricerca di segni e/sintomi di infiltrazione e stravaso prima di ogni infusione e poi periodicamente; deve informare il paziente e/o il caregiver sul rischio di tale complicanza e su come diagnosticarla e trattarla.

Prima dell'inizio di un'infusione è necessario verificare che non sia già presente uno stravaso perchè se il collega ha rimosso la flebo di notte potrebbe non essersi accorto di uno stravaso, molte soluzioni non causano dolore e il paziente stesso potrebbe non essersene accorto. Informare anche il caregiver è utile per non avere reazioni eccessive e due occhi in più sono molto utili in quei pazienti non collaboranti.

46.2 Se tale complicanza si verifica, bisogna saper intervenire in modo appropriato, in funzione delle caratteristiche della soluzione o dei farmaci fuoriusciti dalla vena.

3) Danni nervosi

47.1 Se il paziente riferisce dolore o parestesie durante il posizionamento dell'agocannula o successivamente, il dispositivo va subito rimosso.

47.2 Per quanto riguarda i cateteri venosi centrali, il sospetto di danno nervoso insorge quando il paziente si lamenta di difficoltà respiratorie o della comparsa di dolore o fastidio di entità inconsueta.

Il posizionamento di un ago cannula difficilmente causa danni, si potrebbe toccare un tendine e dare una bella scossa, ma niente di grave.

4) Occlusione del lume dei dispositivi per l'accesso venoso centrale

48.1 I dispositivi per accesso venoso centrale devono essere regolarmente esaminati per confermarne la pervietà e la corretta funzionalità, definita come la capacità di irrigare il catetere senza incontrare resistenza e la capacità di ottenere il ritorno ematico.

Irrigare il catetere se e solo se NON si incontra resistenza, se si incontra si prova ad aspirare e se c'è un ritorno ematico si cambia la siringa con il lavaggio e si prova ad irrigare, se non c'è resistenza bene, altrimenti si inizia a verificare la causa dell'ostacolo (leggi anche...)

48.2 Gli agenti trombolitici e quelli disostruenti usati per rimuovere sostanze occludenti il lume del catetere devono essere somministrati basandosi su una disamina delle potenziali cause dell’occlusione e sulla base di procedure o prescrizioni approvati dallo specialista.

48.3 Nel caso che la pervietà di un catetere non venga ripristinata, occorre informare lo specialista in accessi venosi che consiglierà le ulteriori manovre alternative più appropriate, quali ad esempio studi radiografici per identificare la posizione della punta del catetere o studi con contrasto per valutare la funzionalità del catetere. Se possibile, si cerca di salvare il catetere piuttosto che rimuoverlo.

5) Infezione

49.1 Il clinico (medico o infermiere) deve adottare tutte le misure atte a prevenire le infezioni associate all’utilizzo di infusioni endovenose e in particolare di cateteri venosi.

49.2 il clinico deve valutare ogni paziente con catetere venoso per eventuali segni e/o sintomi di infezione, e deve informare il paziente e/o il care giver circa il rischio di infezione e le misure preventive e terapeutiche che implica.

6) Embolia gassosa

50.1 Tutti gli accessori delle linee infusionali, i connettori senz’ago e i set per infusione devono avere connessioni luer-lock, per scongiurare il rischio di deconnessione accidentale.

50.2 Si deve sempre espellere l’aria dalle siringhe, dai set di infusione, dai connettori senz’ago e da qualunque altro accessorio delle linee infusionali.

50.3 i pazienti e/o i caregiver che gestiscono una terapia infusionale a domicilio devono essere addestrati su come prevenire un’embolia gassosa.

La raccomandazione 50.3 è troppo sintetica, addestramento del care giver che deve seguire un'infusione a domicilio deve avere delle basi e dei presupposti teorici, altrimenti se ogni infermiere dice la sua con priorità a concetti diversi non si possono dare standard elevati.

7) Danno del catetere (embolismo, riparazione, scambio)

51.1 Prima di riparare o sostituire un catetere venoso, valutare il rapposto rischio/beneficio di tale manovra.

51.2 La riparazione del catetere deve essere decisa dal clinico specialista in accessi venosi.

51.3 La sostituzione su guida del catetere venoso centrale deve essere decisa dal clinico specialista in accessi venosi.

51.4 Dopo il completamento della procedura di sostituzione, prima di riprendere la terapia, occorre verificare e documentare che la punta del catetere venoso centrale sia in posizione appropriata.

8) Trombosi venosa da catetere centrale

52.1 Il clinico specialista in accessi venosi deve verificare ogni sospetto di trombosi venosa associata a catetere venoso centrale, deve informare tempestivamente il medico curante sugli interventi appropriati e deve valutare la risposta del paziente alla terapia.

9) Malposizione del catetere per l'accesso venoso centrale

53.1 Prima di avviare l’infusione attraverso un catetere venoso centrale, il clinico specialista in accessi venosi deve verificare che la posizione della punta sia corretta e che sia stata documentata al momento dell’impianto o subito dopo.

La linea guida proposta da INS per ogni complicanza offre delle raccomandazioni pratiche per riconoscere la complicanza ed attuare soluzioni e strategie per ridurne la frequenza.

L'implementazione delle raccomandazioni è molto delicato, richiede pratica, confronto motivato e soprattutto punto di forza e la constatazione della loro efficacia, se è misurabile è dimostrabile, altrimenti avremo solo chiacchiere e dopo un po' di tempo torna tutto come prima. 

Bibliografia:

Scarica il documento dal sito GAVECELT: Infusion Therapy Standards of Practice trad. italiana

Il documento in inglese LINK

Il sito web https://www.ins1.org/

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