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Leggo sul resto del Carlino del 7 marzo che ad una signora anziana di 93 anni è stato deciso di fare della morfina, decede e la collega che materalmente ha fatto l'iniezione si trova sotto processo.

Il dolore il momento difficile merita tutto il rispetto, ma i familiari che hanno fatto il ricorso in procura, non erano informati delle condizioni critiche, quando si inizia una terapia con morfina a volte è per stabilizzare il dolore a volte per ridurre la sofferenza del fine vita.

Riporto alcuni punti dal breve comunicato dal Resto del Carlino: 

Rimini, 7 marzo 2017

Infermiera è stata rinviata a giudizio per omicidio colposo,

decesso avvenuto nell'agosto del 2014 all'ospedale di Santarcangelo.

Paziente di 93 anni con un quadro clinico già molto compromesso.

Sulla salma era poi stata fatta l'autopsia da cui era emerso come vi fosse una quantità elevata di morfina nel sangue, possibile concausa della morte, quindi sospetto per un iniezione endovena?

l'infermiera dichiara di averla fatta sottocute.

La prima udienza del processo è stata fissata per il 10 ottobre, difesa chiederà una sua perizia medico legale.

L'infermiera, nel frattempo, non è stata sospesa.

(LINK Resto del Carlino)

(LINK RomagnaNoi)


 

Una domanda mi sorge spontanea, ma solo perchè essendoci un processo ci saranno analisi più serie, però se il dosaggio della morfina è considerato un elemento di concausa della morte, perchè nessuno ha considerato che ci fosse un errore nel dosaggio della terapia che nel frattempo si è accumulato.

Riporto dal sito http://www.news-medical.net un brano sulla Farmacocinesi della Morfina  (LINK)

Escrezione

Intorno 90% di morfina catturata è espulso dall'organismo in 24 ore, principalmente sotto forma di urina. La Morfina ha un'emivita di eliminazione di intorno 120 minuti. La droga può essere memorizzata in grasso, così rimane a lungo post-utilizzazione rilevabile ed anche dopo una persona è morto.


 

Se la paziente avesse avuto un insufficienza renale sarebbe logico trovare un accumulo del farmaco nel sangue, non ha senso prendere l'infermiera e portarla a processo.

L'ospedale in cui lavora ha la massima fiducia nell'infermiera e non l'ha sospesa, forse è un atto dovuto da parte del GUP, ma è un episodio all'apparenza semplice forse routinario per chi lavora nel settore Giustizia, ma che ha delle implicazioni importanti.

La somministrazione della morfina è un atto che viene ripetuto migliaia di volte ogni giorno dagli infermieri in tutta Italia, perchè la morfina è un farmaco vitale per la qualità di vita in pazienti che hanno un dolore cronico o acuto fortissimo e non si può lavorare con il pensiero chissa se oggi vado a processo o se l'ho scampata.

Come si fa?

 

 

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