pics post intensivaLe dimensioni del fenomeno sono talmente vaste e impattanti sulla vita di queste persone che la Society of Critical Care Medicine (SCCM) ha coniato il termine di PICS (Post Intensive Care Syndrome), per raggruppare proprio queste problematiche. La SCCM ha proposto una serie di azioni (l’ABCDEF bundle (1) ) da attuare durante la degenza per prevenire o diminuire i sintomi di PICS. Molti degli interventi del bundle vengono attuati dall’infermiere in collaborazione col medico ed altri sono invece “squisitamente” infermieristici.

A questi interventi da attuare sul paziente, si rende necessaria una rivoluzione culturale della terapia intensiva stessa. Spesso l’organizzazione e il setting delle terapie intensive è “costruito” sulla base di vecchi retaggi o credenze che non hanno alcuna evidenza scientifica.

Orari di visita limitatissime o ingresso vietato ai minori non portano al paziente nessun vantaggio (2,3,4). Anzi, vanno ad aumentare l’isolamento sociale, a peggiorare il tono dell’umore, favoriscono l’insorgenza di ansia e depressione. Questa “vecchia” concezione di terapia intensiva deve necessariamente lasciare il posto ad una terapia intensiva che metta l’essere umano (che non è “solo un paziente”) al centro nella sua globalità.

Un’assistenza di terapia intensiva che prenda a carico la persona piuttosto che della malattia non puo’ prescindere dall’umanizzazione delle cure (5), e quindi della “vita del paziente in ospedale”. Questa rivoluzione culturale, già iniziata in alcuni Paesi, deve iniziare dall’infermiere di terapia intensiva, il bed side nurse (l’infermiere che sta al letto del malato) che, lungi dall’essere un tecnico, deve mettere sempre la persona al centro della cura piuttosto che l’organo malato.

Durante la degenza in terapia intensiva, ci si focalizza sulla guarigione dalla malattia, ci si focalizza sul “qui e ora”, e non sempre si pensa al dopo: al post- terapia intensiva.

Molto spesso infatti il paziente torna a casa guarito dalla patologia che lo ha portato in ospedale, ma si ritrova compromesso da un punto di vista fisico, cognitivo o psicologico.

Postintensiva.it vuole promuovere questa “rivoluzione” negli infermieri, divulgando e facendo conoscere la PICS e i modi per prevenirla e spingendo per una umanizzazione della terapia intensiva.

La condivisione delle esperienze, le storie inviate, e le informazioni ai pazienti vogliono essere un aiuto concreto a quanti stanno affrontando il “post terapia intensiva”.

Si invitano tutti gli infermieri o gli ex pazienti che condividono la necessità di una maggiore umanizzazione della terapia intensiva a contribuire arricchendo il sito di contenuti e condividendo le proprie esperienze.

Il portale “postintensiva.it -infermieri e pazienti contro la PICS-”, è nato ad aprile 2020 durante il primo lock down e vuole essere un punto di incontro, formazione e condivisione fra infermieri di terapia intensiva impegnati nell’umanizzazione della terapia intensiva attraverso l’Evidence Based Nurses (EBN).

BIBLIOGRAFIA:

1 Marra A, Ely EW, Pandharipande PP, Patel MB. The ABCDEF Bundle in Critical Care. Crit Care Clin. 2017 Apr;33(2):225-243. doi: 10.1016/j.ccc.2016.12.005. PMID: 28284292; PMCID: PMC5351776.

2 Organization of visits in Spanish ICU]. Enferm Intensiva. 2005 Apr-Jun;16(2):73-83. Spanish. doi: 10.1016/s1130-2399(05)73390-3. PMID: 15899227.

3 Simpson T. Critical care patients' perceptions of visits. Heart Lung. 1991 Nov;20(6):681-8. PMID: 1960073.

4 Mitchell ML, Aitken LM. Flexible visiting positively impacted on patients, families and staff in an Australian Intensive Care Unit: A before-after mixed method study. Aust Crit Care. 2017 Mar;30(2):91-97. doi: 10.1016/j.aucc.2016.01.001. Epub 2016 Feb 6. PMID: 26861141.

5 Nin Vaeza N, Martin Delgado MC, Heras La Calle G. Humanizing Intensive Care: Toward a Human-Centered Care ICU Model. Crit Care Med. 2020 Mar;48(3):385-390. doi: 10.1097/CCM.0000000000004191. PMID: 32058373.

 

Foto di Sarah Richter da Pixabay 

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