Nella newsletter IPASVI oggi hanno riportato uno studio dell'RCN sulle condizioni lavorative del personale sanitario, l'UK è spesso considerata un mito nell'immaginario dell'infermiere italiano ma il report ne fa una foto sbiadita.

Oltre il 50% degli infermieri sono stressati e riferiscono un Burnout e 4 su 5 vanno al lavoro in precarie condizioni fisiche... e in Italia? A piè di pagina nel sito c'è il sondaggio... Ma a chi non è mai capitato di andare a lavorare ammalato...

 Circa 20-25 anni fa ricordo che nell'organizzazione dell'ospedale era prevista la figura dell'infermiere "volante" che copriva situazioni di malattie improvvise e carichi di lavoro imprevisti. Figura poi soppressa con l'avvento dell'autogestione.

L'autogestione prevede che dato un numero di fermieri in turno ci sono un numero di infermieri adeguato per coprire le malattie e le ferie.

Quindi se hai l'influenza e il tuo collega deve andare in ferie che fai?

Chiami e gli fai annullare le ferie per coprire la tua malattia, chiami e fa fare la lunga a qualcuno, chiami e magari il coordinatore richiama dalle ferie un collega (la situazione più scorretta).

Tutti pensieri che mettono gli altri prima della propria salute, cosa che per altri lavori non succede.

Recarsi in ospedale raffreddato o influenzato porta ad una possibilità di contagio di ricoverati che sotto stress per altre malattie sono più sensibili.

Spesso ci si reca al lavoro anche in precarie condizioni di salute per dolori alrticolari o di altro tipo che causano una capacità lavorativa inferiore e un logorio cronico che può solo peggiorare la situazione.

Malgrado in Ospedale ci siano tanti medici e servizi questo sono e fanno parte del sistema produttivo che eroga salute agli utenti paganti... la regione paga per tutti anche nel pubblico... ma non per i lavoratori.

Ho detto un eresia?

Non parlo del medico competente ma le aziende di una certa dimensione hanno almeno l'infermiere in azienda e se più accorte hanno anche una copertura sanitaria che gli consente di fare screening di prevenzione oppure esami e accertamenti in poco tempo.

E come infermieri?

Se va bene chiedi un parere di straforo a un medico altrimenti ti metti in lista e aspetti 6 mesi per una TAC che dal punto di vista dell'Utente è giustissimo, però se siamo i componenti di un sistema azienda che crea salute perchè  la stessa azienda non ha cure del proprio sistema?

Se la FIAT ha una macchina automatica che non va non dice "vabbè aspettate che fra 6 mesi arriva il tecnico e ci guarda se a tempo" se noi siamo i componenti che lavoriamo in una catena chiamata processo allora un elemento della catena non effcente preclude ad un buon risultato.

Penso sia un affermazione banale, ma se non si fanno studi come quello dell'RCN il problema non si pone (LINK).

Un altra osservazione che riporta il report è l'aspetto economico a cui è legata la presenza, indennità di turno o premi di produzione oppure dall'altro lato penalizzazioni in caso di assenza.

Il sondaggio non è un dato scientifico però può consentirci di segnalare un problema ignorato o nascosto colpevolizzando chi si ammala....

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