Indennità di turno nel caso si lavori due volte lo stesso giorno, la risposta dell'ARAN

nurse braccia conserte

L'infermiere che lavora su turni potrebbe trovarsi a fare due turni lo stesso giorno, quindi la domanda a molti sorge spontanea, ho diritto al raddoppio dell'indennita?

L'Agenzia per la Rappresentanza Negoziale delle Pubbliche Amministrazion più semplicemente chiamata ARAN ha una sezione chiamata "orientamenti applicativi" dove da le indicazioni sull'applicazione del contratto.

Alla domanda:

"L’indennità di turno prevista dall’art. 106, commi 1 e 2 del CCNL comparto sanità 2019-2021, derivante dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro, è da riconoscere singola o doppia nel caso in cui il dipendente effettui 2 turni di lavoro articolati in smonto di mattina e monto di sera?"

Risponde:

L’indennità giornaliera prevista dall’art. 106 del CCNL in oggetto si applica “al personale di tutti i ruoli e di tutte le aree, con esclusione dell’area del personale di elevata qualificazione, operante in servizi attivati, in base alla programmazione dell’Azienda o Ente, per un minimo di dodici ore giornaliere ed effettivamente articolati su almeno due turni”.

Con tale formulazione è stata innovata la definizione di personale “turnista”, e ciò a prescindere dal fatto che esso operi su due o tre turni; il focus dunque non è più tanto la persona quanto piuttosto il modello organizzativo del servizio (servizi attivati per un minimo di dodici ore e articolati su almeno due turni) cui si fa riferimento, indipendentemente dal turno svolto (che pertanto può anche essere un solo turno), purché non esentato dall’effettuazione dei turni.

Il fatto che parte del personale effettui un solo turno rientra nell’ambito dell’attività gestionale di competenza esclusiva dell’Azienda poiché rappresenta una precisa scelta della stessa, stante il potenziale impiego di tale personale nell’arco temporale di apertura del servizio.

L’art. 106, comma 2, dispone inoltre il riconoscimento dell’indennità giornaliera pari a 2,07 euro sia nel giorno montante che nel giorno smontante il turno notturno e la sua non corresponsione per i giorni di assenza dal servizio a qualsiasi titolo effettuata.

Nel caso tuttavia di due turni consecutivi il cui momento di termine del primo turno e di inizio del secondo turno ricadano nella stessa giornata, l’indennità da riconoscere al dipendente è una sola: il comma 2 infatti precisa che l’indennità di che trattasi si riferisca alla giornata (..compete una indennità giornaliera..) e non al singolo turno; il concetto è rappresentato nella seguente figura:

turni indennita notte

Nel caso dunque di due turni consecutivi come nell’esempio, spettano complessivamente, 3 indennità giornaliere di € 2.07 ciascuna che si cumula no con l’indennità notturna prevista dal comma 3 dell’art. 106.

Si precisa inoltre che l’indennità di cui all’art. 106, comma 2, rientra anche il personale già beneficiario della precedente indennità di cui all’art. 86, comma 5 del CCNL 2016-2018 potendo lo stesso svolgere la propria attività nell’ambito della fascia di operatività dell’UO/Servizio di assegnazione: esso non sarà pertanto più beneficiario dell’ex indennità di cui all’art. 86, comma 5 del CCNL 2016-2018 (disapplicata) bensì dell’indennità di turno giornaliera di € 2.07. L’art. 86, comma 5 del CCNL 2016-2028 infatti, è stato disapplicato con il comma 2 dell’art. 38 (Decorrenza e disapplicazioni del Titolo III) del CCNL del Comparto Sanità del 02.11.2022 laddove tale indennità è stata utilizzata per il parziale finanziamento dell’istituto degli incarichi

La remunerazione del personale che effettua il servizio notturno è, invece, gestita nel comma 3 ed è aggiuntiva all’indennità giornaliera di cui si è appena trattato: in tal modo si è operato il superamento del modello precedente che prevedeva un equilibrio di turni mensili nell’effettuazione degli stessi.

La mia esperienza come lavoratore su turni mi porta ad osservare:

La lettura del parere autorevole dell'ARAN che di fatto legge il contratto siglato con i sindacati e ne interpreta e ne definisce meglio l'applicazione operativa, mi provoca quella sensazione di "qualcosa non torna".

L'esempio proposto dall'ARAN è contrattualmente corretto infatti l'articolo 106 del CCNL Sanità 2019-2021 al comma 2 riporta:

2. Al personale di tutti i ruoli e di tutte le aree, con esclusione dell’area del personale di elevata qualificazione, operante in servizi attivati, in base alla programmazione dell’Azienda o Ente, per un minimo di dodici ore giornaliere ed effettivamente articolati su almeno due turni, compete una indennità giornaliera, ivi incluso il giorno montante e smontante il turno notturno, pari a euro 2,07 per ogni giornata di effettivo lavoro. Tale indennità non è corrisposta per i giorni di assenza dal servizio a qualsiasi titolo effettuata.

Leggendo questo comma 2 c'è solo un'indennità giornaliera ma da contratto un indennità giornaliera e un turno nella giornata non due.

Chi ha stipulato il contratto si è poi distratto, dato che il termine indennità come riportato anche nel CCNL è definito proprio nel comma 1 dell'articolo 106, riporta:

"l’indennità di cui al presente articolo è finalizzata a riconoscere il disagio del personale turnista derivante dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro". 

Quando c'è un indennità che copre il disagio dato dall'articolazione del turno e quell'indennità non è una cifra mensile omnicomprensiva, ma una cifra giornaliera per un singolo turno. Il disagio è valutato in 2,07 euro facendo un turno senza ulteriori modifiche.

Ora il "abbiamo sempre fatto così"  si applica perfettamente in questo caso, ma questo non vuol dire che dal momento che si focalizza un problema non si possano trovare altre soluzioni.

Quando un turno senza modifiche riconosce un disagio che viene retribuito, quale disagio comporta se nello stesso giorno la mattina si smonta da notte e la sera si inizia il turno.

L'esempio presentato dall'ARAN è il più devastante, la mattina si smonta da notte si dorme, c'è il jet lag e poi si prova a dormire e si torna a far notte dovendosi bere litri di caffè per restare lucidi fino al ritorno a casa... e se fai un incidente d'auto per stanchezza si rischia come minimo una multa.

Il caso che poi non riconosce una seconda indennità e l'ARAN nemmeno lo ha considerato è quello quando sei di mattina e hai iniziato alle 7 ma devi restare fino alle 20, perchè il collega è in malattia. In questo caso, vero che si è già al lavoro, ma il lavoro ti sottrae ai tuoi impegni personali.

La salute pubblica è una priorità, ma l'organizzazione del lavoro punta a risparmiare sempre di più e ha far esistere servizi sottodimensionati perchè si possono costringere i lavoratori a fare doppi turni. Doppi turni che se pagati come straordinario all'infermiere offrono una remunerazione oraria inferiore alla media oraria di uno stipendio senza straordinari e il datore di lavoro spende meno che assumere altro personale.

Il lavoro su turni influenza poi tutta la vita fuori dal lavoro che siano gli amici o quella familiare, è fatica spiegare come ci si sente di smonto notte se una notte va male o come ci si sente se poi si viene usati come rimpiazzi da un azienda che risparmia.

Quindi i Sindacati del settore pubblico ci aiuteranno ad aver riconosciuto una cifra adeguata ad un vero disagio?

Non penso proprio dato che spesso offrono l'impressione di avere le parti del datore di lavoro e fanno affermazioni del tipo "più di così proprio non si poteva fare" il motivo è che se il nostro stipendio aumenta, il nostro datore di lavoro risponde prima con il ricatto e poi con la messa in pratica dell'aumento delle tasse.

Quindi non se ne esce.

Riferimenti:

ARAN: L’indennità di turno prevista dall’art. 106, commi 1 e 2 del CCNL comparto sanità 2019-2021, derivante dalla particolare articolazione dell’orario di lavoro, è da riconoscere singola o doppia nel caso in cui il dipendente effettui 2 turni di lavoro articolati in smonto di mattina e monto di sera?

 

Foto di Karolina Grabowska

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