C'è molta confusione su questo aspetto e molte attese, la normativa attuale prevede che tutti gli infermieri, compresi i laureati, siano prima infermiere professionale, poi a seconda del contratto con il datore di lavoro siano anche "solo"infermieri.

Il ritardo normativo ha superato i 10 anni, forse non è un record, ma delude molto lo stesso.

 


La normativa attuale prevede che per esercitare come liberi professionisti o fare concorsi si debba essere iscritti al collegio IPASVI.
L'articolo di legge che obbliga tutti gli infermieri ad essere iscritti è la legge n.43 del 2006 (LINK)
Come riporta Stefania Castaldi nel libro "Professione infermiere: alle soglie del XXI secolo" (LINK) la denominazione è importante? (pag.95) e per legge la denominazione è data dal collegio o ordine a cui si è iscritti quindi essendoci ancora IPASVI inevitabilmente siamo tutti Infermieri Professionali.

La denominazione forse la si potrebbe cambiare rapidamente come anche fa presente il dott.Biondino che fra tutte le leggi citate non riporta quella del 2006 ( LINK):
"Che l’acronimo della Federazione dei Collegi Professionali che rappresentano gli infermieri, ovvero I.P.A.S.V.I (Infermieri Professionali, Assistenti Sanitari e Vigilatrici d’Infanzia), rimasto invariato dal 1954, non ci aiuti neanche un po’ a staccarci dal passato… è un altro discorso".

L'ordine degli infermieri doveva nascere nel 2006, la legge 43 del 2006 prevedeva che entro 6 mesi si sarebbe dovuto avere l'ordine degli infermieri, malgrado diversi infermieri in parlamento e senato siamo in attesa da oltre 10 anni.

Forse sarebbe possibile cambiare il nome del collegio da infermiere professionale a infermiere ma non dimentichiamo che si può fare tanto ma non si deve agire d'istinto sulla base di illusioni e come infermiere professionale ne ho già avute tante, forse troppe.

Ricordiamoci, che l'infermiere è una figura che lavora negli ospedali da centinaia di anni prima della Nightingale e che in Italia c'erano libri per corsi da infermiere risalenti al 1800.
Quindi in un periodo che presumo il 1954 c'è stata la cancellazione dell'infermiere e basta e si è avuta la denominazione di infermiere professionale e di quella di infermiere generico.
Citando ancora il dott.A Biondino nell'articolo precedente che trovava strano essere chiamato infermiere professionale e che questo termine fosse usato con rispetto, un rispetto che è stato guadagnato con il lavoro di tutti i giorni ed è un valore da non perdere.

 

Quindi cambiare il collegio risolve tutti mali?
Cambiare il nome del collegio potrebbe risolvere tutti i problemi e gli scompensi di chi si vuole sentire chiamare solo infermiere e invece vede scritto IP quando cerca il proprio nome nel sito IPASVI (LINK).

Ci si deve pensare bene un immagine costruita in 50 anni non può essere cancellata con il cambio di un etichetta e se la nostra professione è sempre attenta alle esigenze dei cittadini per la gente i nostri utenti/pazienti/clienti c'è ancora l'infermiere professionale (ed hanno ragione) ma se ascoltate cosa dicono spesso vede l'OSS al lavoro e lo definisce, sbagliando, ma spontaneamente infermiere perchè vede assistere il proprio congiunto con competenza e professionalità. Questo aspetto dovrebbe far riflettere perchè per il cittadino l'infermiere è quello che fa la parte manuale e poi c'è l'infermiere professionale.

Questo presumo dipenda anche dalla nomenclatura dei lavori, dove avere più parole collegate aumenta l'importanza del lavoro che si svolge, un classico è l'operaio e basta oppure operaio specializzato saldature a caldo, che non so se esiste, ma con più parole ci sono più è importante il lavoro che viene fatto.
Una parentesi,( vero che siamo una professione intellettuale, ma oggi in pochi scrivono e fanno gli intellettuali).

Il problema è articolato, da un lato una lacuna normativa, dall'atro un immagine costruita spontaneamente, l'ultimo aspetto meriterebbe un analisi di mercato in stile marketing, per il semplice motivo che davanti ad al termine Infermiere Professionale, apprezzato e rispettato, è un lavoro di immagine che non può essere resettato come se niente fosse si perderebbe un patrimonio importante, il mondo reale non è internet dove si scrive e cancella tutto in un secondo, il passaggio andrebbe fatto partendo da una valorizzazione e tenendo presente che forse fra mesi o decenni si potrebbero avere un infermiere esperto e un infermiere specialista, quindi di nuovo un lavoro e un termine aggiuntivo che ne aumenta l'importanza.

Sicuramente il passaggio da Collegio IPASVI a collegio Infermieri, AS e Infermieri Pediatrici (Vigilatrici di infanzia sono gli  infermieri pediatrici) potrebbe sembrare semplice ma potrebbe anche essere uno spreco di risorse se domani o fra qualche decennio arrivasse lordine degli infermieri ma soprattutto il cambiamento deve essere ponderato non sulla base degli umori e dei cori da stadio, ma da un attenta anlisi di quanto al cittadino sta a cuore l'infermiere professionale.

 

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