L'unico momento, da un punto di vista normativo, in cui può avvenire la monetizzazione delle ferie è durante la cessazione del rapporto di lavoro.

L'orientamento applicativo dell'ARAN è molto chiaro e spiega che si è vero c'è il divieto al pagamento, ma in fondo possono essere pagate...

 

 La risposta ad alla domanda è stata pubblicata il 15 gennaio 2015 ed è una delle più recenti

Qual è la base di calcolo della monetizzazione delle ferie non godute e dell’indennità di mancato preavviso? In particolare: va inserita l’indennità di vacanza contrattuale in detta base di calcolo?

 

Ferme restando le previsioni dell’art. 5, comma 8, del d.l. n. 95/2012 convertito nella legge n. 135/2012 in ordine al divieto di ogni forma di corresponsione di trattamenti economici sostitutivi per il caso di mancato godimento delle ferie, in materia di ferie maturate e non fruite (al di là di quelle maturate nell’ambito del periodo di preavviso, che per definizione non possono essere fruite nel corso dello stesso) ed alla possibilità di procedere alla monetizzazione delle stesse, si ritiene opportuno ricordare che:

a)      in materia di “monetizzazione” delle ferie, la regola generale sancita dalla contrattazione collettiva è che essa può aver luogo solo all’atto della cessazione del rapporto di lavoro ed esclusivamente con riferimento a quelle non godute dal dipendente per rilevanti ed indifferibili ragioni di servizio (nell’anno di maturazione o nel semestre successivo), risultanti da atto formale avente date certa (comprovante la richiesta del dipendente di fruizione delle ferie e l’impossibilità di assegnazione delle stesse da parte del datore di lavoro per le ragioni di servizio di cui si è detto);

b)     il divieto di monetizzazione è anche contenuto nel D.Lgs.n.66/2003;

c)      è possibile la monetizzazione delle ferie non godute all’atto della cessazione del rapporto solo in casi quali quelli del licenziamento del dipendente per superamento del periodo di comporto (assenze per malattia) e tutti quelli nei quali comunque il mancato godimento delle ferie non è in alcun modo imputabile alla volontà del dipendente ma ad eventi oggettivi di carattere impeditivo, come il collocamento a riposo per assoluta e permanente inidoneità o il decesso del dipendente;

d)      l’impossibilità di assegnazione delle ferie, secondo quanto sopra detto, si può accertare con qualunque atto formale, di data certa, dell’ente comprovante la richiesta del dipendente di fruizione delle ferie e l’impossibilità di assegnazione delle stesse da parte del datore di lavoro per rilevanti e perciò indifferibili esigenze di servizio è sufficiente ai fini dell’applicazione della disciplina contrattuale (utili indicazioni si possono ritrovare nella sentenza del CDS, sez. V, n.7989/2001). La mancanza dei requisiti contrattuali non consente, pertanto, la “monetizzazione” delle ferie.

Pertanto, qualora in presenza dei requisiti sopra indicati, si potrà procedere, anche per quanto riguarda l’ indennità sostitutiva per mancato preavviso, ad inserire nella base di calcolo anche l’ indennità di vacanza contrattuale la quale rientra nel trattamento tabellare, come anche disposto dall’ art. 6, comma 4, del CCNL del 31 luglio 2009 del comparto Sanità.

 

Tratto dal sito ARAN

http://www.aranagenzia.it/

 

Secondo me la mia riflessione è buona ma dovevo aggiungere... senza licenziarsi... ()

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