Che cosa fa l'infermiere oggi?

Una domanda che pochi si pongono, la maggioranza delle persone non ne ha un idea e pensano che dare una pillola voglia dire fare l'infermiere.

Oggi fare l'infermiere vuol dire lavorare in un sistema complesso che richiede l'interazione con altre persone e altri professionisti, quindi cosa fa un infermiere dipende da molti fattori e l'elenco delle attività è lungo...

L'attività più semplice è la somministrazione della terapia, avviene in tutti i reparti, ma si complica se parliamo di chemioterapia o radioterapia metabolica con iodio 131 dove è necessaria una praparazione ed un affiancamento specifico.

Dalla terapia si passa alle tecniche infermieristiche le più note sono il cateterismo vescicale, il clisma evacuente le fleboclisi più complesso il prelievo arterioso o la misurazione della pressione venosa centrale.

L'infermiere non è solo la tecnica che risponde a momenti causa effetto, una buona parte del lavoro è legata ad aspetti organizzativi di reparto la complessità va da un semplice esame del sangue alla catena dei trapianti.

Una parte del lavoro è organizzata strutturata e progettata ma la capacità di vedere l'andamento del suo assistito, è peculiare del singolo infermiere.

Il ricovero per una determinata patologia ha un decorso atteso, ma è l'infermiere il primo ad accorgersi tempestivamente se c'è uno scostamento con la comparsa di sintomi inattesi e si attiva per le terapie al bisogno nella gestione dei sintomi o richiede l'intervento del medico. Il monitoraggio del paziente avviene in momenti diversi e passa dal semplice osservare un colorito o un espressione del volto diversa ad un monitoraggio h24 dei parametri vitali come in terapia intensiva.

Da solo l'infermiere può fare poco o nulla, il suo agire è subordinato alla necessità di salute del paziente, dalla prescrizione di un intervento del medico e dall'interazione con altri professionisti, si passa dalla semplice iniezione intramuscolare al domicilio fino all'intervento chirurgico più complesso.

L'infermiere è presente durante i momenti difficili che richiedono il ricovero, che sia una nascita o un decesso, ma se nella fase della nascita ci sono diversi professionisti che vogliono un ruolo di primo piano, come l'ostetrica e il ginecologo, quando in ospedale c'è un decesso atteso allora l'infermiere è presente dato che tutti hanno finito la loro parte.

L'infermiere fa cose semplici burocratiche noiose, ma sempre in un contesto lavorativo che ha un organizzazione ben precisa che arriva all'estremo opposto, l'infermiere sull'elicottero che in pochi minuti deve essere assieme ad un team, sul posto per fare un trasporto in emergenza.

L'infermiere deve coprire tutte le 24 ore e quindi necessariamente lavora per turni h24 e nella concezione ordinaria lavora poco pomeriggio, mattina notte, solo 3 giorni su 5 e due a casa, magari, ma sono 4 giorni in reparto e uno a casa, con notti dall11 ale 12 ore dipende dalle organizzazioni.

L'infermiere fa le notti, per il giudizio superficiale di tanti uno spasso, ma se capita che dei giovani fanno incidenti mortali per aver fatto le ore piccole, cosa può succedere all'infermiere quando torna a casa dalla notte?

Dopo 11 ore passate a tranquillizzare un insonne prima dell'intervento o a correre per fare esami che devono escludere tutte le malattie del mondo e scoprire che hai un ipocodriaco a mano e se d'inverno puoi abbassare i finestrini per restare sveglio d'estate è più difficile.

L'infermiere fa tante cose, ha uno stipendio buono perchè in media i nuovi stipendi si sono abbassati, ha tanti permessi retribuiti, che non userà mai perchè, tanto fa un cambio con il collega, cambia la mattina con il pomeriggio o fa 12 ore di fila per avere il giorno libero e malgrado un turno di 12 ore niente straordinari.

Se l'immaginario collettivo può forse immaginare che l'infermiere faccia delle cose in reparto forse non si sogna che un infermiere pianifichi e conduca studi, faccia lezioni all'università, scriva libri tecnici o romanzi.

L'infermiere spesso collocato nel reparto con il suo coordinatore si è modificato adattato alle necessità, così ci sono gli ambulatori di wound care, dove vengono fatte medicazioni avanzate e consulenze, ci sono i PICC team, ci sono i dirigenti infermieristici.

Lo spazio d'azione dell'infermiere si è allargato si apre alle specializzazioni questo ha richiesto un percorso formativo universitario, studi e ricerche ma oggi può capitare che un infermiere diventa un dirigente infermieristico e collabora con il direttore dell'ASL nella gestione di migliaia di infermieri.

L'infermiere oggi ha una preparazione tecnica in crescita e il neolaureato che oggi si appresta a lavorare ha delle opportunità maggiori rispetto ad un infermiere di 20-25 anni fa, però la crescita spesso è contestuale alle aziende sanitarie, ovvero, se implementano nuovi servizi allora si cresce, difficilmente accadrà che c'è un corso di un master che nessuno conosce e un ASL fa un concorso per quella figura.

L'infermiere fa tante cose con lo studio la ricerca le amplia, però c'è ancora una lacuna fortissima enorme malgrado sia una delle strade che offriranno lavoro nel prossimo futuro.

Mi riferisco al privato, l'infermiere lavora in libera professione come singolo o in studi che  associano anche centinaia di infermieri oppure nelle coop, tutti settori dove la formazione "commerciale" non esiste e te la fai sul campo.

 

 

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