Il dott. Luca Benci giurista autore di numerose pubblicazioni in ambito sanitario e docente svolgerà una serie di corsi ECM sulla responsabilità professionale, le città coinvolte sono, Padova, Milano, Firenze e Torino.

Vi ripropongo una sua presentazione degli eventi...

 A Padova il 19 novembre, l'evento dal titolo "il paziente anziano, fragile e psichiatrico" LINK al deplian

A Milano il 18 dicembre, l'evento dal titolo "la responsabilità professionale sanitaria" LINK al deplian

A Firenze il 14 dicembre l'evento dal titolo "l'autonomia e la responsabilità giuridica in sala operatoria" Link alla pagina del deplian

Visitando il sito del Dott.Luca Benci ci sono numerosi articoli che spesso si ritrovano anche su altri siti grazie al favoloso copia/incolla ma il suo sito è da visitare http://www.lucabenci.it/ infatti sfogliandolo ho letto che a Torino ci sarà una serie di corsi gratuiti per gli iscritti al Nursind e convenzionati per i non iscritti.

 

Presentazione:

I tre eventi formativi – nella loro diversità e nei diversi ambiti - si connotano per l’analisi della responsabilità infermieristica segnata dai diversi livelli di autonomia.
Minimo comun denominatore è costituito dalla c.d. presa in carico del paziente.

L’espressione – vale la pena approfondire – nasce, precisa l’Accademia della Crusca - come linguaggio della prassi degli uffici amministrativi, “in cui il carico può essere rappresentato da una pratica, un progetto, o anche da una persona” ma in relazione al suo inserimento nell’attività lavorativa.

Sempre l’autorevole Accademia della lingua specifica che “negli ultimi anni la locuzione presa in carico è entrata stabilmente nel linguaggio medico e nell'ambito dei servizi sociali, in cui l'espressione presa in carico (di un paziente o di un utente) designa (con riferimento a un paziente o a un utente) l'iter di azioni e interventi specifici pensati attorno al soggetto (come cura e assistenza)”

Presa in carico di un paziente anziano o psichiatrico denota un’ampiezza che esalta il ruolo infermieristico e le sue relative responsabilità. Lo espone anche a criticità nel momento in cui è costretto ad alcune evidenti forzature del quadro dei diritti del paziente: libertà di movimento, l’utilizzo dei mezzi di contenzione laddove necessari, la perquisizione del paziente ecc. ".
Laddove il paziente diventa “difficile”, come può esserlo stato un paziente come Stefano Cucchi, le modalità di presa in carico cambiano, si diversificano e si ampliano, anche e forse nonostante la non collborazione del paziente stesso. Mai infatti il comportamento del paziente può giustificare il c.d. abbandono terapeutico di cui ha più volte parlato il Comitato nazionale di bioetica. L’omissione degli atti di assistenza non può essere giustificata dai comportamenti più o meno liberi di un paziente sottoposto, per altro, a restrizioni della libertà personale.
Il paziente diventa difficile – o può esserlo – in trattamento sanitario obbligatorio che, come deve essere ricordato, non implica atti coercitivi obbligatori contro di lui per il solo fatto che sia stato disposto il trattamento sanitario.

La presa in carico del paziente esiste ovviamente anche in una sala operatoria laddove gli errori spesso dovuti dall’organizzazione inadeguata comportano prese di decisione di equipe non sempre facili dovute alle difficoltà dei rapporti interprofessionali soprattutto dove tali rapporti assumono valenze gerarchiche.

dott.Luca Benci

 

 

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