5. Il segmento accademico: l'egemonia strategica delle università telematiche

Se il mercato dei crediti ECM rappresenta la base piramidale dell'economia formativa in sanità (caratterizzata da altissimi volumi di utenza ma basso scontrino medio unitario), la formazione accademica post-base gestita dalle università telematiche costituisce il vertice della piramide, esprimendo la massima marginalità per singolo utente.

Nel contesto normativo e organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale, gli infermieri italiani, per poter accedere a progressioni verticali di carriera (come l'assunzione di ruoli di coordinamento, ex caposala) o per assumere funzioni specialistiche avanzate (come l'Infermiere di Famiglia e Comunità, figura chiave e fortemente potenziata dalle recenti riforme legate ai fondi del PNRR per lo sviluppo della sanità territoriale), necessitano obbligatoriamente di conseguire Master universitari di I livello (60 Crediti Formativi Universitari - CFU).

5.1 Il vuoto istituzionale e l'offerta telematica

Le università statali tradizionali si rivelano strutturalmente inadeguate a soddisfare questa immensa domanda di professionalizzazione avanzata. A causa dei vincoli del numero chiuso, dell'allarmante scarsità di docenti strutturati nei settori scientifico-disciplinari infermieristici 7, e della rigidità dogmatica degli orari di lezione in presenza, l'accademia pubblica risulta totalmente incompatibile con le complesse esigenze di un personale sanitario soggetto a turnazioni sulle 24 ore e a un forte burnout operativo. In questa drammatica faglia tra il fabbisogno formativo del professionista e l'incapacità del sistema pubblico di provvedervi, si sono inseriti i grandi atenei digitali.

Il panorama dell'alta formazione online è attualmente dominato da giganti finanziari come il Gruppo Multiversity, holding che controlla tre dei principali atenei telematici del Paese: l'Università Telematica Pegaso, l'Universitas Mercatorum e l'Università Telematica San Raffaele Roma.21

La gestione di queste entità risponde a logiche puramente corporate. Nel gennaio 2023, il Gruppo Multiversity ha adottato per le università Mercatorum e Pegaso il nuovo CCNL Terziario, Distribuzione e Servizi per la gestione del personale 21, un chiaro indicatore giuslavoristico della natura spiccatamente aziendale, commerciale e orientata all'efficienza organizzativa della loro operatività, allontanandosi dai classici modelli contrattuali del comparto istruzione.

Il modello di business accademico nell'ambito sanitario si fonda sull'erogazione standardizzata di Master strutturati tipicamente su 1500 ore di carico didattico stimato, equivalenti a 60 CFU. A titolo paradigmatico dell'offerta commerciale, l'Università Pegaso promuove aggressivamente il Master di I livello in "L'infermiere di famiglia e di comunità" (identificato dal Codice MA1781) a un costo al pubblico che parte da 1.100 €.22 Analogamente, atenei concorrenti come l'Università Telematica Giustino Fortunato (Unifortunato) focalizzano le loro risorse di marketing su percorsi altamente richiesti per l'avanzamento burocratico, proponendo il master in "Management delle professioni sanitarie e Funzioni di Coordinamento 23/24", concepito come un requisito curriculare must-have per gli infermieri che ambiscono a posizioni apicali.23 Il portafoglio prodotti si spinge fino a nicchie collaterali: l'università telematica IUL (Italian University Line), ad esempio, promuove percorsi annuali da 1500 ore per certificazioni avanzate come "Applied linguistics for language teaching" (livelli B2 e C1) 24, intercettando indirettamente anche il personale sanitario che necessita di punteggi linguistici per concorsi dirigenziali o per l'accesso a programmi di ricerca europei, diversificando l'offerta per estrarre valore da ogni possibile esigenza curriculare del dipendente pubblico.

5.2 L'analisi dei flussi di immatricolazione MUR: una crescita esponenziale

L'efficacia di questa strategia commerciale è certificata dai dati ufficiali del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR). I numeri relativi alle iscrizioni ai corsi e master di area sanitaria erogati dalle undici università telematiche italiane sono in vertiginosa ascesa. Analizzando i cruscotti statistici (USTAT), si osserva come gli iscritti totali in determinati cluster telematici legati alle professioni della salute siano passati da 9.380 unità nel 2020 a 13.520 nel 2023, con proiezioni che indicano un superamento della soglia delle 16.715 unità nel 2024.25

Questa crescita è sostenuta in larghissima maggioranza da una componente femminile, un dato socio-demografico perfettamente allineato alla composizione di genere della professione infermieristica in Italia. Nello specifico, le donne iscritte in questi raggruppamenti sono passate da 5.230 nel 2020 a 7.582 nel 2023, per sfiorare quota 9.441 nel 2024.25

Anno Accademico

Iscritti Totali Area Sanità (Campione MUR)

Di cui Donne

Di cui Uomini (Calcolati)

2020

9.380

5.230

4.150

2021

10.633

5.880

4.753

2022

10.983

6.118

4.865

2023

13.520

7.582

5.938

2024 (Proiezione)

16.715

9.441

7.274

Tabella 4: Evoluzione degli iscritti ai cluster formativi avanzati telematici rilevati (Fonte dati: Elaborazione su cruscotti USTAT MUR 25).

Il micro-dato di singoli atenei conferma questa esplosione della domanda: analizzando i master dell'Università Telematica Pegaso (sede di Napoli), gli iscritti di genere maschile a determinati percorsi formativi sono balzati da appena 14 nel 2020 a 136 nel 2024, mentre le iscrizioni femminili sono cresciute da 16 a 109 nel medesimo intervallo di tempo.26 Sebbene questi numeri assoluti per singolo corso possano apparire limitati, la loro moltiplicazione per le decine di corsi offerti a catalogo genera volumi finanziari imponenti.

In termini di impatto sistemico e quote di mercato, durante l'anno accademico 2022/2023 gli undici atenei telematici riconosciuti dal MUR hanno immatricolato oltre 251.000 studenti complessivi, arrivando a rappresentare il 13,1% del totale degli iscritti all'intero sistema universitario italiano.27 Se storicamente l'offerta telematico-digitale era focalizzata su aree disciplinari a basso costo infrastrutturale e laboratoriale, come le scienze dell'amministrazione 27, la psicologia (17,1%), la nutrizione (16,2%) o le materie giuridiche, oggi il settore sanitario e agro-veterinario costituisce stabilmente circa il 6,7% di questa imponente offerta formativa online.27 Gli atenei online stanno dunque invadendo in modo metodico e inesorabile le nicchie post-laurea ad alta marginalità della sanità, trasformando l'acquisizione del titolo necessario per i concorsi pubblici in una vera e propria industria dell'EdTech.

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