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man 2037255La definizione spesso varia a seconda della professione, la sua quantificazione è utilizzata spesso per progettare e definire le risorse formative per i professionisti.

La rilevazione passa spesso attraverso questionari autosomministrati dove gli stessi professionisti indicano cosa vorrebbero nel piano della formazione.

Il risultato finale è un elenco di corsi di aggiornamento che hanno obiettivi che spesso sono orientati alla crescita professionale.

E' utile la progettazione del fabbisogno formativo?

Per un'azienda definire il fabbisogno formativo è un passaggio importante, perchè necessario per ottenere il massimo con il budget che si ha a disposizione.

Per il lavoratore è un'opportunità per restare aggiornato e comprendere le proprie attività quotidiane, non sono solo gesti ripetuti meccanicamente, ma sono inseriti in un contesto più ampio e che l'agire quotidiano è all'avanguardia.

 

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La progettazione ha bisogno di informazioni e spesso nel migliore dei casi la raccolta è affidata ad un questionario anonimo che consentirà a tutti di esprimere un parere. Nel peggiore dei casi si chiede ad una sola persona, spesso il coordinatore e se capita di avere a che fare  con un coordinatore della vecchia scuola, che crede ad una formazione fatta solo da chi ha dei problemi e non è capace di lavorare allora dirà che il suo personale non ha bisogno di corsi e nel budget della formazione per gli infermieri non ci saranno corsi... sbaglio? Mentre i Sig.ri medici avranno così a disposizione più soldi.

Il fabbisogno formativo quindi genera un elenco di corsi e congressi che non saranno per tutti gli infermieri ma ci sarà lo spazio per molti se viene fatta una buona progettazione.

Pianificare e progettare la formazione richiede di avere dei facilitatori che coinvolgono gli infermieri e li assistono nella parte burocratica così da rendere più semplice l'accesso ai corsi convegni.

La critica è di una progettazione che punta sempre al nuovo, al futuro, altrimenti sembra non abbia senso investire in formazione.

Eppure tutti facciamo il corso BLSD e facciamo il corso ogni 2 anni circa come reminder e per le tecniche di base degli infermieri cosa facciamo?

Abbiamo molti segnali che ci sono problemi nelle tecniche di base e potrebbero essere facilmente raccolti con una collaborazione medico infermiere, come ad esempio:

infezioni del circolo ematico,

infezioni delle vie urinarie,

danni all'uretra da posizionamento del catetere vescicale,

infezioni da NPT,

enteriti da Nutrizione enterale.

La formazione sulle tecniche mantenuta regolarmente ai primi segnali, non perchè l'infermiere cattivo lo rimandiamo a scuola, ma perchè si vuole essere all'avanguardia e si vuole restare all'avanguardia.

La formazione potrebbe risolvere tantissimi problemi della sanità prima di arrivare all'evento sentinella che attiva il risk manger che poi come soluzione cosa troverà... la formazione.

La formazione come momento di confronto che modifica i processi di lavoro che li revisiona e li mantiene efficienti solo se si punta alla ricerca di un miglioramento continuo che favorisce il confronto fra professionisti che si parlano e insieme interrompono la catena di errori, senza dover arrivare a 91 bambini contagiati e nessuno che fa nulla per anni.

Foto di Elias Sch. da Pixabay  

Slide analisi fabbisogno formativo

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