Il ruolo dell’infermiere in emodialisi: competenze, responsabilità e prospettive

infermiere emodialisi

L’emodialisi è una terapia sostitutiva fondamentale per i pazienti affetti da insufficienza renale cronica (IRC) allo stadio avanzato o terminale.

L’infermiere di dialisi svolge un ruolo cruciale nell’assistenza clinica e tecnica, nella prevenzione delle complicanze, nell’educazione terapeutica e nel supporto relazionale del paziente. L’evoluzione tecnologica, unita alla crescente complessità dei bisogni dei pazienti, richiede competenze specialistiche e aggiornamento continuo.

Introduzione

L’insufficienza renale cronica rappresenta oggi una delle principali sfide sanitarie globali. L’aumento dell’età media, l’incidenza crescente di diabete e ipertensione e il miglioramento delle cure mediche hanno comportato un incremento costante dei pazienti che necessitano di trattamenti dialitici.

L’emodialisi (HD) costituisce la forma di terapia sostitutiva renale più diffusa. È un trattamento complesso che richiede competenze avanzate e un’elevata capacità decisionale da parte dell’infermiere, il quale opera come punto di riferimento sia per il paziente che per il team multidisciplinare composto da nefrologi, dietisti, psicologi, tecnici di dialisi e assistenti sociali.

Competenze dell’infermiere in emodialisi

L’infermiere che opera in un centro dialisi deve possedere un insieme articolato di competenze tecniche, cliniche, educative, relazionali, organizzative e gestionali. Queste competenze sono fondamentali per garantire un trattamento sicuro, efficace e centrato sui bisogni del paziente.

  1. Competenze tecniche avanzate

Le competenze tecniche costituiscono il cuore dell’assistenza in emodialisi e comprendono: 3.1Gestione delle apparecchiature dialitiche

Conoscenza approfondita della struttura e del funzionamento dei monitor dialitici. Capacità di preparare e configurare la macchina in base alla prescrizione medica. Controllo della qualità del dialisato (temperatura, conduttività, composizione elettrolitica). Gestione dei set extra-corporei e identificazione di materiali difettosi o non conformi.

Capacità di effettuare operazioni di manutenzione ordinaria e controlli di sicurezza. Utilizzo di software integrati per la registrazione e il monitoraggio dei parametri.

  1. Gestione degli accessi vascolari

Valutazione pre-trattamento di fistola artero-venosa (FAV), graft o catetere venoso centrale (CVC).

Tecniche di puntura secondo linee guida (rope-ladder, buttonhole).

Applicazione di tecniche di asepsi avanzata durante la connessione/disconnessione. Prevenzione delle complicanze: trombosi, stenosi, ematomi, emorragie.

Gestione delle infezioni correlate al CVC (CLABSI) e applicazione di protocolli di prevenzione. Competenza nella somministrazione di farmaci eparinici o soluzioni lock.

  1. Monitoraggio e gestione della seduta dialitica

Impostazione dei flussi (Qb, Qd), ultrafiltrazione, pressione transmembrana. Sorveglianza continua del circuito extracorporeo.

Gestione di allarmi e anomalie tecniche.

Capacità di interrompere il trattamento in emergenza in condizioni di sicurezza. Monitoraggio dell’adeguatezza dialitica durante e dopo il trattamento.

  1. Competenze Cliniche Avanzate

L'infermiere in dialisi è anche un professionista con solide competenze cliniche.

  1. 4.1.Valutazione clinica pre, intra e post dialisi

Valutazione dello stato idrico tramite esame clinico, peso e strumenti come BIA (bioimpedenziometria).

Analisi dei parametri vitali e individuazione precoce di variazioni cliniche.

Identificazione di segni di sovraccarico idrico, malnutrizione, ipotensione, anemia, infezione. Valutazione di sintomi correlati all’uremia (nausea, prurito, astenia).

  1. Gestione delle complicanze intra-dialitiche

L’infermiere interviene nella gestione di: Ipotensione severa,Crampi muscolari, Cefalea, Reazioni allergiche al dializzatore, Embolia gassosa (gestione secondo protocollo) Aritmie, Emolisi, Coagulazione del circuito extracorporeo

  1. Farmacologia in emodialisi

Conoscenza dei farmaci comunemente utilizzati: eritropoietina, ferro EV, vitamina D, eparina. Calcolo dei dosaggi in relazione alla funzione residua del paziente.

Gestione delle infusioni durante la seduta (antibiotici, farmaci per l’ipotensione).

  1. Interpretazione di esamiematochimici L’infermiere valuta e monitora:

Emoglobina e indici di anemia

Calcio, fosforo e PTH (metabolismo minerale osseo) Elettroliti

Creatinina, azotemia Proteine e stato nutrizionale Marcatori infiammatori

  1. Adeguatezza dialitica

Utilizzo di indicatori come Kt/V, URR.

Collaborazione con il nefrologo nella revisione dei parametri dialitici in caso di insufficiente adeguatezza.

Competenze educative

  1. Educazione alimentare e idrica

Spiegazione del controllo di liquidi, sodio e potassio. Supporto nella gestione del fosforo e nell’uso dei chelanti.

Prevenzione della malnutrizione proteico-calorica.

Il paziente dializzato necessita di un percorso educativo continuo:

  • Educazione alimentare (restrizione fosforo, potassio, liquidi; adeguato apporto proteico). Promozione dell’aderenza terapeutica (farmaci chelanti del fosforo, eritropoietina, vitamina D).
  • Addestramento alla cura dell’accesso vascolare e alla gestione quotidiana dei sintomi. Supporto nell’autogestione della malattia, con un approccio di empowerment e patient engagement.
  • Informazioni sulle alternative terapeutiche (dialisi domiciliare, trapianto). Anche la relazione con il paziente dializzato è unica per frequenza e continuità:
  • Stabilire un clima empatico e di fiducia, utile a migliorare l’adattamento alla terapia. Gestire ansia, depressione e stress correlati alla cronicità.
  • Mediare tra esigenze cliniche e qualità di vita del paziente.
  • Collaborare efficacemente con il team per garantire un’assistenza globale. 5.2Educazione alla cura dell’accesso vascolare
  • Istruzione sull’igiene della FAV o del CVC. Supporto nel riconoscimento precoce di segni di infezione.
  • Addestramento all’autocontrollo del thrill della fistola. 5.3Adesione alla terapia
  • Spiegazione dell’importanza delle terapie concomitanti.
  • Strategie motivazionali personalizzate per migliorare la compliance.
  1. Educazione alla dialisi domiciliare

Training pratico per pazienti e caregiver. Uso delle strumentazioni home-based.

Gestione delle emergenze domestiche.

Competenze relazionali ed empatiche

La relazione terapeutica è parte integrante dell'assistenza. Comunicazione efficace Ascolto attivo e comunicazione centrata sulla persona.

  • Capacità di tradurre concetti clinici complessi in un linguaggio comprensibile, gestione di colloqui motivazionali, supporto psicologico
  • Riconoscimento di ansia, depressione, burn-out del paziente.
  • Accompagnamento nei momenti critici, come il rifiuto della terapia o il declino clinico, gestione del conflitto e del disagio
  • Mediazione tra esigenze terapeutiche e preferenze personali del paziente, prevenzione e gestione dei comportamenti oppositivi.
  • Lavoro interdisciplinare, collaborazione stretta con nefrologi, dietisti, psicologi e assistenti sociali.
  • Partecipazione a briefing e riunioni cliniche.
  • Gestione del rischio clinico e segnalazione di near miss.

Competenze avanzate 

L’infermiere moderno possiede anche competenze innovative, come l'utilizzo di sistemi di monitoraggio remoto (telemedicina), capacità di interpretazione dei dati generati da sensori integrati nei monitor dialitici. Implementazione di programmi di dialisi personalizzata, supportati da algoritmi di IA. Gestione della dialisi home-based come infermiere referente e competenze da Advanced Practice Nurse (APN) in nefrologia: triage clinico, valutazioni avanzate, aggiustamenti non-medicali ai protocolli operativi.

Prospettive future

Le innovazioni tecnologiche e organizzative stanno trasformando l’emodialisi e, di conseguenza, il ruolo infermieristico.

Gli sviluppi attesi potrebbero essere quelli di vedere delle dialisi personalizzate attraverso algoritmi di intelligenza artificiale che modulano in tempo reale durata, ultrafiltrazione e flussi.

Monitoraggio remoto mediante sensori connessi che raccolgono parametri clinici durante la dialisi domiciliare.

Crescita della dialisi home-based, con l’infermiere come formatore e supervisore. Simulatori ad alta fedeltà per l’addestramento dei professionisti.

Espansione del ruolo dell’infermiere avanzato (APN) in nefrologia, con competenze diagnostiche e gestionali più ampie.

Conclusioni

L’infermiere in emodialisi è una figura altamente specializzata, essenziale per la sicurezza, l’efficacia e l’umanizzazione del trattamento dialitico. La complessità della terapia richiede competenze multidimensionali, dalla tecnica alla clinica, dall’educazione alla relazione.

L’evoluzione tecnologica e i nuovi modelli assistenziali rendono indispensabile un aggiornamento costante e uno sviluppo continuo delle competenze professionali.

Bibliografia

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Izzo Gianpietro

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