La Musicoterapia e il suo contributo nel trattamento del neonato prematuro in terapia intensiva neonatale

La musicoterapia è un trattamento di cui purtroppo non si conoscono appieno le modalità di applicazione e i benefici.

Ho voluto approfondire il tema della musicoterapia nel mio elaborato di tesi focalizzandomi sul dare un inquadramento generale di questo trattamento e dei suoi effetti sui neonati prematuri ricoverati all’interno dei reparti di terapia intensiva neonatale.

Definizione e origini della musicoterapia 

Partirei col citare l’American Music Therapy Association (AMTA), che nel 2005 definì la musicoterapia come: “l'uso clinico e basato sull'evidenza di interventi musicali per raggiungere obiettivi individualizzati all'interno di una relazione terapeutica da parte di un professionista accreditato che ha completato un programma di musicoterapia approvato”. (1).

Durante il processo evolutivo, i nostri antenati, i primi ominidi, erano in grado di emettere suoni di tono variabile, dimostrando che la musica deve aver preceduto la parola nel livello più semplice il rapporto tra la musica è l’uomo è imprescindibile, essa è stata impiegata sin dall’epoca greca a scopo terapeutico, e ad oggi questa terapia viene impiegata in diversi campi, che spaziano da quello della salute, come prevenzione, riabilitazione e sostegno, a quello del benessere al fine di ottenere un migliore equilibrio e armonia psico-fisica. (2)

Per comprendere appieno gli effetti positivi che ha la musica è doveroso fare una premessa rispetto alla sua fisiologia.

La musica è composta dal suono, definito come una vibrazione nell’aria con una sua intensità, frequenza, periodicità e durata.

La frequenza del suono si misura in Hertz (Hz). Mentre in decibel (dB) si esprime la pressione del suono.

Quando si parla di rumore si fa riferimento ad un suono indesiderato, che va ad interferire con la comunicazione vocale o musicale e che provoca disturbo e/o dolore all’orecchio. (3)

Gli interventi di musicoterapia possono permettere il conseguimento di vari obiettivi sanitari ed educativi:

  • promuovere il benessere,
  • gestire lo stress,
  • alleviare il dolore,
  • esprimere sentimenti,
  • migliorare la memoria,
  • migliora la comunicazione,
  • promuovere la riabilitazione fisica, e altro ancora.

La tipologia di pazienti di mio interesse sono stati i neonati prematuri

Gli interventi musicali durante il corso della loro applicazione possono essere il frutto di combinazioni di registrazioni, musica dal vivo, o strumentale o vocale, o entrambi.

Il sistema uditivo già a 24 settimane di EG inizia a funzionare, per cui il feto all’interno del grembo materno inizia ad avere un primo contatto, seppur ovattato, con il mondo esterno.

I suoni maggiormente avvertiti sono quelli legati all’ambiente e le voci, soprattutto quella materna. Tra la
29° e la 37° settimana di EG i feti reagiscono alle melodie a loro familiari, ascoltate regolarmente dalla mamma. (5)

Gli studi raccomandano l’applicazione della musica registrata per i neonati di almeno 28 settimane di età gestazionale, mentre la musica dal vivo è consigliata per i neonati di almeno 32 settimane di età gestazionale.

Questi suggerimenti sono dovuti al grado di sviluppo e dalla tolleranza da parte dei bambini per l’elaborazione di stimoli più o meno complessi.

Per essere eleggibili al trattamento di musicoterapia è necessario che i neonati siano stabili, per cui nelle seguenti casistiche non va applicata:

  • Terapia con fenobarbitale, una farmaco ad azione anticonvulsivante e sedativa;
  • Leucomalacia periventricolare;
  • Emorragie di III o IV grado.

Prima di iniziare bisogna preparare correttamente l’ambiente in cui la musicoterapia verrà effettuata; lo scopo è quello di ridurre i rumori di fondo, chiudendo le porte della stanza e riducendo il volume degli allarmi, di modo che non vi siano fonti di disturbo.

Le linee guida dell’OMS e gli standard dell’American Academy of Pediatrics (AAP) suggeriscono che i livelli di rumore ambientale non dovrebbero superare i 40-45 dB in terapia intensiva neonatale. (1) 

Per dormire i livelli di rumore ottimali sono <35 dB. (6)

Rischi della musicoterapia

Alte intensità di rumore potrebbero provocare apnee, ipossiemie ed alterazioni dei livelli di saturazione di ossigeno causandone un aumento del consumo ed andando ad alterare la frequenza cardiaca e respiratoria; questo quadro andrebbe ad incidere sulla quantità di calorie disponibili, e quindi sulla crescita del prematuro.

Nei neonati con basso peso alla nascita frequenze troppo alte o basse provocano un rialzo della pressione arteriosa basale di 10mmHg.

Per questi motivi è estremamente importante il controllo dei livelli di decibel a cui il neonato viene esposto. (3)

È molto importante la distanza tra il neonato e la fonte di erogazione della musica; le evidenze suggeriscono di rispettare una distanza di 30 cm dall’orecchio, nel caso in cui si tratti di musica registrata.

Se la musica è suonata dal vivo le distanze sono maggiori, almeno due metri dalla culla.

Le indicazioni rispetto alla durata dell'intervento musicale sono estremamente variabili da studio a studio.

La sessione di intervento più breve è durata 3 min, mentre la più lunga è durata 360 min. (7)

Nel reparto di Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico Sant’Orsola Malpighi le sessioni musicali durano circa 30 minuti.

Non tutti i tipi di musica sono adatti per stimolare correttamente i pazienti.

Sui neonati prematuri le forme musicali maggiormente utilizzate sono le ninne nanne; ed in generale tutte quelle melodie caratterizzate dalla presenza di ripetitività nei suoni; e cantate da una voce femminile, l’ideale sarebbe che la voce sia quella della madre.

Nel caso in cui vi siano dei musicoterapisti che suonino in live possono accompagnare la melodia con degli strumenti, come ad esempio l’arpa. (1)

Le indagini della maggior parte della letteratura scientifica implicano, per impostazione metodologica, che i suoni e la musica non siano né alti né alti, né voci basse ma piuttosto suggestive di una gamma “familiare” e “riconosciuta”.

L'ideale è che questi suoni provengano da un'origine fisica, per cui la fonte è la madre o il padre (8).

Conclusioni

Per ottenere il massimo degli effetti benefici dal trattamento di musicoterapia l’ideale sarebbe quello di andarlo a combinare con altri interventi non farmacologici in grado di generare benessere nel neonato, atti a garantire la care neonatale, la cui esecuzione è di pertinenza infermieristica.

Con il termine care neonatale s’intende l’insieme di tecniche assistenziali che mirano a ridurre lo stress del neonato nell’ambiente extrauterino.

I trattamenti attuabili sono molteplici: la suzione non nutritiva, effettuata quindi a scopo consolatorio per alleviare il dolore del prematuro; o attuazione della Kangaroo mother care.

Bibliografia

  1. Mohan A, Gokulakrishnan G, El-Saie A, Brickley A, Hagan J, Pammi M. 2021 Music therapy for preterm neonates in the neonatal intensive care unit: An overview of systematic reviews. Acta Paediatr.;110(12):3180-3200. doi:10.1111/apa.16055
  2. Junrui Huang1*, Xiaoqing Li2. Effetti e applicazioni della musicoterapia su Salute psicologica: una revisione. Advances in Social Science, Education and Humanities Research, volume 638 Atti della Conferenza internazionale sull'arte pubblica del 2021 e Sviluppo umano (ICPAHD 2021)
  3. Almadhoob A, Ohlsson A. Sound reduction management in the neonatal intensive care unit for preterm or very low birth weight infants. Cochrane Database Syst Rev. 2020;1(1):CD010333. Published 2020 Jan 27. doi:10.1002/14651858.CD010333.pub3
  4. Bieleninik Ł, Ghetti C, Gold C. Music Therapy for Preterm Infants and Their Parents: A Meta-analysis. Pediatrics. 2016;138(3):e20160971. doi:10.1542/peds.2016-0971
  5. Anderson DE, Patel AD. Infants born preterm, stress, and neurodevelopment in the neonatal intensive care unit: might music have an impact?. Dev Med Child Neurol. 2018;60(3):256-266. doi:10.1111/dmcn.13663
  6. van der Heijden MJ, Oliai Araghi S, Jeekel J, Reiss IK, Hunink MG, van Dijk M. Do Hospitalized Premature Infants Benefit from Music Interventions? A Systematic Review of Randomized Controlled Trials. PLoS One. 2016;11(9):e0161848. Published 2016 Sep 8. doi:1371/journal.pone.0161848
  7. Cordella E. S. Musicoterapia strumento per lo sviluppo psicomotorio del prematuro. Terapia Intensiva Neonatologica. Ricercatore EBN, 2015
  8. Loewy J, Stewart K, Dassler AM, Telsey A, Homel P. The effects of music therapy on vital signs, feeding, and sleep in premature infants. Pediatrics. 2013;131(5):902-918. doi:10.1542/peds.2012-1367

 

Foto di thedanw da Pixabay

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