Vi riporpongo la newsletter del GAVeCeLT - Febbraio 2015

Cari amici e colleghi,

Prima di lasciarVi come al solito all’argomento del mese, ho il piacere di annunciarVi che, come promesso, abbiamo inserito nell’archivio documenti del nostro sito tutte le relazioni scientifiche presentate nelle sessioni plenarie dell’ultimo PICC Day 2014 di Genova, oltre agli abstract dei tre poster premiati. Siamo sicuri che la notizia farà piacere a tutti coloro che non sono riusciti a raggiungerci a Genova, ma anche a molti degli intervenuti, potenzialmente interessati a rivedere e a riconsiderare le relazioni presentate in quella occasione.

Tra i nuovi progetti scientifici del GAVeCeLT, Vi ricordo che stiamo raccogliendo adesioni per un multicentrico italiano sui PICC-port, un altro sull’uso della colla istoacrilica per sigillare il sito di inserzione dei PICC e un altro sulla tunnellizzazione dei PICC: chi tra di Voi fosse interessato a partecipare con il proprio Centro ad uno di questi studi ( il cui protocollo è ancora in via di definizione conclusiva ) può contattarmi o direttamente al mio indirizzo email ( mauro.pittiruti@rm.unicatt.it ) o tramite l'email del nostro sito.

Dal punto di vista educazionale, oltre alle consuete attività formative riguardanti gli accessi venosi organizzate presso la Università Cattolica di Roma in collaborazione con GAVeCeLT ( documento A ), Vi comunico che è stata fissata la data della nuova edizione del corso istruttori PICC, che si svolgerà a Roma il 22-23 aprile, e della prossima edizione del corso sullavenipuntura ecoguidata nel neonato e nel bambino, che si svolgerà al Meyer di Firenze in data 8-9 maggio: di entrambi i corsi comparirà a breve sul nostro sito la relativa brochure. Continueremo altresì con questenewsletter, che affronteranno mensilmente argomenti nuovi o interessanti presentati al PICC Day di Genova o negli altri nostri incontri scientifici e formativi.

Buon lavoro a tutti, Mauro Pittiruti

L'ARGOMENTO DEL MESE: IL KIT PER LA GESTIONE DELL’ACCESSO VENOSO CENTRALE

La gestione dell’accesso venoso centrale riveste un ruolo fondamentale per il mantenimento della funzione dell’accesso venoso e per la minimizzazione delle possibili complicanze di tipo infettivo e non. Schematicamente, possiamo distinguere tra gestione del sito di emergenzadell’accesso venoso ( finalizzata a minimizzare il rischio di infezione da contaminazione per via extraluminale ed il rischio di dislocazione ) e gestione della linea infusionale ( finalizzata a minimizzare il rischio di infezione da contaminazione per via intraluminale ed il rischio di occlusione del lume ).

Come consigliato dalle linee guida più recenti, quali quelle del CDC 2011, dell’EPIC 2014 e dello SHEA 2014 ( tutte scaricabili dal nostro sito: vedi nella sezione dedicata alle linee guida ), la gestione del sito d’emergenza richiede oggi l’utilizzo di un antisettico appropriato per la disinfezione cutanea ( clorexidina al 2% in alcool al 70% ), di un adeguato dispositivo sutureless per bloccare il catetere e di una medicazione adesiva trasparente di buona qualità in termini di traspirabilità, laddove la gestione della linea infusionale richiede la scelta di un cappuccio a valvola ( needle free connector ) a pressione neutra, una appropriata disinfezione del cappuccio stesso ( meglio se utilizzando un sistema passivo di disinfezione, come quello garantito dai port protectors ), nonché una appropriata policy di lavaggio ( flushing ) del lume con soluzione fisiologica.

Tale gestione - apparentemente complessa poiché richiede la disponibilità di molti diversi dispositivi - è oggi facilitata dall’utilizzo di kit appositi per la gestione di accessi venosi centrali ( ad inserzione periferica - PICC - o centrale - CICC ), i quali già contengono tutto il materiale indispensabile. Uno dei kit più noti tra quelli in circolazione ( documento B ) contiene ad esempio un dispositivo sutureless, un feltrino a rilascio di clorexidina, una medicazione adesiva trasparente, un needle free connector a pressione neutra, due siringhe preriempite di fisiologica integrate da un port protector ( ovvero un cappuccio che mantiene automaticamente disinfettata la superficie del needle free connector: ricorderete che ne abbiamo trattato specificamente in una nostra precedente newsletter ). L’insieme di tali dispositivi garantisce in modo sistematico la riduzione del rischio di complicanze infettive da contaminazione extraluminale ( membrana semipermeabile trasparente + fissaggio sutureless + feltrino a rilascio di clorexidina ) o da contaminazione intraluminale ( port protector), nonché del rischio di dislocazione ( membrana semipermeabile trasparente + fissaggio sutureless ) e del rischio di occlusione del lume (needle free connector a pressione neutra + siringa preriempita con fisiologica per il flushing ) ( documento C ).

La simultanea presenza di tutti tali dispositivi nella medesima confezione comporta come ovvio un grande vantaggio in termini logistici ed economici. Esistono kit espressamente progettati per la gestione dei PICC (documento D )ma anche altri specificamente per la gestione dei CICC (documento E ).

Vi ricordiamo che già da qualche tempo è stato pubblicato sul nostro sito un video che illustra la gestione di un PICC utilizzando uno di questi kit (clicca qui per vedere il video ). Altri dettagli sulle buone pratiche per la prevenzione delle complicanze degli accessi venosi, con particolare riferimento alla prevenzione delle complicanze infettive, sono contenuti in un video recentissimo appena pubblicato sul nostro sito, dal titolo ‘Un microdramma sulle CRBSI’, che si propone di prendere in esame in modo scherzoso, tramite una piccola recita a soggetto, le principali misure per contrastare il rischio infettivo sia durante la inserzione dell’accesso venoso che durante il suo mantenimento ( clicca qui per vedere il video ): buona visione (e buon divertimento) a tutti.

Dott. Mauro Pittiruti

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