Quattro domande al dott.Pietro Dri responsabile del progetto ECCE

 

Ricordi la prima volta che ti hanno parlato della FAD per gli infermieri

"La nascita di ECCE-InFAD è strettamente collegata a quella di ECCE-medici, il Progetto di formazione a distanza dell’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) rivolto ai medici.

Nel 2004 è stata sviluppata con AIFA l’idea di proporre agli operatori sanitari un nuovo modello di formazione a distanza basato, al posto del classico questionario nozionistico, sul modello del caso clinico. L’idea era di sviluppare due progetti uno per i medici e l’altro, pensato con Paola di Giulio, per gli infermieri che garantissero una formazione meno teorica e più pratica.

Si è deciso quindi di presentare la proposta alla Commissione Nazionale ECM che per il primo anno (2005) ha approvato il Progetto rivolto ai medici in via sperimentale. Visti gli ottimi risultati di questa sperimentazione, l’anno successivo la sperimentazione si è allargata agli infermieri, con la nascita di InFAD il primo giugno 2006 e la messa on line dei primi 10 casi.

I numeri del progetto

"In poco più di 2 anni abbiamo raggiunto i 100.000 iscritti e abbiamo erogato oltre 3.200.000 crediti. E’ un traguardo che supera le più rosee aspettative: fin dai primi mesi di attivazione del Progetto gli infermieri hanno mostrato un grande interesse ed è lodevole la costanza e l’impegno che hanno dimostrato di avere con il passare del tempo. Il Progetto ormai è diffuso in tutta Italia anche se è ancora evidente un netto gradiente discendente da Nord a Sud. La Lombardia è la regione che in assoluto ha il maggiore numero di iscritti (quasi 22.0000), anche se parametrando questo dato al numero di infermieri per regione emerge che al primo posto c’è la Valle d’Aosta con il 47,3% degli infermieri registrati al Progetto. Il fanalino di coda è invece il Molise con solo 253 iscritti pari al 5,5% degli infermieri iscritti ai collegi provinciali della Regione. Probabilmente le differenze ancora marcate tra Nord e Sud dipendono dalla minore informatizzazione di molte aree del Meridione. La speranza è che al più presto si riesca a colmare tale divario uniformando la formazione degli infermieri".

Le domande più frequenti degli utenti

"Le domande più frequenti sono per lo più relative a questioni sull’ABC dell’informatica: molti infermieri chiedono per esempio come devono fare per modificare l’indirizzo di posta elettronica, come possono scaricare le fonti di aggiornamento, oppure chiedono se possono utilizzare lo stesso indirizzo e-mail del coniuge o di un amico perché non hanno una propria casella di posta elettronica. Alle e-mail che arrivano in redazione viene risposto nel giro di 24 ore e sono molti gli infermieri che una volta risolto il problema scrivono nuovamente ringraziando contenti per aver superato la difficoltà e per essere riusciti a cimentarsi con il computer nonostante qualche perplessità iniziale. Stiamo notando infatti che ECCE-InFAD non è solo uno strumento di aggiornamento professionale ma si sta rivelando anche uno strumento utile per aiutare gli infermieri a prendere dimestichezza con il computer".

Chi scrive i casi per il Progetto ECCE-InFAD?

"I casi sono scritti da infermieri scelti in base al curriculum dal responsabile scientifico, Paola di Giulio. Tutti gli infemieri che volessero possono comunque inviare la loro candidatura attraverso il sito di ECCE (http://aifa.progettoecce.it). Dopo la scrittura i testi vengono sottoposti a un lungo lavoro redazionale e a un doppio doppio referaggio: uno interno alla redazione e uno esterno a opera di un esperto. Altrettanto accade per i dossier InFAD. Il lavoro che c’è alla spalle di ogni percorso che viene pubblicato online è enorme e coinvolge un gran numero di persone impegnate con passione nelle varie funzioni sotto la direzione di Paola di Giulio per la parte scientifica e mia per la parte redazionale, informatica ed editoriale. Chi volesse conoscere i nomi di chi lavora a questo progetto può farlo cliccando il tasto “Gruppo di lavoro" nel sito di ECCE-InFAD. E’ a tutti questi infermieri e alla redazione specializzata che va il mio ringraziamento, oltre ovviamente alla lungimiranza AIFA che ha fortemente voluto e sostenuto questo progetto e all’IPASVI che ha posto la propria egida e ne ha consentito la diffusione attraverso il proprio sito internet, le proprie pubblicazioni e i collegi provinciali”.

 

Dott. Pietro Dri

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