L'evoluzione dei sistemi sanitari occidentali è segnata dal progressivo invecchiamento della popolazione, dall'espansione della multimorbilità cronica e dalla contestuale necessità di decongestionare i presidi ospedalieri potenziando le reti di prossimità.
In questo scenario di riorganizzazione delle cure primarie e intermedie, la valorizzazione delle competenze specialistiche infermieristiche costituisce una leva organizzativa ineludibile. Tra i nodi sistemici più rilevanti spicca la potestà prescrittiva infermieristica, intesa non quale rivendicazione di status, ma come strumento clinico-organizzativo per garantire la continuità assistenziale, snellire i percorsi terapeutici e ridurre i costi di transazione burocratica a carico dell'assistito.
Mentre la letteratura biomedica internazionale dimostra la piena sicurezza clinica e l'efficacia degli interventi prescrittivi guidati da infermieri con formazione accademica avanzata, l'Europa riflette assetti legislativi fortemente differenziati.
L'Italia vive una fase di transizione: l'ordinamento ha recentemente aperto alla prescrizione di presidi, ausili e dispositivi medici per le lauree magistrali a orientamento clinico, ma ribadisce una chiusura categorica sul versante dei medicinali. Questa configurazione diverge profondamente dai percorsi consolidati nel Regno Unito e in Spagna, dove la prescrizione farmacologica — sia essa autonoma o protocolizzata — è da tempo parte integrante della pratica quotidiana.
La parabola normativa italiana: dal vincolo ausiliario alle lauree magistrali cliniche
La professione infermieristica italiana ha attraversato una decisa emancipazione giuridica, culminata nel superamento della logica mansoriale e nel riconoscimento dell'autonomia decisionale. Le tappe fondamentali del Decreto Ministeriale 739/1994, della Legge 42/1999, della Legge 251/2000 e della Legge 43/2006 hanno codificato la responsabilità diretta dell'infermiere nell'identificazione dei bisogni, nella pianificazione e nella valutazione dell'intervento assistenziale. Il Decreto Ministeriale 77/2022 ha successivamente formalizzato il ruolo dell'Infermiere di Famiglia e Comunità (IFoC) quale fulcro territoriale delle Case e degli Ospedali di Comunità.
Ciononostante, il quadro regolatorio ha conservato una rigida separazione tra la competenza valutativo-decisionale dell'infermiere e la titolarità della ricettazione. Ai sensi del Decreto Legislativo 219/2006 (Titolo VI), la facoltà di prescrivere farmaci a carico o meno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è confinata esclusivamente alla professione medica e odontoiatrica. Tale limitazione ha generato una storica incongruenza nella gestione quotidiana delle lesioni croniche cutanee, delle stomie e dell'incontinenza.
Nelle unità di vulnologia e nelle cure domiciliari, l'infermiere specialista in wound care valuta la fisiopatologia del letto della lesione, la composizione dell'essudato, l'eventuale carica batterica superficiale o la formazione di biofilm, individuando il presidio più appropriato tra idrocolloidi, alginati, idrofibre, schiume di poliuretano o matrici avanzate. Tuttavia, l'erogazione materiale di tali ausili a carico del sistema pubblico ha continuato a esigere la sigla del medico di medicina generale o dello specialista, riducendo spesso la prescrizione a un mero visto notarile su decisioni terapeutiche assunte in toto dall'infermiere.
Una concreta inversione di tendenza è sopraggiunta con i Decreti Ministeriali del Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) n. 159 del 6 febbraio 2026 e n. 177 del 25 febbraio 2026. I decreti hanno riformato l'assetto didattico della classe magistrale infermieristica (LM/SNT1-B), istituendo tre percorsi biennali ad alta specializzazione clinica: l'infermieristica nelle cure primarie e di famiglia e comunità, l'infermieristica nelle cure intensive e nell'emergenza, e l'infermieristica nelle cure neonatali e pediatriche.
Attraverso tale riforma, il legislatore associa per la prima volta al titolo magistrale specialistico la competenza diretta a prescrivere tecnologie, ausili e presidi correlati all'assistenza infermieristica. Il perimetro include medicazioni avanzate, dispositivi per urostomie ed enterostomie, presidi per la continenza e ausili per pazienti cronici stabilizzati. La norma esclude in modo tassativo la prescrizione di specialità medicinali e l'indicazione di indagini diagnostiche strumentali, circoscrivendo la nuova facoltà a una figura provvista di formazione accademica di secondo livello.
Il conflitto interprofessionale e le criticità interpretative
L'attribuzione prescrittiva agli infermieri specialisti ha innescato un acceso confronto con gli organi di rappresentanza medica. La Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) ha contestato il provvedimento, argomentando che qualsiasi atto prescrittivo debba discendere da una preventiva diagnosi nosologica, riservata dalla giurisprudenza alla competenza medica. Sul piano medico-legale, i rappresentanti dei medici sollevano riserve in ordine alla responsabilità civile e penale derivante da eventuali eventi avversi conseguenti all'impiego improprio di ausili tecnologici o medicazioni attive.
La Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) ha replicato chiarendo che la prescrizione assistenziale non costituisce un'invasione di campo né un surrogato della diagnosi medica nosologica, bensì l'espressione formale della diagnosi infermieristica e del piano autonomo di cura. La FNOPI evidenzia come la decisione circa il tipo di medicazione interattiva o il dispositivo di raccolta per stomia sia da sempre parte del bagaglio formativo e clinico dell'infermiere. La prescrizione diretta elimina passaggi burocratici privi di valore clinico aggiunto, ottimizza i tempi di erogazione e assicura una gestione tempestiva dei percorsi di cura domiciliari e territoriali.
L'esperienza del Regno Unito: l'affermazione dell'indipendenza prescrittiva
Il modello britannico, regolamentato dal Nursing and Midwifery Council (NMC), costituisce l'approccio europeo più maturo e permissivo nell'ambito del Non-Medical Prescribing (NMP). L'ordinamento del Regno Unito ha superato la rigida barriera medica strutturando percorsi progressivi culminati nell'autonomia prescrittiva piena.
Il regime collaborativo: Supplementary Prescribing
Introdotto nel 2003, il Supplementary Prescribing si configura come una collaborazione clinica concordata tra un medico (Independent Medical Prescriber) e un infermiere accreditato. In questo assetto, la diagnosi primaria e l'inquadramento iniziale competono al medico, che formula un Piano di Gestione Clinica (Clinical Management Plan - CMP) individualizzato. L'infermiere ha il mandato di monitorare l'evoluzione del paziente, titolare o modificare le dosi dei farmaci indicati e prorogare il trattamento, garantendo la gestione continuativa delle patologie croniche.
Il regime avanzato: Independent Prescribing
A partire dal 2006, e con l'ulteriore estensione del 2012 ai farmaci controllati e stupefacenti (Controlled Drugs delle tabelle da 2 a 5), il Regno Unito ha abilitato gli infermieri in possesso della qualifica specialistica a operare come Independent Prescribers. Il professionista assume la responsabilità totale dell'assessment diagnostico, della diagnosi differenziale e della scelta terapeutica. L'ambito prescrittivo comprende l'intero prontuario del British National Formulary (BNF), inclusi tutti i farmaci soggetti a ricetta medica (POM), i farmaci di automedicazione e qualsiasi dispositivo medico o medicazione, con il solo vincolo deontologico e giuridico di agire entro i limiti del proprio ambito di competenza clinica accertata. I dati epidemiologici dimostrano che la quasi totalità degli infermieri prescrittori britannici opera oggi in regime indipendente, mentre l'assetto supplementare riveste un ruolo residuale.
Il modello territoriale: Community Practitioner Nurse Prescribers
Gli infermieri del territorio e le ostetriche possono accedere a programmi formativi specifici (codificati NMC V100 o V150) che conferiscono l'autorizzazione a prescrivere direttamente da un prontuario circoscritto (Nurse Prescribers' Formulary), concepito per la gestione territoriale delle lesioni cutanee, delle cure igieniche avanzate, dei disturbi minori e della profilassi.
L'abilitazione all'Independent and Supplementary Prescribing richiede il completamento del corso accreditato V300, collocato a livello di formazione post-base (Level 7 / Master, pari a 30-45 crediti formativi). Il programma impone l'approfondimento di farmacocinetica, farmacodinamica e diagnostica clinica avanzata, unitamente a un tirocinio guidato sotto la supervisione di un medico tutor (Designated Medical Practitioner o Practice Assessor).
Il modello spagnolo: la via mediana tra indicazione autonoma e guide cliniche convalidate
In Spagna, la regolamentazione della prescripción enfermera è disciplinata dal Real Decreto 1302/2018, che ha superato le criticità applicative del precedente Real Decreto 954/2015. Il legislatore iberico ha delineato una distinzione terminologica e sostanziale: non impiega la locuzione "ricetta medica", bensì definisce l'atto come indicazione, uso e autorizzazione alla dispensazione attraverso la specifica orden de dispensación de enfermería. Tale titolo prescrittivo è digitalizzato e integrato a livello nazionale nella ricetta elettronica (REC) dei servizi sanitari regionali.
Il sistema spagnolo articola l'attività infermieristica su due binari operativi ben definiti.
Ambito autonomo di indicazione
Tutti gli infermieri laureati (in possesso del titolo di Grado en Enfermería di quattro anni) con almeno un anno di anzianità professionale — o previo superamento di un corso di adeguamento gratuito offerto dall'amministrazione sanitaria — ricevono l'accreditamento per indicare e autorizzare in piena autonomia la dispensazione di tutti i prodotti sanitari (medicazioni avanzate, sistemi di fissaggio, presidi per enterostomie e ausili per l'incontinenza) nonché di tutti i medicinali non soggetti a prescrizione medica (OTC e SOP). La facoltà prescinde da intese col singolo medico curante ed è inerente alla valutazione dei bisogni di cura.
Ambito collaborativo su guide cliniche nazionali
Per i farmaci soggetti a prescrizione medica obbligatoria, l'intervento infermieristico non richiede una delega fiduciaria del singolo medico né piani terapeutici ad personam. La potestà di avviare trattamenti farmacologici, modularne i dosaggi, prorogarne la somministrazione o sospenderli temporaneamente per tossicità è subordinata all'applicazione di linee guida e protocolli di pratica clinica e assistenziale convalidati dalla Direzione Generale della Salute Pubblica del Ministero della Salute e pubblicati nel Boletín Oficial del Estado (BOE).
Nel corso degli ultimi anni, il Ministero della Salute spagnolo ha validato protocolli nazionali che consentono all'infermiere accreditato di gestire farmacoterapie complesse. Tra questi spiccano i percorsi per:
- La cura delle lesioni complesse e delle ferite (heridas), inclusi disinfettanti, enzimi proteolitici e preparati specifici;
- La gestione delle complicanze nelle ustioni e nei portatori di stomia;
- Il diabete mellito di tipo 1 e tipo 2, che disciplina l'adattamento posologico delle insuline rapide e a lunga durata d'azione, l'uso di metformina, secretagoghi e glucagone per via iniettiva;
- L'ipertensione arteriosa e l'anticoagulazione orale;
- Il trattamento sintomatico della febbre;
- Le infezioni non complicate del tratto urinario inferiore nelle donne adulte;
- L'impiego di anestetici locali (lidocaina, bupivacaina, mepivacaina) nell'ambito di manovre invasive, suture, debridement chirurgico o medicazioni dolorose;
- I protocolli farmacologici di supporto alla disassuefazione tabagica.
Il dispositivo normativo iberico assicura la piena copertura medico-legale all'operatore, ancorando la discrezionalità prescrittiva a standard scientifici nazionali concordati tra collegi infermieristici e società mediche.
Analisi comparativa delle architetture regolatorie
Le soluzioni adottate in Italia, Regno Unito e Spagna delineano differenti gradi di integrazione tra competenze cliniche infermieristiche e potestà prescrittiva.
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Dimensione di analisi |
Italia |
Regno Unito |
Spagna |
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Quadro normativo fondamentale |
D.M. MUR 159/2026 e 177/2026; D.Lgs. 219/2006 |
Human Medicines Regulations; standard educativi NMC |
Real Decreto 1302/2018; Ley de Garantías y Uso Racional de los Medicamentos |
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Requisito formativo minimo |
Laurea Magistrale a orientamento clinico (LM/SNT1-B, 120 CFU) |
Corso universitario post-base V300 (Level 7, 30-45 crediti) con tutoraggio clinico |
Laurea quadriennale (Grado) + 1 anno di esperienza clinica o percorso formativo regionale |
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Presidi e medicazioni avanzate |
Prescrizione autonoma conferita all'infermiere magistrale specialista |
Prescrizione autonoma totale (Independent Prescriber o Prontuario CPNP) |
Indicazione e autorizzazione autonoma tramite orden de dispensación |
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Farmaci da banco e senza ricetta (OTC/SOP) |
Non consentita formalmente a carico SSN (subordinata a indicazione medica o consiglio farmaceutico) |
Prescrizione autonoma |
Indicazione autonoma tramite orden de dispensación |
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Farmaci con obbligo di ricetta medica |
Preclusione assoluta (esclusiva medica ai sensi del D.Lgs. 219/2006) |
Ampia autonomia diagnostico-prescrittiva (intero BNF, inclusi stupefacenti Schedule 2-5) |
Prescrizione collaborativa guidata da protocolli ministeriali nazionali pubblicati su BOE |
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Strumento informatico di prescrizione |
In via di integrazione con i sistemi regionali di prescrizione ausili e protesica |
Piattaforma NHS Electronic Prescription Service (EPS) |
Piattaforma regionale di Receta Electrónica (REC) |
Evidenze scientifiche su sicurezza ed esiti clinici
L'ampliamento delle facoltà prescrittive alle professioni non mediche è stato oggetto di rigorosa valutazione scientifica. La revisione sistematica Cochrane condotta da Weeks et al. ha analizzato gli esiti clinici della prescrizione non medica rispetto a quella medica tradizionale nella gestione delle patologie acute e croniche.
L'analisi ha documentato che gli infermieri prescrittori scelgono tipologie di farmaci, combinazioni terapeutiche e posologie perfettamente sovrapponibili a quelle dei medici, conseguendo esiti di controllo glicemico, pressorio e lipidico comparabili o lievemente superiori. La soddisfazione espressa dai pazienti assistiti da infermieri prescrittori è risultata costantemente elevata, grazie alla qualità della comunicazione clinica, all'educazione all'aderenza terapeutica e alla rapidità di accesso alle cure.
Tali conclusioni convergono con le linee guida globali pubblicate dall'International Council of Nurses (ICN) e con gli studi comparativi europei di Claudia B. Maier, che esaminano l'adozione delle riforme legislative in 13 Paesi. L'evidenza smentisce il timore che l'autonomia prescrittiva infermieristica determini un aumento degli errori di somministrazione o delle reazioni avverse. Al contrario, l'impossibilità di prescrivere frammenta i piani di assistenza, genera ritardi nell'inizio delle terapie topiche o sistemiche e costringe gli utenti a duplicare le visite sanitarie per ragioni meramente burocratiche.
Prospettive e implicazioni per la professione infermieristica in Italia
L'innovazione tracciata dai Decreti MUR 159 e 177 del 2026 segna un punto di rottura nell'evoluzione dell'infermieristica italiana, ma pone questioni attuative di primaria importanza per i vertici professionali e le direzioni sanitarie.
La scelta italiana di vincolare la prescrizione di presidi assistenziali e medicazioni avanzate al conseguimento di una Laurea Magistrale clinica biennale (120 CFU) rappresenta un approccio protettivo e accademico rigoroso. Se confrontata con il modello spagnolo — che abilita tutti i professionisti con esperienza annuale di base all'indicazione di prodotti sanitari — la soluzione nazionale garantisce standard didattici elevati, ma pone vincoli quantitativi alla disponibilità immediata di personale prescrittore sul territorio, condizionata dalla programmazione delle corti universitarie e dai tassi di immatricolazione.
Affinché la riforma produca benefici tangibili sul funzionamento dei servizi sanitari, l'abilitazione prescrittiva accademica dovrà essere tradotta tempestivamente sul piano procedurale. Ciò richiede l'integrazione del codice prescrittore infermieristico nel Sistema Tessera Sanitaria e nei cataloghi informatici dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), superando gli ostacoli applicativi regionali che ancora impongono la trascrizione medica per l'erogazione di ausili complessi.
Sul fronte dei farmaci, il permanere della preclusione totale rischia di limitare l'efficacia dell'assistenza territoriale domiciliare e delle cure nelle Case di Comunità. Nel wound care avanzato, la disinfezione mirata o l'impiego di anestetici topici per debridement dolorosi restano formalmente inibiti alla decisione infermieristica, così come la titolazione dell'insulina o la somministrazione di antipiretici secondo protocolli condivisi.
L'acquisizione della potestà prescrittiva sui dispositivi medici costituisce un traguardo rilevante che riconosce la valenza della diagnosi infermieristica sul piano del diritto sanitario. Per garantire la sostenibilità a lungo termine del Servizio Sanitario Nazionale, la politica sanitaria e gli ordini professionali dovranno trarre insegnamento dai modelli spagnolo e britannico, avviando un percorso normativo di prescrizione farmacologica collaborativa governata da linee guida nazionali validate. Tale evoluzione permetterebbe di capitalizzare il potenziale clinico della professione infermieristica a esclusivo vantaggio della tempestività e della sicurezza delle cure per la collettività.
Bibliografia di riferimento
- Weeks, G., George, J., Maclure, K., & Stewart, D. (2016). Non-medical prescribing versus medical prescribing for acute and chronic disease management in primary and secondary care. Cochrane Database of Systematic Reviews, (11), CD011227.
- International Council of Nurses (ICN) (2021). Guidelines on Prescriptive Authority for Nurses. Geneva: International Council of Nurses.
- Maier, C. B. (2019). Nurse prescribing of medicines in 13 European countries: an overview of laws and policies. Human Resources for Health, 17(1), 95.
- Ministero dell'Università e della Ricerca (MUR) (2026). Decreti Ministeriali n. 159 del 6 febbraio 2026 e n. 177 del 25 febbraio 2026: Definizione delle classi di laurea magistrale ad indirizzo clinico per l'area delle professioni sanitarie infermieristiche e attribuzione delle relative competenze prescrittive su presidi e ausili. Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.
- Ministero della Salute (2022). Decreto Ministeriale 23 maggio 2022, n. 77: Regolamento recante la definizione di modelli e standard per lo sviluppo dell'assistenza territoriale nel Servizio sanitario nazionale. Gazzetta Ufficiale n. 144 del 22 giugno 2022.
- Decreto Legislativo 24 aprile 2006, n. 219 (e successive modifiche). Attuazione della direttiva 2001/83/CE relativa ad un codice comunitario concernente i medicinali per uso umano (Titolo VI: Prescrizione medica). Gazzetta Ufficiale n. 142 del 21 giugno 2006.
- Ministerio de Sanidad, Consumo y Bienestar Social (Spagna) (2018). Real Decreto 1302/2018, de 22 de octubre, por el que se modifica el Real Decreto 954/2015, por el que se regula la indicación, uso y autorización de dispensación de medicamentos y productos sanitarios de uso humano por parte de los enfermeros. Boletín Oficial del Estado (BOE), n. 256.
- Ministerio de Sanidad (Spagna) (2020-2024). Guías para la indicación, uso y autorización de dispensación de medicamentos sujetos a prescripción médica por parte de las/los enfermeras/os (Protocolli validati: Ferite, Ustioni, Diabete tipo 1 e 2, Ipertensione, Anticoagulazione orale, Febbre, Anestetici locali). Pubblicate nel Boletín Oficial del Estado (BOE).
- Nursing and Midwifery Council (NMC) (2019, rev. 2023). Standards of proficiency for nurse and midwife prescribers and Standards for prescribing programmes (V100, V150, V300). London: NMC.
- Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) (2024-2026). Documenti di posizionamento istituzionale su lauree magistrali cliniche, autonomia assistenziale e prescrizione infermieristica di tecnologie e presidi sanitari. Roma: FNOPI.
