"Il SSN è un paziente cronico": l'allarme del rapporto GIMBE sulla sanità pubblica

GIMBE

L'8º Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN), presentato a Roma l'8 ottobre 2025, dipinge un quadro complesso della sanità italiana, definendola un "paziente cronico con multimorbidità".

Il rapporto, elaborato dalla Fondazione GIMBE senza alcun supporto istituzionale o commerciale, denuncia il progressivo e inesorabile scivolamento del SSN verso il collasso, tradendo i principi fondanti di universalità, uguaglianza ed equità.

Le patologie croniche del SSN

Il rapporto GIMBE identifica le principali "patologie" che affliggono il SSN, molte delle quali già diagnosticate nel 2019 e aggravate dall'impatto della pandemia.

  • Sottofinanziamento cronico: Nel decennio 2010-2019, alla sanità pubblica sono stati sottratti oltre 37 miliardi di euro. Sebbene gli anni della pandemia (2020-2022) abbiano segnato un formale rilancio del finanziamento, con un aumento di 11,6 miliardi di euro, queste risorse sono state interamente assorbite dai costi dell'emergenza. Nel periodo post-pandemico (2023-2025), la crescita del Fabbisogno Sanitario Nazionale (FSN) è stata erosa dall'inflazione e dai costi energetici, portando l'incidenza del FSN sul PIL a scendere dal 6,3% del 2022 al 6,1% del 2024-2025. Il divario tra la spesa sanitaria prevista e il FSN finanziato rischia di scaricarsi sui bilanci delle Regioni, che potrebbero essere costrette ad aumentare le tasse o a tagliare i servizi. 
  • Sprechi e inefficienze: Il rapporto conferma l'esistenza di sprechi a tutti i livelli del sistema sanitario, che erodono risorse preziose. Tra questi, si citano il sovra-utilizzo di interventi sanitari inefficaci, il sotto-utilizzo di prestazioni ad alto valore, l'inadeguato coordinamento dell'assistenza, gli acquisti a costi eccessivi, le inefficienze amministrative e le frodi e gli abusi. Il rapporto sottolinea che, sebbene la riduzione degli sprechi sia fondamentale, non può essere un alibi per il mancato rilancio del finanziamento pubblico. 
  • Carenza di personale: Il personale sanitario è la "colonna portante" del SSN, ma il settore è in profonda crisi. Nel 2023, i medici dipendenti con CCNL sanità erano 109.024, mentre gli infermieri erano 277.164. Nonostante l'Italia si collochi sopra la media OCSE per numero di medici, il numero di infermieri è nettamente inferiore alla media OCSE. Le retribuzioni, sia per i medici specialisti che per gli infermieri, sono inferiori alla media dei paesi OCSE e dell'UE. Questa situazione ha portato a una progressiva fuga di professionisti dal SSN verso il settore privato, l'estero, o a pensionamenti anticipati. La carenza di medici di medicina generale (MMG) è stimata in 5.575 unità a livello nazionale, e la mancanza di attrattività della professione è documentata dal 15% delle borse di studio non assegnate nel 2024. Anche per i pediatri di libera scelta (PLS) si registra una carenza stimata di 502 unità, concentrata per il 75,7% in Lombardia, Piemonte e Veneto. 
  • Diseguaglianze regionali: La persistente "frattura strutturale" tra Nord e Sud emerge in diversi ambiti. I meccanismi di riparto del FSN, sebbene rivisti, non garantiscono ancora una reale equità, penalizzando le Regioni del Sud. Il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) con il Nuovo Sistema di Garanzia (NSG) conferma il divario: nel 2023, nessuna Regione del Mezzogiorno si è classificata tra le prime dieci per punteggio totale. La mobilità sanitaria, che nel 2022 ha raggiunto i 5.037 milioni di euro, mostra un flusso prevalente di pazienti dal Sud al Nord, con Emilia-Romagna, Lombardia e Veneto che raccolgono quasi la metà dei crediti. 
  • Espansione del privato: La crisi del SSN ha alimentato la crescita del settore privato. La spesa sanitaria privata nel 2024 ammonta a 47,66 miliardi di euro, di cui il 86,7% è spesa "out-of-pocket" sostenuta direttamente dai cittadini. Oltre 5,84 milioni di persone (il 9,9% della popolazione) hanno dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie nel 2024, principalmente a causa dei lunghi tempi d'attesa e dei motivi economici. 

La risposta del Governo e le sfide del PNRR

Il rapporto esamina le azioni intraprese dal Governo nel corso della XIX Legislatura, come il rinnovo contrattuale 2019-2021, il Decreto Tariffe (che ha aggiornato dopo quasi 8 anni le tariffe di specialistica ambulatoriale e protesica) e il Decreto "Liste di attesa" che ha abolito il tetto di spesa per il personale (subordinandolo a condizioni non ancora definite). Sebbene l'intenzione sia quella di affrontare le criticità, gli interventi sono spesso "frammentati, non coordinati" e l'attuazione è ostacolata dalla scarsità di risorse e dalla carenza di personale.

Per quanto riguarda il PNRR, il rapporto rileva che, al 30 giugno 2025, tutti i target e le milestone europee previste sono stati formalmente raggiunti, permettendo all'Italia di incassare le rate del finanziamento. Tuttavia, il monitoraggio indipendente di GIMBE rivela che la spesa effettiva delle risorse e l'avanzamento reale degli obiettivi procedono con estrema lentezza. In particolare, la riorganizzazione dell'assistenza territoriale è in "netto ritardo", con solo il 4,4% delle Case della Comunità dotate di personale medico e infermieristico.

Il rapporto conclude che la Missione Salute rischia di trasformarsi in una costosa "operazione di edilizia sanitaria", lasciando in eredità alle future generazioni strutture vuote, tecnologie digitali non integrate e un pesante indebitamento.

Le proposte della Fondazione GIMBE

La Fondazione GIMBE propone un Piano di Rilancio del SSN in 15 punti, che funge da "bussola" per orientare le scelte politiche. Tra le proposte principali ci sono:

  • Aumentare il finanziamento pubblico della sanità per allinearlo alla media europea. 
  • Rilanciare le politiche sul personale sanitario per renderlo nuovamente attrattivo. 
  • Ridurre gli sprechi e le inefficienze e riallocare le risorse recuperate. 
  • Rafforzare la governance Stato-Regioni. 
  • Promuovere una sana integrazione tra pubblico e privato convenzionato, limitando il ricorso al libero mercato.

L'obiettivo è "rafforzare e innovare quel modello di SSN istituito nel 1978, finanziato dalla fiscalità generale e basato su princìpi di universalità, uguaglianza ed equità". L'articolo si conclude con un appello: "Se la Costituzione tutela il diritto alla salute di tutti, la sanità deve essere per tutti".

Scarica il pdf dell'8º Rapporto GIMBE sul Servizio Sanitario Nazionale (SSN)

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