Infermiere, ti sei mai chiesto: "cosa farò da grande?"

La domanda può sembrare insensata, in fondo,è la stessa che si fa ai bambini o agli adolescenti; cosa farai da grande? Sembra la stessa domanda, ma la differenza è enorme se la domanda la poni a qualcuno o se tu ti poni la domanda rivolgendola a te stesso/a.

Quando viene posta a un bambino o adolescente questi risponde in base ai propri sogni, alla propria esperienza o a quello che gli è stato detto dai genitori o dagli insegnanti.

La risposta di un bambino sarà netta, senza dubbi, il dottore, l'ingegnere, l'infermiere ecc. ed esiste già il percorso per cui con un impegno adeguato si riuscirà a realizzare.

Mentre quando ti poni questa domanda da solo e sei già adulto è un'altra questione, per molti c'è poca differenza, individueranno senza saperlo quello che è già il percorso precostituito, e la risposta sarà il coordinatore, il dirigente, l'infermiere specialista ecc.. 

Il problema è che il percorso formativo è strutturato bene mentre l'infermiere è una professione che ha capacità limitate negli spazi lavorativi come coordinatore, 1:30 mentre i dirigenti sono forse 1:100.

Inoltre, ci sono i due estremi, chi vuole fare il coordinatore entra in concorrenza con centinaia di colleghi perchè attraverso i master di coordinamento online in tanti hanno la certificazione, mentre all'opposto la laurea magistrale è riservata a pochi, malgrado ci siano centinaia di laureati triennali e tanti infermieri esperti, l'accesso è di 1 infermiere ogni 10-15 domande, con uno dei test di ammissione fra i più difficili in assoluto.

Purtroppo in alcune università vedi che ci sono diversi colleghi in graduatoria con il 100% di risposte esatte, allora mi dispiace ma hai la certezza che l'accesso alla magistrale sia stato irregolare.

Per l'infermiere specialista poi i master, in un mondo ideale, dovrebbero essere pagati e gestiti dall'azienda sanitaria che poi utilizzerà quella figura.

Purtroppo i master specialistici accessi vascolari, wound care, stomie, sala operatoria ecc. sono realizzati dalle università indipendentemente dal fatto che l'azienda sanitaria voglia delle figure specializzate.

Quindi rispondere alla domanda cercando di realizzarsi con un percorso precostituito potrebbe esserci uno scontro con una realtà non ben valutata e alla fine soffermarci ad essere soddisfatti di averci provato.

Oppure c'è il classico pensiero, mi sposo, compro casa famiglia ecc e vanno benissimo, perchè sono passaggi che fanno parte della vita ed offrono grandi esperienze.

Quindi chiediti, cosa farò da grande?

Non rispondermi, pensa solo alla domanda, ovviamente lo so che sei già grande, ma in questo caso il termine "grande" ha un'altra accezione inteso non solo come il tempo biologico che fa crescere il corpo, ma il tempo che trascorrerà ed in cui avverrà un tuo cambimaneto. Cambiamento che non sarà dovuto ad influenze esterne ma al tuo progettare e mettere in pratica nuove esperienze.

Questa domanda "cosa farò da grande" ha delle implicazioni interessanti, non importa l'età se hai 25, 50 o 70 anni, quello che è importante è la tua idea e se non c'è un percorso precostituito e inizi a cercare le risposte e le risorse provando una sensazione positiva di soddisfazione allora sta iniziando la tua avventura, l'esplorazione di qualcosa di unico.

La tua risposta è importante che veda un qualcosa all'interno della professione infermieristica o all'esterno nel quotidiano va benissimo, perchè se ti poni la domanda questa avrà inevitabilmente un effetto positivo su di te e quindi sul tuo modo di essere infermiere.

Quando si è bambini non ci si pone la domanda, te la fanno gli altri e quindi rispondi per quel poco che sai, adesso se la domanda te la poni devi anche capire come fare a realizzare la tua scelta e questo ti richiede di superare gradualmente i tuoi limiti.

Un esempio semplice, essere un infermiere migliore

Implica che comprendi di avere dei margini di miglioramento, questo potrebbe portarti a fare tanti corsi ECM sulle tecniche infermieristiche e a non trovare soddisfazione perchè ti accorgi che manca qualcosa e questo è bene, perchè adesso sei consapevole che devi cercare quel qualcosa.

Per rispondere alla domanda dell'esempio puoi concentrarti sulle cose importanti del tuo quotidiano, tu e il tuo assistito e riflettere sugli aspetti che spesso sono sottovalutatii:

  1. la comunicazione, la capacità di ascolto o di esporre in modo semplice, competenze non innate che hanno bisogno di essere esercitate;
  2. la manualità, la sensibilità delle dita deve essere esercitata regolarmente altrimenti la si perde;
  3. la memoria, ripetere dentro di se descrivendo la tecnica e l'obiettivo da raggiungere e se non funziona cercare una soluzione o degli schemi;
  4. la valutazione del tuo operato, una tecnica può essere dolorosa, chiedere al tuo assistito se gli hai fatto male o ricontrolla nei giorni successivi se ci sono state complicanze.

La domanda come "essere un infermiere migliore" potrebbe portare a scelte che ti differenziano molto, eppure è una domanda semplice ma la risposta passa solo in parte dalle conoscenze che provengono dall'esterno. Molto dipende dalla tua conoscenza interiore e dalla tua capacità di cambiare e migliorarti.

Non puoi evitare di cambiare perchè è nella natura umana, è insito in noi l'adattamento al mondo che cambia ogni giorno e quindi potremmo sentire il cambialmento come una pressione esterna oppure se ti poni la tua domanda stai decidendo di governare il tuo cambiamento.

Nell'ambito della professione si può fare tanto come liberi pensatori, ricerca clinica, migliorare le proprie capacità con i colleghi o con i pazienti, fare divulgazione o formazione cercando dei percorsi unici.

Lo stesso puoi fare se pensi ad attività al di fuori della professione, fitness, videomaker o anche avere un orto, qualsiasi cosa.

Quando ti poni la domanda e inizi a progettare di realizzarla e fai qualcosa di nuovo se poi ti accorgi che non lo sai fare allora inizi a definire i tuoi limiti da superare e per fare questo devi progettare e acquisire nuove abilità e anche solo la fase dell'impegno per aggiungerle al tuo repertorio è un'esplorazione che da soddisfazione è sufficiente non accontentarsi.

Se non hai capito cosa ho scritto, o se ti irrita, va tutto bene ricorda che sei una persona meravigliosa.

Foto di Arek Socha da Pixabay 

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