Oggi gli infermieri guadagnano di meno e sono più preparati.

Ma rimangono una componente sanitaria gestita da dirigenti che non sono affatto infermieri e spesso sono mal gestiti.

Sembra che le realtà gestite da questi dirigenti abbiano risultati meno positivi rispetto a quelle dove comincia ad esserci una presenza di infermieri dirigenti.

I leader infermieristici forti sostengono il personale nella loro pratica intervennendo su questioni sia professionali che cliniche, promuovendo la soddisfazione lavorativa e migliorando la qualità dell’assistenza intervenendo soprattutto nella preparazione intesa come formazione continua, che si adatta alle mutavoli esigenze e aspettative.

Inoltre, la formazione professionale dovrebbe porre l’accento sullo sviluppo delle capacità e degli attributi personali rilevanti e non solo sull’acquisizione di conoscenze.

I traguardi raggiunti degli infermieri manager dovrebbero essere ricopensati allo stesso modo in cui lo sono gli altri dirigenti.

Allo stesso modo , i dirigenti infermieristici devono dimostrare i benefici che derivano dall’averli collocati in posizioni strategiche.

 

Eppure, sembra che per i manager infermieri non sono adottate adeguate classificazioni delle posizioni organizzative uguali agli manager allo stesso livello, e secondo i rispettivi attributi professionali e livello di responsabilità.

Ancora una volta si cerca di sfruttare le capacità di questa professione non al pari dei compensi giustamente attribuibili. Visto che le prove di efficacia dimostrano che gli infermieri abilitati raggiungono migliori risultati, le politiche di governo non aiutano certamente ad incrementare il livello formativo degli infermieri.

Gli infermieri sono messi sempre al margine quando si tratta di offrire il loro contributo nello sviluppo delle politiche sanitarie e nella presa di decisioni. Se gli infermieri si risvegliassero insieme ai loro dirigenti e rappresentanti politici diverrebbero realmente una forza per il cambiamento.

La professione infermieristica dovrebbe essere risvegliata per il potenziale che potrebbe apportare alla politica sanitaria. Essi continuano a fornire assistenza con resilienza e versatilità senza alcun sostegno organizzativo.

L’OMS che pure possiede una presenza sempre minore di infermieri al suo interno ha riconosciuto però che gli infermieri sono parte essenziale per lo sviluppo di politiche sanitarie di qualità.    

 

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