Il primo esempio di nomenclatore tariffario è stato rilasciato nel 2002 e un aggiornamento delle tariffe è stato fatto nel 2009. Quel primo nomenclatore regolava i rapporti fra l'infermiere e il suo assistito, nel 2007 comparve il decreto Bersani e ha lasciato un estrema libertà nella concorrenza ma troppa libertà equivale a nessuna libertà e in conclusione il libero professionista che trova dei committenti seri è fortunato.
Un aggiornamento serio del nomenclatore tariffario è stato realizzato dal collegio IPASVI di Brescia nel 2009 un esempio che tutti i collegi dovrebbero seguire.

 

Essendo un libero professionista cerco spesso online un nomenclatore tariffario aggiornato ma non ne trovo il decreto Bersani ha creato un black out nei collegi IPASVI e non ci sono stati aggiornamenti seri da parte del collegi delle province.
Nel dubbio ci sono state scelte provvisorie, chi ha ripubblicato il nomenclatore senza le tariffe e ha lasciato una massima libertà ma che poi si traduceva in un impossibilità di contrattare un importo minimo dignitoso.
Conosco colleghi che su Bologna per lavorare in RSA prendono meno di 18 euro/ora sotto le coop mentre gli studi associati prendono anche 25.
Ci sono state situazioni in cui nel dubbio il collegio provinciale ha aggiornato il tariffario alle sole tariffe massime senza un adeguamento ISTAT.
Ma un tariffario ragionevole deve avere un importo minimo decoroso e poi lasciare un eventuale aumento al “mercato”, nel senso che un libero professionista non può fare come vuole deve necessariamente avere un proprio listino delle prestazioni che eroga.

Il collegio IPASVI di Brescia ha approvato il nomenclatore tariffario aggiornato l'8 gennaio 2009 e l'articolo 1 riporta:

Art.1-Finalità
1.1 - Ai sensi e per gli effetti di cui al Dlcps 13 settembre 1946, n. 233, l’approvazione del Nomenclatore
tariffario provinciale persegue, tra le altre, la primaria finalità di tutelare il decoro e l’indipendenza della
professione. Altro intervento è quello rivolto alla risoluzione preventiva dei conflitti di interesse che,
potrebbero intercorrere tra il professionista iscritto all’Albo e le persone o gli enti a favore dei quali l’iscritto
abbia prestato o presti la propria opera professionale.

Bellissimo e finalmente implica anche gli enti ai quali l'iscritto eroga prestazioni un aspetto che era sfuggito nel nomenclatore del 2002.

Mi sembra ragionevole un invito a tutti i collegi IPASVI ad adeguarsi al documento realizzato a Brescia per chiudere definitivamente un empasse imbarazzante.

 

LINK al nomenclatore

 

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