Papa Francesco dice ai giovani "non fatevi rubare la speranza" poi leggo un titolo su la stampa, "perchè più badanti che infermieri" è solo un titolo però, perchè associa le "badanti" agli infermieri, forse che facciamo le stesse cose.

Perche il sig. Paolo Russo autore dell'articolo prosegue nell'utilizzare un termine non consono al lavoro che svolgono le oltre 700.000 assistenti familiari, poi leggo l'articolo/intervista e un caloroso Dio Aiutami tu ci scappa..

 

L'articolo disponibile al link (clicca)

Il giornalista, presumo, inizia facendo riferimento al rapporto della Bocconi del 19 marzo 2013 un estratto viene messo online dal quotidiano sanità (LINK).

Il rapporto parla dei tagli che la sanità ha realizzato cercando di mantenere gli stessi standard di salute.

Anche il quotidiano sanità riporta nel sottotitolo che ci sono più badanti che operatori sanitari e quindi?

Forse vogliono esaltare che ai tagli in sanità corrisponde una spesa maggiore delle famiglie italiane.

Però, stiamo parlando di assistenti familiari persone che integrano l'attività giornaliera di tantissimi anziani, per le pulizie, la spesa, l'accompagnare ed aiutare le persone ad avere ancora una vita sociale.

Poi capita che l'anziano si aggrava aumenta la sua invalidità e diminuisce la sua autonomia, in questo caso l'assistente familiare resta ed effettua quelle attività che dovrebbe svolgere la famiglia.

Oggi le famiglie italiane sono/siamo presi a sopravvivere alle spese continue e non possiamo fermarci e a conti fatti davanti alla scelta fra ridurre l'attività lavorativa ed uscire dal mercato del lavoro o assumere un assistente familiare la scelta non si pone.

Il loro numero non è espressione di una mancanza di erogazione di salute da parte del SSN ma rappresenta una volontà dei loro assistiti di voler vivere ancora e non essere soli ed abbandonati in casa.

Ma perchè il sig Paolo Russo contrappone di netto infermieri e badanti (assistenti familiari) l'articolo parte da un rapporto e poi prosegue con domande a cui lo stesso autore si risponde.

E la domanda chiarificatrice è:

Hanno una formazione alle spalle per svolgere compiti di assistenza socio-sanitaria?

Circa la metà ha un diploma o una laurea, ma poche di queste lavoratrici invisibili possiede un diploma in scienze infermieristiche o consimili.

Cosa dire se non DIO aiutami tu.

Secondo l'autore le 700.000 assistenti familiari italiane dovrebbero avere un diploma in scienze infermieristiche.

Ma chi lo legge che opinione si fa degli infermieri, perchè esistono ancora tantissime persone che leggono un quotidiano e credono a tutto quello che c'è scritto.

Se l'autore dell'articolo sulla Stampa avesse avuto un minimo di cultura sanitaria non si sarebbe preoccupato di paragonare l'infermiere all'assistente familiare di cui esistono numerosissimi corsi (LINK).

Oggi che si cerca sempre di più una sanità che sia più efficiente e ci si rivolge agli infermieri che data una prescrizione medica possono agire in autonomia come facciamo ogni giorno.

HeathDesK riporta, Medici e infermieri per me pari sono (quasi), questi sono gli articoli che vorrei leggere.

 

Ma difronte ad articoli che riesumano preconcetti obsoleti cosa fare la speranza va bene ma poi uno si stufa perchè gli articoli li legge la gente che la prima volta che passa in ospedale ha già la sua buona scorta di preconcetti e non valuta ed apprezza cosa ha difronte ma sfoga tutte le ansie che gli sono state rifilate.

 

 

 

 

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